Citroën DS5 vs Volvo V60 Diesel a confronto

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Se le "solite" station wagon tedesche vi hanno stancato un’alternativa c’è, anzi, almeno due. Una ha passaporto francese e punta molto sullo stile, l’altra è una svedese, altrettanto originale, ma più facilmente inquadrabile nella categoria delle wagon. Entrambe calcano le nostre strade già da un po’. Si tratta della Citroën DS5 e della Volvo V60, due auto diverse fra loro, ma con una sorta di comun denominatore dentro il cofano: due turbodiesel di nuova generazione particolarmente potenti, in linea con le più severe normative Euro 6.

Volvo: il primo approccio. La svedese ha il dono di mettere subito a proprio agio il conducente, grazie alla solita impeccabile impostazione del posto guida, nel caso specifico dotato di precise regolazioni elettriche (con memorie). All'avvio il quattro cilindri ha un breve sussulto, ma poi si quieta subito, tirando fuori un po’ più di "voce" (e di temperamento) solo quando si affonda l’acceleratore. Pieno anche in basso e progressivo nell’erogazione fino alla zona rossa, il nuovo due litri risulta assai più malleabile e fluido, complice l’innovativo cambio automatico a otto marce. Un accoppiamento quasi perfetto per sincronismo, dolcezza degli innesti e puntualità nella selezione. L’abbondanza di coppia fa il resto. Ci guadagnano la piacevolezza di guida e, grazie alle due marce in più, pure i consumi. Sorprendenti le medie promesse e che, fatta la debita tara al valore dichiarato, abbiamo riscontrato. Fa impressione in particolar modo leggere sul computer di bordo l’autonomia garantita da un pieno di gasolio, quasi 1.400 chilometri se l’impiego è prevalentemente extraurbano; ma i consumi calano pure in autostrada, complice un’ottava marcia lunghissima (1.800 giri/min a 130 km/h).

Citroën: prova ad alzare l’asticella. La generosa iniezione di cavalli del suo 2.0 litri, unita a una rivisitazione generale per migliorarne l’efficienza, lo ha reso sicuramente più aggressivo e brillante, come confermano i test del nostro centro prove di Vairano. Rispetto alla versione da 163 CV, provata a marzo del 2012, in accelerazione lo scarto è sensibile: da 0 a 100 km/h si guadagna quasi un secondo e anche la velocità massima ne trae beneficio. L’erogazione, però, risulta meno fluida e omogenea rispetto alla V60, che abbiamo trovato decisamente più morbida. Di media si fanno quasi i 15 km con un litro, che per un turbodiesel da quasi 100 CV/litro non sono poi così male. Peccato si debba fare i conti con un cambio automatico non all’altezza, che ha solo sei marce - e questo sarebbe il meno - ma soprattutto è incapace di assecondare con la necessaria prontezza le richieste del pilota. Spesso ci si ritrova con la marcia sbagliata e, tra il momento in cui si preme l’acceleratore e quello in cui la spinta è realmente disponibile, passa un po’ troppo tempo. Inoltre, quando si spinge di più, il cambio risulta anche piuttosto brusco negli inserimenti. Ne risente la guida, meno gradevole, rispetto a quella della V60, a causa anche dello sterzo, che non ha lo stesso feeling di quello svedese. E per colpa pure della non ottimale posizione di guida. Il sedile è ben fatto, accogliente e dotato di regolazioni elettriche (con memorie), ma è un po’ disassato: soltanto di pochi centimetri, quanto basta tuttavia per perdere l’allineamento con volante e pedaliera. E poi ci vuole un bel po’ a prendere confidenza con i comandi sulla plancia, tanto originale quanto disordinata. L’esatto opposto della filosofia svedese, che prevede forme lineari e una generale tendenza al minimalismo, concetto ben rappresentato dalla console centrale, fredda ma molto equilibrata, anche se l’esigenza di concentrare tutto in poco spazio ha imposto al costruttore di sacrificare i comandi, che sono troppi, troppo piccoli e troppo ammassati.

I bagagliai. Per il resto, la sensazione di spaziosità è maggiore sulla V60, anche perché la DS5 deve fare i conti con arredi interni particolarmente voluminosi, come il massiccio mobiletto centrale e la generosa struttura che divide il tetto di cristallo in tre parti distinte. Non è un caso se abbiamo lasciato per ultime le valutazioni sulle capacità di carico: sembra che quest’aspetto non abbia avuto la priorità nello sviluppo dei due modelli, sui quali non è prevista nemmeno la possibilità di reclinare in avanti lo schienale anteriore del passeggero (a richiesta sulla Volvo), per spingere i colli più lunghi (oltre i due metri) sino a ridosso della plancia. Gli amanti del fine settimana sulla neve possono comunque stare tranquilli: per gli sci c’è una botola al centro dello schienale su entrambe. E sulla Volvo anche un pratico sottofondo per sistemare le piccole cose, sempre utili quando si è in viaggio.

In sintesi. Con questa nuova generazione di motori Euro 6, DS5 e V60 ribadiscono la loro vocazione di grandi viaggiatrici, senza trascurare l’attenzione ai consumi. Specie con la Volvo, che può far conto su un’accoppiata motorecambio automatico davvero indovinata. Per contro, la svedese paga un assetto più sportivo, che la fa soffrire sulle irregolarità più marcate della strada, garantendo però un livello di confort almeno pari a quello della DS5 sulle lunghe percorrenze autostradali. Entrambe, data l’abbondante disponibilità di cavalli (e di coppia), hanno acquisito un gran bel temperamento, che si sente sotto il piede quando si affonda sul gas.

Pregi e difetti

DS DS 5 DS5 2.0 BlueHDi 180 aut. Sport Chic

Pregi

Originalità. Ha uno stile inconfondibile che la rende unica, tanto che non è facile inserirla in una categoria.
Anche dentro il look è molto ricercato, sia pure a scapito della funzionalità.

Difetti

Cambio. Un automatico a sei marce che soffre un po' l'impiego sportivo: se sollecitato con decisione, risponde senza convinzione e può essere anche un po' brusco.



VOLVO V60 V60 D4 AWD Geartronic Summum

Pregi

Cambio. Un otto marce automatico in perfetto accordo col motore.
Innesti morbidi e precisi.

Difetti

Bagagliaio. Capacità modesta per una station wagon: meno di 400 litri non son davvero un granché.



Dati & prestazioni

 
DS DS5 2.0 BlueHDi 180 aut. Sport Chic
VOLVO V60 D4 AWD Geartronic Summum
Velocità
Massima
215,120 km/h (IN V)
228,711 km/h (IN V)
Accelerazione
0-100 KM/H
8,8 s
7,8 s
400M DA FERMO
16,4 s
15,7 s
1KM DA FERMO
30,2 s
28,6 s
RIPRESA A MIN/MAX CARICO
70-120 KM/H
8,4/9,2 (IN D)
7,6/8,0 (IN D)
1 KM DA 70 KM/H
26,9/27,5 (IN D)
25,8/26,2 (IN D)
FRENATA
100 KM/H A MINIMO CARICO
40,7 m
41,8 m
CONSUMI MEDI
STATALE
17,0 km/l
19,5 km/l
AUTOSTRADA
14,5 km/l
15,4 km/l
CITTÀ
12,7 km/l
13,3 km/l
-
 
DS DS5 2.0 BlueHDi 180 aut. Sport Chic
  • DS DS5 2.0 BlueHDi 180 aut. Sport Chic
  • VOLVO V60 D4 AWD Geartronic Summum
VOLVO V60 D4 AWD Geartronic Summum
  • DS DS5 2.0 BlueHDi 180 aut. Sport Chic
  • VOLVO V60 D4 AWD Geartronic Summum
Abitabilità
4.5
4.5
Accelerazione
3.5
4.5
Accessori
4.5
4.0
Audio e navigazione
3.5
3.5
Bagagliaio
4.0
3.0
Cambio
3.0
5.0
Climatizzazione
5.0
4.5
Confort
4.0
3.5
Consumo
4.0
4.5
Dotazioni sicurezza
3.5
5.0
Finitura
4.5
5.0
Freni
4.0
3.5
Garanzia
2.0
2.0
Motore
4.0
4.5
Plancia e comandi
3.5
4.0
Posto guida
3.5
5.0
Prezzo
3.5
3.0
Ripresa
4.5
5.0
Sterzo
3.5
4.0
Strumentazione
3.5
4.0
Su strada
4.0
4.5
Visibilità
4.0
3.5

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