Entrambe le protagoniste di questo confronto nascondono l?arma segreta sotto il cofano, dove trovano posto però due superdiesel dalle caratteristiche e dalle architetture profondamente diverse.

La Mercedes si affida a un V8 di cilindrata generosa, sovralimentato con due turbo, uno per bancata, che lavorano in parallelo: un quattro litri di ragguardevole potenza (sviluppa ben 314 CV) e, soprattutto, fornito di coppia in abbondanza (730 Nm).

La BMW, dal canto suo, punta su un sei cilindri in linea decisamente più piccolo (sebbene disponga anche di un V8), con una cubatura di appena 3 litri, ma capace di erogare una potenza specifica di oltre 90 CV/litro (contro i 78 della rivale), grazie a un'innovativa tecnologia che consente di far lavorare in serie i due turbo.

Queste sostanziali differenze d'impostazione si traducono, quando ci si mette al volante, in una risposta alle sollecitazioni dell'acceleratore abbastanza diversa, pur con livelli prestazionali molto simili: la "535d" compensa infatti la minor disponibilità di cavalli con una massa molto più contenuta (pesa oltre 150 kg in meno).

A parte la velocità massima autolimitata elettronicamente per entrambe a 250 chilometri orari, lo spunto in accelerazione vede tagliare per prima il traguardo dello zero-cento la "E420 CDI". Contenute anche le differenze in ripresa, dove però emerge la straordinaria elasticità di funzionamento del V8 Mercedes, complice il raffinato cambio automatico a sette marce, ormai una prerogativa di tutte le vetture di classe superiore della casa di Stoccarda.

Intendiamoci, accoppiato al sei cilindri della "535d" fa la sua bella figura anche la trasmissione automatica BMW: ha una marcia in meno, ma in quanto a rapidità, precisione e impercettibilità delle cambiate ha ben poco da invidiare al "7G-Tronic". In ogni caso, quando si dà gas non mancano le sorprese. Sulla "535d" l'effetto dei due turbo è possente quanto inavvertibile. Non ci sono buchi, improvvisi cambi di ritmo o brusche e fastidiose accelerazioni.

Più marcato l'effetto turbo sulla "E420 CDI", anche se non si può parlare di ritardi di risposta. Piuttosto, sarebbe più corretto parlare di un evidente cambio di ritmo conseguentemente all'intervento del turbo: l'abbondante coppia in basso consente un ottimo spunto, enfatizzato poi dalla sovralimentazione.

Motori a parte, le due vetture differiscono anche nel comportamento stradale. La BMW ha un'impostazione più sportiva perché lo sterzo è più diretto, la distribuzione dei pesi più equilibrata, l'assetto più rigido; in sintesi è più sincera.

Grande guidabilità anche per la Mercedes, che però risente di una taratura più morbida delle sospensioni e di una distribuzione dei pesi un po? più sbilanciata sull'avantreno, principale responsabile dei fenomeni sottosterzanti che la "E 420 CDI" ha evidenziato in curva, peraltro facilmente gestiti dall'intervento dell'Esp.