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In dieci anni previsti 84 miliardi per strade e autostrade

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In dieci anni previsti 84 miliardi per strade e autostrade
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Il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (Mims) ha presentato l'Allegato Infrastrutture, mobilità e logistica al Documento di Economia e Finanza (Def) 2022. Nel documento sono previsti, per i prossimi dieci anni, quasi 300 miliardi di euro per interventi selezionati e finanziati sulla base di piani strategici redatti tenendo conto della strategia economica del Governo, degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’Onu e del Green Deal europeo. Solo per le strade e le autostrade sono indicati interventi per un valore complessivo di 83,5 miliardi di euro, il secondo maggior importo dopo i 147,4 miliardi dedicati a ferrovie e nodi urbani.

Il fabbisogno residuo. Nel complesso, le opere considerate prioritarie nel settore delle infrastrutture per la mobilità e la logistica valgono 279,4 miliardi di euro (a questi si aggiungono ulteriori 12,3 miliardi per infrastrutture idriche e 6,7 miliardi per l'edilizia pubblica), l'8,1% in più rispetto all’Allegato 2021. Si tratta - spiega il Mims - di interventi necessari per il completamento, la messa in sicurezza, anche rispetto alla crisi climatica, e l’adeguamento tecnologico del Sistema Nazionale Integrato dei Trasporti (SNIT). Tali investimenti riguardano non solo le arterie stradali e ferroviare, ma anche porti (10,1 miliardi), aeroporti (3,2 miliardi), trasporto rapido di massa nelle città metropolitane (32,6 miliardi) e ciclovie (2,6 miliardi). Le risorse già assegnate attraverso i diversi canali di finanziamento ammontano a 209 miliardi. Dunque, il fabbisogno residuo ammonta a 70,4 miliardi, pari al 25% del costo totale (sei punti percentuali in meno rispetto all'Allegato 2021).

Le opere stradali prioritarie. Tutte le risorse hanno specifici obiettivi, tra cui stimolare lo sviluppo economico, aumentare la competitività del sistema-Paese, trasformare il sistema della mobilità nel segno della sostenibilità ambientale, mettere in sicurezza le infrastutture e ridurre le disuguaglianze sociali e territoriali tra aree interne e grandi città e, soprattutto, tra Nord e Sud. A tal proposito, tra le nuove opere considerate prioritarie, vengono citati alcuni interventi nel Mezzogiorno, tra cui la tratta ferroviaria ad Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria e "il miglioramento e il potenziamento" dell'intero tratto calabro della Statale 106 Jonica. Si tratta dell'arteria di 491 chilometri (415 in Calabria), che collega Reggio Calabria a Taranto lungo la costa ionica. Per quanto di vitale importanza per i territori attraversati, è definita dai calabresi la "strada della morte" per i frequenti incidenti (secondo Aci e Istat è tra le strade più pericolose d'Italia). Per la SS106, il governo "ritiene necessario un programma di interventi strutturali e di messa in sicurezza per un importo complessivo di 3 miliardi di euro". Nello specifico, sono previsti 1,335 miliardi per completare il terzo megalotto, dall'innesto con la SS534 a Roseto Capo Spulico, e 1,5 miliardi per la tratta Catanzaro-Crotone (220 milioni già disponibili), mentre per la Sibari-Crotone il progetto di fattibilità sarà realizzato entro il primo semestre e per il completamento dell'itinerario fino a Reggio la conclusione dello studio progettuale è previsto per fine anno. Tra le altre opere prioritarie, figurano anche gli interventi stradali per il potenziamento della Strada Statale 4 Salaria e nelle aree del Centro Italia colpite dai terremoti del 2009 e del 2016. In particolare, i lavori programmati riguardano le statali di accesso e collegamento ai crateri sismici.

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