Che i 4,88 metri della Maserati GranCabrio ci siano tutti, lo si capisce salendo a bordo: davanti lo spazio è abbondante, con sedili king size, e anche dietro non c?è da lamentarsi. La GranCabrio, infatti, non è una classica 2+2, ma una quattro posti vera e propria, e persino salire e scendere non richiede l?abilità di un contorsionista.

Punta sull'emozione. A bordo, il discorso è quello di sempre. Mancano quella perfezione realizzativa e quella attenzione maniacale ai dettagli che su molte concorrenti è scontata o quasi, ma poco male. La GranCabrio è capace di emozionare e questo, in un certo senso, è più importante di un navigatore satellitare che non è certo all?ultimo grido o delle levette al volante che, per mettere le frecce, esigono dita lunghe come quelle di un pianista.

Pronti, via. Basta mettere in moto e tutte queste considerazioni vengono messe da parte in un secondo. Altri due e quasi quasi non ci si ricorda di aver mai pensato cose del genere, perché la GranCabrio, a quel punto, ti ha già sommerso di emozioni, soprattutto se la capote è già sparita. Dalla voce del motore alle sensazioni sul fondoschiena, tutto convince che, una volta deciso di parcheggiare 135.000 euro nel box, questo è un gran bel modo per farlo. Dal punto di vista tecnico, il passaggio da coupé a cabriolet ha comportato un aumento di peso di circa 140 chili, e il risultato è presto detto: 2.192 chilogrammi in ordine di marcia. Essere un po? più pesante e meno affilata della GranTurismo, comunque, non impedisce alla cabrio di dispensare piacere di guida a piene mani e le prestazioni sono ampiamente compensate dalla godibilità generale.

Ottimo cambio. L?otto cilindri a V recita una parte da protagonista, soprattutto se si ha la compiacenza di premere il tasto Sport sulla console. A quel punto, basta già essere attorno ai 3.000 giri per sentirlo cantare per bene. Poi, se c?è strada e voglia, ecco l?allungo. Sulla GranCabrio il V8 è stato accoppiato a un cambio automatico vero e proprio, di quelli col convertitore di coppia per intenderci. Il risultato è senza dubbio appagante: è uno dei rarissimi casi in cui ti viene voglia di usare un automatico in modalità manuale. Le marce arrivano veloci e il cambio, per certi versi, è persino più soddisfacente in scalata che non in salita. Insomma, la GranCabrio fa di tutto per intrigare e coinvolgere il pilota e ci riesce, eccome.