Honda Civic Tourer La prova della 1.6 i-DTEC Lifestyle Adas

Honda Civic Tourer
La prova della 1.6 i-DTEC Lifestyle Adas
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Negli ultimi anni la Honda Civic ha sempre fatto parlare di sé. Per il disegno della carrozzeria, più simile a quello di una concept, e per l’abitacolo "non allineato". Ora che, dopo una lunga pausa, viene riproposta la versione station, la regola vale fino a un certo punto. Per quanto riguarda la coda, infatti, i 24 centimetri in più sono stati risolti nel consueto modo non banale, senza scordarsi, però, della praticità.  La vera novità sta nel fatto che è dotata di un lunotto normale, cioè non “tagliato”, come sulla berlina, dal gruppo ottico "a ponte". Il tutto in quattro metri e 54, che è poi, su per giù, la misura delle principali rivali di categoria (a parte le “oversize” Opel Astra Sports Tourer e Skoda Octavia Wagon). Una station non ingombrante, quindi, realizzata nel Regno Unito per l’Europa, e che in Italia arriva “blindata”: motorizzazione unica 1.6 i-DTEC da 120 cavalli e cambio manuale. Robusta la dotazione dell’esemplare in prova, in allestimento Lifestyle Adas, che punta forte sui sistemi di sicurezza e sul confort.


Caratteristiche. Apri la porta, e l’occhio cade subito sugli spigoli del fianchetto porta e della plancia (uno è la continuazione dell’altro), quasi un marchio di fabbrica sulle Civic. Chiaro, l’impostazione è quella della berlina: originale, ricercata, sulle prime quasi ti disorienta. Non è quel tipo d'auto su cui sali e in tre secondi sei pronto a partire. Il mix tra la seduta un po’ alta e il volante relativamente basso, oltre alle regolazioni poco precise del sedile, non consente a chiunque di sistemarsi al meglio. In ogni caso, un compromesso si trova sempre. Ordinata la console nella sezione dedicata a radio (anche Dab), musica e telefono, con tasti grandi. Su questo allestimento, però, al momento non è prevista la possibilità di montare il navigatore Hdd e non c’è il monitor centrale: non resta dunque che utilizzare il display della strumentazione. Corposa la dotazione di serie, che comprende, tra l’altro, il climatizzatore bizona, i sedili anteriori riscaldabili, la retrocamera, i sensori di parcheggio, i fari bixeno e molto altro ancora: anche per questo il prezzo di listino della vettura in prova va oltre i 27.000 euro. Ma ciò che sulla station Honda fa davvero la differenza è lo sfruttamento dello spazio. Parlando di persone, si viaggia bene in quattro, con il posto centrale più adatto a spostamenti brevi. Al bagagliaio da 465 litri si aggiunge il doppiofondo, ampio e squadrato, capace di ospitare oggetti per ulteriori 116 litri. In più, abbattendo schienali e sedute posteriori si reclinano insieme, a formare un piano finale ben livellato e sfruttabile, profondo quasi due metri e dieci. Se poi dovete trasportare oggetti alti, ci pensano i “magic seats”: le sedute frazionate del divano si sollevano in verticale, liberando due inusuali zone di carico, anche se, ovviamente, la visibilità dietro si riduce di parecchio.  

Come va. Chiarito che la Civic Tourer non si tira indietro quando bisogna portare pesi, è ovvio pure che la sua vera vocazione è macinare strada senza affaticare. Obiettivo raggiunto, grazie a un comportamento facile e sicuro. L’agilità non è male per una station: lo sterzo è abbastanza pronto e diretto, ma pure un po’ leggero e non proprio un modello di sensibilità. Le sospensioni posteriori sono regolabili: tre le tarature, ben spaziate. Il 1.6 diesel risponde bene anche ai bassi regimi e ha un’erogazione molto decisa. Pare solo un po’ più ruvido del 2.2 e mostra qualche scuotimento nella fase di avviamento. È una bella via di mezzo tra gli 1.6 Volkswagen e Peugeot da una parte e i più potenti Renault e Opel dall’altra. La progressione è robusta, nonostante i rapporti del cambio lunghi, aspetto che, se da un lato penalizza la ripresa, si tramuta in vantaggio quando si parla di consumi: in genere, infatti, si percorrono 18 chilometri con un litro, che possono diventare più di 20 in statale. Alla voce gradevolezza di guida vanno iscritti a pieno titolo cambio e freni. Il primo è preciso, “corto”, quasi sportivo; i secondi fanno bene il loro mestiere. Capitolo sistemi di sicurezza: sono tanti, di serie e regolabili, quanto a raggio d’azione. Su tutti, la frenata attiva in città, che sfrutta un radar laser e interviene in automatico dai 32 orari in giù. Ma è utile pure la segnalazione d’impatto frontale, attiva dai 15 in su.

In sintesi. Di spunti positivi, la Civic Tourer ne propone parecchi. Si va dall’ampio spazio riservato ai bagagli, con diverse soluzioni di carico, alla brillantezza di marcia garantita da un diesel che si accontenta sempre di poco. L’esemplare della prova, in particolare, vanta una dotazione di serie da categoria superiore, specie in tema di sicurezza. La station nipponica è un’auto sicura e gradevole su strada, anche grazie a un cambio manuale dalla precisione rara. Certo, il design è quantomeno controcorrente, e l’abitacolo ne è un esempio lampante. Alcune soluzioni, anche per i comandi, vogliono proporre qualcosa di diverso, e per un costruttore giapponese questo è già un passo epocale. Poi, a casa Honda, quando si parla di tecnologia e qualità, si va sul sicuro.

Pregi e difetti

HONDA Civic 9ª serie Civic 1.6 i-DTEC Lifestyle ADAS

Pregi

Dotazione di sicurezza. Notevole, e con tanti sistemi di assistenza previsti di serie.

Modularità. Oltre a parecchio spazio, sono proposte soluzione di carico originali.

Consumo. Sempre contenuto, senza dover rinunciare alla brillantezza.

Difetti

Posizione di guida. Non tutti riescono a sistemarsi al meglio (e a vedere bene il tachimetro). E il motivo sta anche nelle regolazioni a scatti del sedile.

Bocchette posteriori. Non sono previste: un peccato, considerata anche la volumetria.



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Dati & prestazioni

Velocità
Massima
196,463 km/h (IN VI)
Accelerazione
0-100 KM/H
10,5 s
400M DA FERMO
17,4 s
1KM DA FERMO
32,1 s
RIPRESA A MIN/MAX CARICO
70-120 KM/H
18,8 / 21,8 (IN VI)
1 KM DA 70 KM/H
32,3 (IN VI)
FRENATA
100 KM/H A MINIMO CARICO
40,8 m
CONSUMI MEDI
STATALE
20,4 km/l
AUTOSTRADA
16,7 km/l
CITTÀ
18,0 km/l

Pagelle

Abitabilità
Accelerazione
Accessori
Audio e navigazione
Bagagliaio
Cambio
Climatizzazione
Confort
Consumo
Dotazioni sicurezza
Finitura
Freni
Garanzia
Motore
Plancia e comandi
Posto guida
Prezzo
Ripresa
Sterzo
Strumentazione
Su strada
Visibilità

Listino & costi

COMMENTI

  • Mi piace e molto...peccato in Italia non sia importata con il benzina e il cambio automatico (nel resto d'Europa c'è)
  • Le Honda sono auto pallosissime. Ho tenuto la mia Civic quinta serie per dieci anni e 180.000 chilometri, niente di niente, nemmeno una lampadina bruciata, solo tagliandi e revisioni, poi una Insight e dopo sei anni nulla di nulla, sembra nuova. Adesso provo la tourer, magari mi lascia a piedi, rompe qualcosa, insomma un po' di animazione.
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  • Mah il mondo è bello perché è vario. Leggo di Rick pazzo per la civic 6. Boh io ero innamoratissimo delle 5 4 e 3. La linea quasi da shooting Brake era eccezionale e ha ispirato volvo e y 10. La 6 fu esteticamente un passo indietro enorme. E così la 7. Con la 8 fanno un capolavoro shock, ovvio che la 9 non poteva ottenere lo stesso risultato, ma col restyling misurato mi pare decisamente bella, specie nei colori scuri che mascherano. ..la mascherina. Ho fatto molto sarcasmo farmaceutico sulla sw, specie bianca, ma è un auto decisamente validissima e un paragone con una eventuale bravo sw direi fuori luogo.
  • Ero innamorato della vecchia versione, così come andavo pazzo x la VI (forse la più venduta e famosa). Questa la vedo come una forzatura della vecchia serie, troppo carica di linee. X non parlare della SW, forse sgraziata come la Indigo SW. Ho sempre avuto un debole x i benzina jap e il 1.8 140cv è forse il miglior benzina mai provato, brillante, cattivo ma regolare. Se in honda avessero anche dei buoni designer non troverebbero difficoltà a vendere le loro auto. Tra questa, la CRV e la nuova Jazz non so come vogliano affrontare il mercato europeo con queste linee. E fa ancora più male vedere la desolazione di SW nel listino FCA, una Bravo se la sarebbe mangiata...
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  • Auto di qualità elevata, e che da noi avrà vita difficile per la linea particolare e la concorrenza di suv medi e compatti in arrivo, che stanno affossando le station. Peccato perchè il motore è uno dei migliori diesel in commercio, e l'affidabilità Honda è una garanzia. I pochi futuri possessori faranno un ottimo acquisto!
  • Leggo: "Alcune soluzioni, anche per i comandi, vogliono proporre qualcosa di diverso, e per un costruttore giapponese questo è già un passo epocale." Non sono d'accordo con questa valutazione: Honda da molti anni è avanti dal punto di vista dell'ergonomia degli interni, e in particolar modo di plancia e comandi, sulla Civic rimarchevoli e "diversi" già dalla 5a generazione del 1992. Quindi per Honda si tratta di una tradizione consolidata, piuttosto che di un "passo epocale". E poi, perché generalizzare parlando di costruttori giapponesi, alimentando i soliti luoghi comuni? Ognuno ha le sue specificità, Honda ne ha diverse, tra cui lo studio ergonomico degli interni molto spinto, a differenza di altri produttori del Sol Levante, che solitamente adottano soluzioni ben più convenzionali da questo punto di vista.
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  • Voglio proprio guidarla per capire quanto sia peggiorato lo sterzo, preciso e comunicativo sulla mia ottava, nonchè quanto sia "di compromesso" la posizione di guida rispetto alla mia. Ricordo che nella prova della ottava la posizione di guida venne lodata. http://www.quattroruote.it/prove/2006/honda_anomala_honda_civic_2_2_i_ctdi.pregidifetti.html
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