Mini 5 porte La prova della 2.0 Cooper SD

Mini 5 porte
La prova della 2.0 Cooper SD
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Dopo una sfornata di modelli che non ha eguali per originalità e numero d'interpretazioni, nella gamma Mini arriva la versione allungata, con due porte in più. Si tratta della soluzione all'apparenza meno originale, anche se, per molti aspetti, è proprio la più rivoluzionaria: pur mantenendo l’impronta classica, riesce a correggere i due più evidenti limiti della capostipite: la modesta abitabilità posteriore e il difficile accesso al divano. Ai quali si potrebbe aggiungere la congenita rigidità, che da sempre gli occupanti della piccola britannica con passaporto tedesco sopportano stoicamente.

Com'è fatta. Sono bastate due porte in più e un moderato aumento del passo per migliorare l’abitabilità interna. Intendiamoci, non è che adesso lo spazio abbondi, ma si dispone di qualche centimetro in più per le gambe e di un po’ più di aria (un paio di centimetri) sopra la testa. Se poi aggiungiamo che, senza modificare l’ingombro esterno, c’è più agio anche in larghezza, si può concludere che sedersi dietro non è più un sacrificio. Con l’ulteriore vantaggio che alla zona posteriore ora possono accedere tutti, anche quelli privi di particolari doti contorsionistiche. E ci guadagna anche la capacità di carico, che sale a quasi 250 litri, mentre resta invariata la pratica organizzazione degli spazi, che ripropone il comodo ripiano ripiegabile a libro, eventualmente addossabile allo schienale del sedile e posizionabile su due diverse altezze, una a filo della soglia per agevolare le operazioni di carico e scarico. Una valta saliti a bordo o, meglio, calati nell’abitacolo, ci sitrova seduti in stile kart, raso asfalto con le gambe allungate, volante verticale e tutto il contorno tipico di un assetto sportivo. Al centro della plancia spicca il grande quadrante circolare con display da 8,8 pollici, circondato da una sottile cornice luminosa (a Led) che segnala, giocando con i colori, l’attivazione di comandi o particolari situazioni di guida, mentre sullo schermo scorrono tutte le complesse funzioni del sistema multimediale. Ma gli effetti speciali non finiscono qui, perché, appena si appoggia il dito sulla leva Start, davanti agli occhi del conducente si materializza l’head-up display.

Come va. La sensazione sotto il piede (e sulla schiena) va anche oltre le aspettative. Dentro il cofano c’è il nuovo due litri turbodiesel, che ha cavalli (170) e coppia (360 Nm da 1.550 a 2.750 giri) in abbondanza. Spinge subito forte e non molla fin quasi ai margini della zona rossa. Vivacissima l'accelerazione, anche grazie al cambio manuale a sei marce dalla buona manovrabilità. La rapidità di risposta cambia, e in modo sostanziale, in funzione della modalità prescelta attraverso il sistema Mini driving modes. In Sport, il motore è più nervoso e lo sterzo, già sincero, acquista più carico, mentre le sospensioni a controllo elettronico Vdc riducono al minimo i movimenti della scocca. Con effetti importanti sulle vertebre di chi siede dietro. Nel complesso, l'allungamento del passo comporta una lieve attenuazione della tipica reattività Mini nei cambi di direzione. Quanto ai consumi, infine, la percorrenza media si attesta attorno ai 19 chilometri/litro: per un due litri dalla vocazione sportiva è un piccolo record.

In sintesi. La novità ruota tutta intorno alle due porte in più. Per la verità, non si tratta di una prima assoluta, perché esistono già versioni con più di tre porte (la station Clubman e la Suv Countryman). Ma questa cinque porte è una Mini vera, soltanto un po' più lunga. La terza generazione era già cresciuta parecchio, ma l'abitacolo non ci aveva quadagnato un granché, visto che le modifiche si erano concentrate soprattutto sul muso. Ora, invece, le misure interne sono aumentate in modo significativo, specie dietro, proprio dove se ne sentiva davvero l'esigenza. Per tutto il resto, la Mini mantiene saldi i suoi punti fermi: temperamento sportivo, allestimenti interni curati ed esclusivi, con soluzioni davvero originali. Effetti speciali inclusi, compresi quelli che ci ha regalato il nuovo due litri turbodiesel. Non solo per le brillanti prestazioni e l'ottima risposta, assecondata in modo egregio dal cambio sportivo e dallo sterzo: di questo motore ci ha molto impressionato anche, e soprattutto, la sorprendente parsimonia.

Pregi e difetti

MINI Mini 5p Mini Cooper SD 5 porte

Pregi

Consumo. Si fanno percorrenze fuori del comune per un due litri turbodiesel di vocazione sportiva. Per di più, le medie sono ottime su ogni tipo di percorso.

Comportamento stradale. Conferma le eccellenti doti della versione tre porte: grande agilità, assetto piatto, cambio e sterzo sportivi.

Difetti

Confort. Pur ammorbidita, complice il passo allungato, anche la cinque porte presenta una notevole rigidità, specie quando il fondo sradale è molto sconnesso.

Prezzo. Il conto lievita in modo esagerato, se ci si lascia coinvolgere dal copioso elenco di optional. Si poteva offrire una dotazione di serie più ricca.



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Dati & prestazioni

Velocità
Massima
216,948 km/h (IN VI)
Accelerazione
0-100 KM/H
7,9 s
400M DA FERMO
15,8 s
1KM DA FERMO
28,7 s
RIPRESA A MIN/MAX CARICO
70-120 KM/H
12,2/13,7 (IN VI)
1 KM DA 70 KM/H
28,7 (IN VI)
FRENATA
100 KM/H A MINIMO CARICO
40,4 m
CONSUMI MEDI
STATALE
20,0 km/l
AUTOSTRADA
18,1 km/l
CITTÀ
18,0 km/l

Pagelle

Abitabilità
Accelerazione
Accessori
Audio e navigazione
Bagagliaio
Cambio
Climatizzazione
Confort
Consumo
Dotazioni sicurezza
Finitura
Freni
Garanzia
Motore
Plancia e comandi
Posto guida
Prezzo
Ripresa
Sterzo
Strumentazione
Su strada
Visibilità

Listino & costi

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COMMENTI

  • la linea non mi entusiasma ma non e' brutta,se si hanno i soldi e' una buona auto con caratteristiche che altre non hanno ,ottima seconda auto o una coppia senza figli,il prezzo non e' per tutti e forse non li vale neanche ma se si vuole qualcosa di diverso con ottime caratteristiche dinamiche e il costo non e' un problema perche no
  • Una grande idea su foglio,ma in realta' questa versione lascia a desiderare sia in prestazioni che rifinimenti.
  • Si vede proprio che i gusti sono gusti... pensa che io invece la trovo fin troppo simile alla serie precedente. Comunque il fatto che questa pagina abbondi di criticoni non fa testo.
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  • La vedo ogni giorno in concessionario: orribile
  • Se chi parla, spesso a sproposito, la guardasse dal vivo, si accorgerebbe che è molto bella. Certo, se non ti piace la 3 porte, non ti piace neanche questa. Ma dire che è più brutta è un'assurdità. Inoltre di profilo è più slanciata, avendo anche il passo più lungo. Guadagni spazio e non perdi prestazioni. Altro che Cinquecento e Adam.....
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  • Per me è deprimente l'attaccamento degli italiani per le piccole cilindrate, anche se posso comprenderlo considerando la irragionevole tassazione. I millesei non consumano meno, ma danno molto meno piacere di guida, anche andando a "passeggio". La coppia dei 2.0 è irraggiungibile dai 1600, che risultano in ultima analisi inferiori in tutto. A parte, naturalmente, per i consumi irreali in sede di omologazione e per il miope fisco italiota fissato con la cilindrata.
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  • Non è particolarmente bella, non costa poco. Il resto è impressionante. Coppia mostruosa, consumi ridottissimi, prestazioni assolutamente notevoli. Fa impallidire, sommando il tutto, vetture sportive (a benzina) di pari categoria. Le 1600 turbo a benzina sono avvertite (e si spende quasi la metà in carburante). Peccato il costo, ma c'è da considerare l'eccellente qualità della mini.....
  • Orrenda. Sgraziata. Per gente enza gusto né memoria. Con un 2.0 turbodiesel, poi, quando auto di categoria superiore hanno il 1.6. La vendono solo perché fa "figo". Da ex possessore di una Mini morris originale e di una Mini nuova 1° tipo. Deprimente.
  • Motore BMW più macchina piccola=ovviamente consumi ridotti. Mamma BMW incide anche sulle qualità dinamiche, peccato l'estetica per me indigeribile, e i prezzi troppo salati.
  • Davvero sproporzionata, la 5 porte all'esterno è inguardabile...
  • E' proprio brutta, poverina! Soprattutto davanti, e anche la tre porte non scherza. Secondo me, naturalmente.
  • Questa è l'ennesima riprova che per "far numeri" bisogna avere le 5 porte. Peccato perchè della Mini "originale" non sta rimanendo più niente. Qui c'è un 2.0 TDI da 170cv non può che far avere prestazioni brillanti ad un'auto così...
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