Fabbrica bavarese di motori, BMW appunto. È di questi che vogliamo parlarvi, giacché sulla ristilizzata "serie 3" debutta un turbodiesel common rail quattro cilindri di due litri da riferimento già nei valori dichiarati: 110 kW-150 CV e una coppia, 330 Nm, superiore persino a quella del "1900 TDI" Volkswagen di pari potenza.

All'atto pratico, a prescindere da un corpo vettura ineccepibile sotto il profilo dell'efficacia dell'assetto, della cura per il particolare, della qualità complessiva, c'è da rilevare l'inestimabile contributo del "piccolo" e prezioso quattro cilindri alla gradevolezza di guida della "320d Eletta".

Fluido, silenzioso, progressivo, inesauribile (verrebbe da dire), questo turbodiesel spinge forte pure se non si tirano le marce. Basta restare nella fascia intermedia del contagiri, diciamo fra i 2000 e i 3500 giri, per raggiungere ritmi difficili da sostenere anche con automobili dichiaratamente sportive.

Qualche numero, tanto per gradire: velocità massima rilevata di 212,5 km/h, accelerazione da zero a 100 km/h in 8,9 secondi, ripresa da 70 a 120 orari in quinta marcia in 12,2 secondi, frenata da 100 km/h a zero in 38,2 metri.

Insomma, quanto basta per meritarsi le agognate cinque stelle in ognuna di queste voci e diventare il nuovo "benchmark" della categoria.

Già, ma i consumi? Beh, vedete voi: a 130 km/h si fanno qualcosa come 17 chilometri con un litro, a 160 ancora più di 14 e in città si sfiorano i 13.