Viabilità

Traffico in città
L'auto è ancora il mezzo di trasporto più usato

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L'auto è ancora il mezzo di trasporto più usato
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Si fa presto a dire “riduciamo l’impatto ambientale del settore mobilità”. L’obiettivo di per sé trova tutti d’accordo: nemmeno l’automobilista più accanito potrebbe sostenere di preferire una città trafficata e inquinata a una senza ingorghi né smog. Tra l’auspicare e il fare, però, spesso c’è di mezzo il mare della fattibilità. Perché dagli uffici dei sindaci si fa presto a dire: “andate in bicicletta”. Il problema è che non sempre due ruote riescono a sostituirne quattro. Una “difficoltà” che i risultati di un’indagine Ipsos mettono in evidenza con cristallina chiarezza.

Al volante quasi tutti i giorni. Secondo il sondaggio condotto dall’Ipsos per conto di Greenpeace, A Roma, infatti, il 55% degli intervistati dichiara di utilizzare l’auto almeno tre o quattro volte a settimana. Identico risultato a Bari. Seguono, con valori decrescenti, Palermo, Torino e Genova. Le città dove si scende sotto il 50% sono Milano (43%), Pisa (40%) e Genova (37%). Considerando anche un uso sporadico della vettura personale (meno di una volta ogni sette giorni,) le percentuali vanno dall’84% del capoluogo ligure al 94% della capitale. Insomma, né il traffico (problema più sentito sotto la Lanterna che sotto la Madonnina), né la scarsa manutenzione delle strade (additata come aspetto da risolvere con urgenza da un terzo dei romani), né la carenza di parcheggi (particolarmente sentita a Bari, Pisa e Milano), riescono a far prendere in considerazione mezzi di trasporto alternativi.

Trasporto pubblico locale, il primato di Milano. A spostarsi in autobus, tram o metropolitana più di 3-4 volte a settimana sono soprattutto i meneghini: quattro su dieci utilizzano ampiamente i mezzi pubblici. Soltanto un romano su quattro fa altrettanto. Poco diverse le risposte fornite a Napoli, Genova e Torino. Soltanto un barese su dieci prende i mezzi con regolarità. Stessa cosa per i pisani. In fondo alla lista troviamo i palermitani: soltanto 8 su 100 acquistano un biglietto dell’Amat con regolarità.

Bicicletta e monopattino, questi sconosciuti. Brutte notizie dal campo per i sostenitori della cosiddetta mobilità dolce. Non va mai in bici il 77% dei genovesi (giustificati da un’orografia non particolarmente favorevole alla pedalata), il 70% dei napoletani, il 68% dei capitolini, il 66% dei palermitani, il 62% dei baresi, il 54% dei pisani (eppure la città è piccola e in pianura) e la metà dei milanesi (nonostante i chilometri e chilometri di corsie ciclabili create dal nulla durante e dopo il lockdown). Peggio va ai monopattini, per i quali i “mai” imperano con percentuali bulgare: l’89% a Milano, l’88% a Roma, addirittura il 90% a Genova. La più incline al loro utilizzo sembra Palermo, dove il 5% degli interpellati sostiene di andare in monopattino almeno una o due volte la settimana.

A ognuno il suo incentivo. Alla domanda “Personalmente userebbe meno l’automobile principalmente se…”, hanno indicato in “una maggiore frequenza del passaggio dei mezzi pubblici, anche di notte” come primo fattore il 33% dei romani e dei napoletani, il 23% dei torinesi e il 14% dei milanesi (per limitarsi alle quattro città più popolate). Il trasporto locale dovrebbe però risultare anche più sicuro (soprattutto a Milano), più economico (idem), meno affollato (problema maggiormente sentito a Roma e Torino), con più tratte in periferia (per il 12% dei romani e per l’8% nelle altre tre città). Una rete migliore di piste e corsie ciclabili è una priorità ancora per pochi, a livello nazionale, così come l’offerta di sharing (auto, bici, monopattino o scooter che sia). Infine, non è interessato a ridurre l’utilizzo dell’automobile il 35% dei pisani, il 27% dei baresi e il 25% dei genovesi. Percentuali che scendono al 14% a Napoli, al 13% a Torino, al 12% a Milano e al 9% a Roma. Un modo per dire: “vorrei ma non posso”. Si può dargli torto?

COMMENTI

  • Va beh insomma, una valanga di numeri per dire cosa??? Che nelle città italiane il trasporto pubblico funziona poco e male e che l'uso dell'auto privata è un'esigenza spesso imprescindibile. Non a caso, Milano che indiscutibilmente è la più "attrezzata", è quella che fa registrare il maggiore utilizzo di questo strumento. inutile ricordare poi che le grandi metropoli europee con cui ci si dovrebbe confrontare, male che vada, hanno almeno una decina di linee di metrò interlacciate tra loro in grado di coprire quasi tutte le zone, ed in più costanti programmi di sviluppo (a Parigi ad esempio ogni anno si aggiungono chilometri e nuove stazioni alla rete esistente), mentre da noi tra mancanza di risorse e burocrazia asfissiante, si procede a passo di lumaca in questo processo di ampliamento.....
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