Audi La prova della Q2 nel deserto del Sahara - VIDEO

Davide Comunello Davide Comunello
Audi
La prova della Q2 nel deserto del Sahara - VIDEO
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AUDI Q2
Prezzo
39.300
Motore
L4 turbodiesel 1.968 cm3
Potenza
140 kW/190 CV
Alternative:
JEEP
Renegade 2.0 Mjt 170CV 4WD AD.L. Tr.hawk
MINI
Mini Cooper SD Countryman ALL4 Aut.

Chi conosce bene il deserto ripete che bisogna affrontarlo con gran rispetto, alla stregua del mare. Perché sulla sabbia, come sull'acqua, l'imprudenza si paga cara. La libertà che si respira, lo spettacolo delle dune, il travolgente silenzio di una solitudine devastante nella sua immensità, la possibilità di abbandonare il pochissimo asfalto che c'è per imboccare una delle tante piste che una volta venivano percorse dalle carovane, possono essere inebrianti. E dare quasi alla testa, spingendo a sottovalutare le difficoltà di un viaggio in terre popolate da pochissimi umani, dove le officine sono un autentico miraggio. In questo mondo a parte, un'Audi Q2 è una sorta di manufatto alieno. Non dovrebbe essere lì, a fianco delle 4x4 dure e pure, rialzate, con il differenziale centrale e le marce ridotte. Non è nata per quello. E, invece, la crossover compatta è stata protagonista di un viaggio mozzafiato, una prova speciale che l'ha vista partire da Marrakech per arrivare ai piedi dell'Erg Chebbi, uno dei grandi gruppi di dune immerse nel Sahara marocchino. Deserto vero, vicino al confine con l'Algeria, in cui il nulla viene saltuariamente interrotto da minuscoli villaggi, piccole strutture militari, rare capanne. E, soltanto nelle aree più battute, dai campi tendati che offrono alloggio ai turisti. Per il resto si procede su fondi difficili, complicati, a volte traditori, su cui una sport utility con un'altezza da terra di soli 14 centimetri non dovrebbe posare pneumatico. Almeno sulla carta, perché il gusto della sfida è stato proprio quello: guidare la Q2 al limite delle sue possibilità. Senza modifiche alla meccanica, né scorciatoie.  

Guida tra le dune. Passo la notte in un albergo sul limitare della sabbia. Il risveglio regala una giornata limpida, di cielo terso. Rientro sull'asfalto per scendere verso l'oasi di Merzouga. Dietro, si stagliano le dune dell'Erg Chebbi, distesa di sabbia lunga più di venti chilometri e larga dieci. Sono "colline" che possono raggiungere i 150 metri di altezza, dove la solitudine fa il paio con la spettacolarità. Non bisogna, però, farsi trascinare  dall'entusiasmo: da qui in poi tutto diventa più complicato, ogni fondo più insidioso. Ci sono lunghi tratti di terra rossa e nera, le piste ricoperte di pietre, i letti essiccati dei torrenti (gli uidian, oued in francese) e gli sciott, laghi salati asciutti per la maggior parte dell'anno, ma non in inverno, quando emerge un po' d'acqua. Ovviamente, c'è anche la sabbia, che qui è fine quanto la polvere. Passarci sopra è come guidare sullo zucchero filato, il solo mantenimento della traiettoria richiede un continuo lavoro di sterzo e controsterzo. E poi non bisogna fermarsi, mai: meglio uno scossone in più che arenarsi nella sabbia, ripetono le mie guide. Tra loro c'è Mohamed, vive a Taouz, nel paesino più a sud della zona, l'ultimo avamposto sull'asfalto prima del nulla assoluto. Mi conduce a un altro Erg, l'Ouzina, quindi su una traccia che porta a una decina di chilometri dal confine con l'Algeria, il punto più lontano del viaggio.Per affrontare il "molle", sempre in agguato, disinserisco l'elettronica e sposto la leva del cambio sulla modalità S: la Q2 cambia leggermente carattere, risponde con maggior rapidità e grinta nei momenti, cruciali, in cui la sabbia mi coglie di sorpresa e mi costringe a premere a fondo il pedale. Devo gestire le pendenze e le buche che appaiono all'improvviso, contando su una luce da terra ridotta, viaggiando nella maggior parte dei casi tra i 35 e i 45 km/h. Si "gratta" sotto, inevitabilmente, ma la Q2 non sembra farci gran caso e le sospensioni lavorano piuttosto bene: è sufficiente, in fondo, fronteggiare con prontezza le sorprese che spuntano continuamente sulla strada, ed evitare i fossi veri e propri.È in questa vastità silenziosa che mi avvicino ai limiti della vettura, spingendola su mucchi di sabbia, scendendo da lunghi pendii di terra e ghiaia, attraversando canaloni pieni di arena. Qui, tutto questo si può fare. E la Q2, non senza sorprendermi, lo fa, chiudendo con disinvoltura i 165 chilometri della tappa più difficile.Certo, i margini non sono amplissimi e, infatti, il deserto mi riporta alla dura realtà il terzo e ultimo giorno, a Merzouga, quando m'imbatto in una pendenza (breve, ma secca) che termina su un piano sabbioso: in poche parole, bisogna scendere veloci e continuare a premere l'acceleratore fino a quando non si supera la zona delicata. È questo uno dei pochi momenti in cui mi ritrovo a rimuginare seriamente sull'angolo di attacco, ipotizzando che non sia sufficiente: e, invece, mi basta sterzare un po' verso la fine della discesa per consentire alla Q2 di passare indenne l'ostacolo. La botta c'è, inutile negarlo, ma non è eccessiva e – soprattutto – non fa danni.Rinfrancato, prendo la via del ritorno, puntando il muso verso il passo di Tizi n'Tichka (superato, stavolta, con la nebbia e la pioggia) e poi, di nuovo, nella direzione di Marrakech. Il deserto è libertà assoluta, brutale: di osare e di scegliere la propria strada, senza limiti. O meglio, il limite è quello del mezzo che si sta guidando, e del suo equipaggiamento. Per la Q2, il Marocco è stata una prova di resistenza più che di forza, da cui la piccola Audi è emersa a testa alta. Chiederle di più sarebbe un insulto.

Ritorno a casa. Dopo la sfida nel deserto, abbiamo provato la Q2 anche nella sua "confort zone", ovvero la città. Nella parte urbana di questa prova, la Q2 è spinta dal diesel più piccolo e parsimonioso, il millesei TDI da 116 CV, abbinato al cambio automatico doppia frizione S tronic. Come suggerisce l'estetica, siamo di fronte a un bel bisturi con cui incidere il traffico: chirurgia fine per gli spostamenti di tutti i giorni, in cui la Suv compatta mette in mostra un'agilità non comune. Maneggevole e contraddistinta da uno sterzo che si rivela sin da subito strumento preciso e comunicativo, la Q2 si destreggia bene tra le altre macchine, sgattaiolando senza incertezze: non è esattamente un mostro di accelerazione, però si difende bene e, soprattutto, riprende velocità con piglio deciso, grazie alla solerzia della trasmissione. Composta in tutte le situazioni, si affida a un impianto frenante potente, riuscendo a trasmettere una gradevole sensazione di padronanza. Semmai, si può rimproverare qualcosa al confort posteriore, dove la soluzione del ponte torcente si traduce in un assorbimento non ottimale delle asperità. Parlo, chiaramente, della trazione anteriore in prova, perché altre versioni della sport utility tedesca – e tutte quelle a quattro ruote motrici, come l'esemplare guidato in Marocco – adottano le sospensioni multilink, che sono decisamente più efficaci.

2018-Audi-Q2-172

Ama il tech, senza eccedere. All'interno dell'abitacolo, la Q2 predilige un'impeccabile sostanza (o meglio, una misurata ricchezza) alla vera e propria sontuosità di altre Audi, proponendo un razionale equilibrio tra plastiche morbide e rigide. Allo stesso tempo, la piccola crossover non si fa scrupoli a importare alcune chicche hi-tech dai listini di modelli assai più costosi, offrendo una serie di optional sostanzialmente sconosciuti al segmento di appartenenza: come il Virtual cockpit, consueto concentrato di versatilità digitale, e i sistemi Adas del pacchetto Tour, comprensivo di cruise control adattivo, lane assist (per il mantenimento della traiettoria) e traffic jam assist (per la gestione della marcia in coda, stop&go inclusi). Dotazioni studiate per alleggerire il trantran quotidiano e impreziosire il piacere di guida offerto dalla crossover. Che poi, con il millesei, si fa apprezzare per una dote molto più pragmatica e, giustamente, in cima alla lista delle priorità degli automobilisti: il consumo, contenuto in città, così come sui percorsi extraurbani.

Prova su strada ripresa da Quattroruote di giugno 2018, n. 754

Pregi e difetti

AUDI Q2 Q2 2.0 TDI quattro S tronic Sport

Pregi

Piacere di guida. La destrezza della Q2 dà soddisfazione, dentro e fuori città.

Tecnologia. Fra Adas e infotainment, siamo ai vertici del segmento.

Difetti

Confort posteriore. Davanti tutto bene. Dietro, invece, gli scossoni sono forti.

Bagagliaio. Realizzato con cura, ma il volume è piuttosto limitato.



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Dati & prestazioni

Velocità
Massima
189,3 km/h (IN VI)
Accelerazione
0-60 KM/H
4,4 s
0-100 KM/H
10,0 s
0-120 KM/H
14,5 s
0-130 KM/H
17,2 s
0-150 KM/H
24,7 s
400M DA FERMO
17,2 s
Velocità d'uscita (km/h)
129,9
1KM DA FERMO
31,7 s
Velocità d'uscita (km/h)
162,2
RIPRESA A MIN/MAX CARICO
70-90 KM/H
4,0 (IN D)
70-120 KM/H
10,2 (IN D)
70-130 KM/H
12,9 (IN D)
FRENATA
100 KM/H A MINIMO CARICO
37,6 m
100 KM/H SU ASFALTO ASCIUTTO + PAVÈ
44,4 m
100 KM/H SU ASFALTO BAGNATO + GHIACCIO
115,1 m
CONSUMI IN VI
90 KM/H
20,2 D
100 KM/H
18,3 D
130 KM/H
14,2 D
CONSUMI MEDI
STATALE
19,4 km/l
971 km
AUTOSTRADA
14,8 km/l
738 km
CITTÀ
16,2 km/l
812 km
MEDIA RILEVATA
16,6 km/l
828 km
MEDIA OMOLOGATA
24,4 km/l
1.220 km

Dati dichiarati

Prezzo
30.900 €
Motore
1.598 cm³
Potenza Max
85 kW (116 CV)
Consumi Omologato
24,4 km/l
Consumi Rilevati
16,6 km/l
Emissioni CO2 Omologato
109 g/km
Emissioni CO2 Rilevati
160 g/km

Pagelle

Abitabilità
Accelerazione
Accessori
Assistenza alla guida
Bagagliaio
Cambio
Climatizzazione
Confort
Consumo
Dotazioni sicurezza
Finitura
Freni
Motore
Plancia e comandi
Posto guida
Ripresa
Sterzo
Strumentazione
Visibilità
Infotainment
Comportamento dinamico

Listino & costi

COMMENTI

  • Dopo 4 giorni di permanenza in homepage del "terzo ripescaggio" senza un commento (a parte i miei), questa "iniziativa di marketing" (non si sa da parte di chi se di Audi o Quattroruote...) la si tranquillamente archiviare. Tanto, alla bisogna, Quattroruote è pronta a riproporlo per...la quarta volta.
  • Bene, si conferma quanto pensano i tre di "the grand tour"; sti suv non servono a nulla. Le versione crossover (parola altisonante che significa suv senza trazione integrale) si piantano pure con 5 centimetri di neve. Inutili sullo sterrato, inutili sulla strada, inutili sul guidato, servono per apparire. Il prezzo di sta roba poi (55mila euro) negli stati uniti la porrebbe allo stesso livello dei mostruosi full-size suv, oltre 5.5 metri, oltre 300 cavalli (rigorosamente v8 benzina aspirati, ci si fa mezzo milione di km), rigorosamente con longheroni, trazione integrale e 7 posti. Quelli si sono suv. Ma in europa, complice anche la benzina stracara, ci gasiamo (pardon, non è voluta) con ste carrettine "vorrei ma non posso, e spendo". Fatemi il favore.
  • Stesso tragitto e oltre fatto nel 1972 con Citroen Dyane in 3 persone con bagagli e tenda a seguito. Se questo è il progresso meglio lasciare perdere!
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  • https://www.youtube.com/watch?v=wdiL3AXGJpo
  • Per essere una sfida, è una sfida, viste le modeste doti dinamiche dimostrate sull'asfalto con super ribassati e sospensioni elettroniche. Del resto affrontare il rischio di doversi affidare ad una Dacia Duster per levarsi dalle dune (o magari una R4) dimostra coraggio.
  • Direi che una audi q2 nel Sahara è la giusta sintesi: vederne in giro è un po' un miraggio...
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  • Concordo sono bravi. Magari questo modello non avrà nulla di che ma ci sanno fare. Oggi le auto sono degli smartphone viaggianti e le auto italiane non propongono tecnologi del medesimo livello. Cosa te ne fai di un albero di trasmissione in carbonio con un impianto multimedia scarso? Nulla. Come puoi vendere una macchina che non consente al proprietario di essere riconosciuto? Nulla. Ormai è cosi. Immagine. Tecnologie che fanno immagine poi i contenuti tecnici. Come mai la Talisman provata su Quattroruote non vende? Non perchè non è comoda spaziosa e anche ben fatta. Semplice non rappresenta nulla= non vende= l'usato non vale= non vende. E' solo un pezzo di ferro mentre una vettura AUDI è qualche cosa di più. Dobbiamo imparare molto per fare quelli che vorrebbe FCA dedicandosi solo al premium
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  • il potere del marketing e del product placement della VAG è superbo e gli altri dovrebbero imparare. La macchina è sgradevole, non dice nulla di nuovo, ma qui la vendono, e anche bene: Italia, land of pirla
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  • Ma è riuscita a marciare anche su erg sabbiosi (non credo) oppure ha fatto solo piste sassose?
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  • La provano in Africa perchè in altre parti del mondo con un TDI non possono neanche farsi vedere....
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  • E tanto per cambiare un altro numero con un Audi in prova.... Ma non vi sembra di esagerare!?
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