L'Infiniti M30d, belinona di quasi 5 metri per due tonnellate, è un'auto capace di coccolarti e viziarti con un confort "globale" più che di stupirti per le sue qualità di guida. Giusto per inquadrarla, è la concorrente perfetta per europee del calibro di Audi A6, BMW 530d e Mercedes E 300 CDI. E anche il prezzo è grossomodo allineato. La M30d parte da 53.951 euro, che diventano 64.601 nel caso della GT Premium in prova.

Com'è fatta. Secondo la Casa, le forme imponenti della M sono ispirate al vento e alle onde. Salendo a bordo ci troviamo su un sedile morbido come la più comoda delle poltrone di casa, e regolabile elettricamente come il piantone, mentre la posizione di guida abbastanza rialzata consiglia di mettere da parte eventuali velleità sportive. Anzi, in un certo senso è la conferma della vera natura della M30d, che è l?auto perfetta per macinare chilometri quasi senza accorgersene. Il problema, semmai, è prendere confidenza con l?enorme quantità di comandi presenti su console, tunnel e volante. Tutta questa complicatezza, almeno in parte, è lo scotto da pagare sull?altare della sicurezza: molti di questi comandi, infatti, servono per gestire i numerosissimi dispositivi elettronici di ausilio alla guida, dal regolatore di velocità attivo al sistema che evita il superamento delle linee di corsia, giusto per citarne un paio. La strumentazione, piuttosto ricca, ha una grafica elegante e ben leggibile; l?unica pecca è rappresentata dai comandi (scomodi da raggiungere) del trip computer, le cui logiche, fra l'altro, sono tutt?altro che intuitive.

Interni. La sensazione di stare in un bel salotto non riguarda soltanto chi guida. La M30d vizia alla grande pure i passeggeri, con un abitacolo sontuoso ed elegante. Al di là del profluvio di pelle e radica, quest?Infiniti mette a loro agio i passeggeri anche con un paio di dispositivi per lo meno originali. Il primo è il sistema di cancellazione del rumore del motore, il secondo è il Forest Air, un diffusore di aromi integrato nel climatizzatore. Viste le dimensioni del corpo vettura, lo spazio a bordo proprio non manca, sia per chi sta davanti sia per chi siede dietro. I viaggi migliori si fanno in quattro, ovviamente, anche se un eventuale quinta persona, dal punto di vista del puro spazio, riesce a cavarsela piuttosto bene. Deve però fare i conti con la forma del divano, sagomata più che altro per due passeggeri, e con le cospicue dimensioni del tunnel centrale: limiti che la M30d, peraltro, condivide con la gran parte delle concorrenti.

Come va. La quattro porte della Infiniti è un concentrato di confort e morbidezza, ma questo non le impedisce, all?occorrenza, di sfoderare prestazioni di tutto rilievo. Il V6 turbodiesel, rotondo e regolare in tutte le situazioni, trabocca di Newtonmetri e risponde con grande vivacità fin dai regimi più bassi. Anzi, è proprio in queste situazioni che dà il meglio, diciamo fin verso i 3.000 giri, regime oltre il quale, in proporzione, perde parte del suo smalto. Col selettore al centro del tunnel è possibile modificare il carattere della M, almeno in parte: i cambiamenti più evidenti riguardano l?acceleratore e il cambio automatico, che diventano più reattivi. Il sette marce, comunque, dà il meglio quando lo si utilizza nell?ottica per la quale è stato pensato, ovvero quello della berlina da viaggio. Per quanto riguarda i consumi, nei nostri cicli che simulano l?utilizzo quotidiano, la M30d ha messo a segno una media generale di dieci chilometri con un litro di gasolio. In assoluto si tratta di un risultato apprezzabile, visto che parliamo di un?auto che pesa due tonnellate, ma che non è straordinariamente brillante se lo si mette a confronto con i numeri delle concorrenti più parsimoniose, come la Mercedes CLS 350 CDI (che ha pure 27 cavalli in più). Nessun problema, invece, sotto il profilo dell?autonomia, grazie al serbatoio da ben 80 litri.

Su strada. La M30d ha un assetto di grande morbidezza, che si traduce in un rollio molto pronunciato e in una certa lentezza nel reagire agli ordini impartiti dal pilota. Il quale, oltretutto, deve anche fare i conti con uno sterzo che non brilla per prontezza. Risultato: vale la pena di puntare sulla gradevolezza generale della vettura, piuttosto che sull?efficacia con cui risponde ai desideri di chi guida. Tutta questa morbidezza non aiuta neppure nelle situazioni d?emergenza, dove per la M30d diventa fondamentale l?apporto del controllo elettronico della stabilità. L?Esp è costretto a intervenire in maniera decisa e prolungata per riportare la vettura sulla retta via e, alla fine, la sicurezza non è messa in discussione. L?assetto morbido, per contro, è una manna dal punto di vista della comodità: incurante dei cerchi da 18", la M30d passa sugli ostacoli con una facilità davvero fuori dal comune. Quando poi a tutto questo si aggiunge che pure la silenziosità è di gran livello, si arriva a un?unica conclusione: è davvero difficile chiedere di più.