Citroën C1-Peugeot 108-Toyota Aygo Citycar a confronto

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Meglio un pizzico di follia giapponese o l’eleganza francese, declinata in modo più o meno sportiveggiante? Di fronte alle tre nuove piccole nate dalla joint-venture tra Toyota e PSA, c’è solo l’imbarazzo della scelta. L'obiettivo comune è quello di tornare a riprendersi il giusto ruolo nel ricco mercato delle citycar, con la concorrenza che in questi nove anni non è stata certo a dormire: dal ciclone 500 alla rinnovata Panda, dalla Volkswagen che si è messa a fare sul serio con la up! (spalleggiata dalle sorelle Citigo e Mii) all'aguerrita Hyundai i10, le carte si sono rimescolate. Vediamo, dunque, cos’hanno da offrire le tre protagoniste di questa prova. Design a parte, quel che vale per l’una, vale – con poche eccezioni – anche per le altre due. Non per niente, il 90% dei componenti è comune. Più che un confronto fra le tre, dunque, questa prova sarà Aygo/C1/108 contro resto del mondo. Palla al centro.

Caratteristiche. Quanto a misure, sono cambiate pochissimo. Appena sotto i tre metri e mezzo, restano le cinque porte più compatte sulla piazza. Ed è ammirevole come riescano a offrire un’abitabilità più che dignitosa per quattro. C’è solo da annotarsi un dettaglio non da poco: se il divano è destinato a ospitare passeggeri alti, è meglio rinunciare al tetto apribile. Il meccanismo di ripiegamento della capote riduce di quattro centimetri l’altezza del padiglione e si rischia di toccare con la testa. Dietro restano i vetri a compasso, mentre lo spazio per le gambe risulta discreto, anche se lo schienale posteriore è stato spostato un pochino avanti per aumentare il vano del bagagliaio. Rispetto alla generazione precedente, dietro si trova uno spazio meno sacrificato e adatto a caricare persino qualche valigia.

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Strizzano l'occhio ai giovani. Come prima, si ritrovano una soglia di carico piuttosto alta e un portellone minimalista, di cristallo (senza la cornice di lamiera). Le novità più interessanti riguardano la plancia per la quale, rispetto a prima, non si è badato a spese: doppi tasti sul lato guida e impianti di refrigerazione automatici tra gli optional (se non addirittura di serie come nel caso della Aygo X-cite). Per non parlare delle immancabili prese Usb e Aux, e arrivare, infine, all’enorme touchscreen da 7˝. La soluzione scelta dai francogiapponesi è quella dell’integrazione con le funzioni del telefonino, non solo con l’ormai scontato Bluetooth per chiamare e messaggiare, ma anche per utilizzare alcune app dedicate, compresa quella per navigare. Un po’ come fanno Ford, Opel e Renault  con i vari sistemi Sync, IntelliLink e R-Link.

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Come vanno. Anche se non ci sono grandissime novità per quanto riguarda i motori, è ora di mettere in moto e riscoprire come vanno C1, 108 e Aygo. Con un’avvertenza: il propulsore è unico (in attesa dell’1.2 che equipaggerà, in un secondo momento, solo le francesi) e le versioni a cinque porte del tutto equivalenti. Identica anche la gommatura. I tre cilindri vanno di moda, ultimamente, quindi non c’era ragione di sostituire il “millino”, che da sempre equipaggia le tre vetture. Di aggiornarlo, però, sì. Il risultato? Sulla carta, poco: un cavallo in più e coppia aumentata di un paio di Nm, ma in gran parte disponibile già a 2.000 giri. In sostanza si viaggia bene alle medie andature, con spunti più che soddisfacenti nel traffico cittadino, dove si sfruttano al meglio le doti di maneggevolezza. Il pregio più grande del propulsore è che beve davvero poco, in tutte le condizioni. Le prestazioni, a ben vedere, sono simili a quelle delle migliori concorrenti provate. Nel caso di Aygo/C1/108 bisogna mettere in conto anche le ultime marce piuttosto lunghe, che obbligano a qualche scalata in più in caso di sorpasso. Il sound del motore, tra l’altro, non è niente male, nemmeno quando ci si spinge oltre i 5.000 giri e su verso la zona rossa. E in autostrada, comunque, più che l’effetto frullino del tre cilindri, quel che infastidisce di più è la rumorosità che proviene dalle ruote e dai fruscii aerodinamici. L’insonorizzazione dell’abitacolo è migliorata rispetto alle precedenti versioni, ma i decibel e soprattutto la qualità acustica riscontrata dal nostro centro prove sconsigliano i lunghi viaggi a velocità sostenuta. Motore a parte, si apprezzano lo sterzo, consistente e preciso a tutte le andature, il discreto lavoro delle sospensioni e, in generale, il comportamento sicuro. Ora, poi, si può contare sull’Esp di serie su tutte le versioni, che si porta dietro anche l’assistenza per le partenze in salita, un dispositivo non tanto diffuso in questa categoria, ma decisamente comodo. L’unico neo, riscontrato in pista, è quello delle frenate, sempre un po’ troppo lunghe.

In sintesi. In attesa che arrivi anche la nuova Renault Twingo, la sfida tra le citycar si fa sempre più impegnativa e interessante, e in questo contesto s'inserisce il trio Citroën C1-Peugeot 108-Toyota Aygo, profondamente rinnovato a nove anni dalla nascita. Dimensioni e motore rimangono molto simili a prima, mentre le novità più importanti sono tutte nei contenuti. Esp finalmente di serie, abitacoli molto migliorati nelle finiture e nelle dotazioni, infotainment da vetture di categoria superiore. La sostanza è uguale per tutt’e tre.

Pregi e difetti

CITROEN C1 C1 VTi 68 5p. Shine

Pregi

Difetti



Dati & prestazioni

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