Proprio così: nel nome c'è già tutta la personalità della nuova Maserati GranTurismo: una vera granturismo, un'elegante coupé che senza rinunciare alle prestazioni e al piacere della guida, offre comodità e qualità della vita a bordo degne di un'ammiraglia.

La linea è splendida, una perfetta simbiosi tra sportività ed eleganza con evidenti richiami storici alle Maserati granturismo del passato. Dentro c'è un po' meno pathos, poca originalità e qualche soluzione costruttiva deludente, come i coperchi dei vani a vista degli airbag sulla plancia e sui fianchetti delle porte.

Tuttavia, appena si gira la chiave d'avviamento, l'atmosfera nell'abitacolo si surriscalda, messa in vibrazione dal sordo ruggito del V8. Salgono i decibel ma anche l'adrenalina, specie quando si affonda il piede sull'acceleratore e si scaricano sull'asfalto tutti i 405 CV del 4200 a carter umido.

È un attimo toccare i 200 orari, ma ci si può spingere sino ai 282 km/h. La progressione in accelerazione è entusiasmante, complice il riuscitissimo cambio automatico. Sei marce di tipo intelligente, selezionabili anche manualmente con la classica leva, oppure, ed è decisamente più divertente, con le due grandi palette dietro il volante. E senza mai staccare le mani.

Sull?handling della nostra pista di Vairano la GranTurismo è sicurissima, stabile e sincera. Manifesta soltanto un deciso sottosterzo, che ne mortifica un po' il comportamento sportivo, quando la si porta al limite. Del resto non è tra i cordoli di un circuito che dà il meglio di sé, ma piuttosto nei lunghi trasferimenti autostradali dove concilia prestazioni e confort.