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Sicurezza
Un corso per mappare i pericoli

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Un corso per mappare i pericoli
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Aiutare chi ha commesso reati alla guida ad acquisire una nuova consapevolezza dei rischi che si corrono sulle strade: è lo scopo di un progetto che, all’insegna dello slogan #StopStradeKiller, vede affiancarsi SMA Road Safety, azienda campana specializzata in barriere stradali di sicurezza e attenuatori d’urto, e l’Associazione familiari vittime della strada (Afvs), onlus che dal 2009 si occupa di prevenzione, educazione e sensibilizzazione alla sicurezza.

Il progetto. La partnership prevede la realizzazione di un corso di formazione per dodici persone imputate, indagate o condannate per reati relativi alla circolazione stradale e assegnate all’Afvs e in carico agli Uffici di esecuzione penale esterna del ministero della Giustizia, sia in relazione all’istituto della sospensione del procedimento penale con messa alla prova, sia come pena sostitutiva per i reati di guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di stupefacenti. La formazione, curata da Roberto Impero, ceo di SMA Road Safety, aiuta i partecipanti al corso a identificare e segnalare gli ostacoli fissi non protetti presenti sulle nostre strade, che costituiscono una grave forma di pericolo.

Rischi occulti. I partecipanti al corso hanno due mesi di tempo per identificare gli ostacoli non protetti nell’area di loro competenza, compilando schede di segnalazione: parti terminali di guard-rail, cuspidi stradali, alberi, pilastri di cavalcavia, pali che, in caso d’incidenti causati da errori umani (velocità elevata, distrazione, ma anche - appunto - guida sotto l’effetto di alcol o stupefacenti), possono trasformarsi in pericoli letali. Le statistiche, del resto, rilevano come nel 2021 siano state registrati sulle strade italiane 9.421 incidenti con urti contro ostacolo occidentale e 12.384 uscite di strada, con gravi conseguenze. “Questo progetto”, spiega Roberto Impero, “vuole concretamente incentivare la messa in sicurezza delle nostre strade, soprattutto di quelle di vecchia concezione, come statali e percorsi urbani che devono essere interamente rivisti”. Dal canto suo, Silvia Frisina, delegato di presidenza dell’Afvs, sottolinea come “gli utenti in messa alla prova e lavoro di pubblica utilità quale pena sostitutiva ci stanno aiutando a denunciare alla autorità competenti le criticità stradali, come la presenza di buche pericolose e l’assenza di segnaletica; il nuovo progetto dedicato agli ostacoli fissi consente d’intensificare la mappatura dei rischi infrastrutturale presenti sulle nostra strade, segnalando a chi di dovere ciò che può essere pericoloso per tutti”.

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