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Sergio Marchionne"Europa, l'ibrido plug-in arriverà con Alfa e Maserati"

 

"Il discorso del consolidamento è inevitabile. I costi nel nostro settore non cambieranno in meglio, anzi. Aggregarsi e condividerli è un obiettivo che resta invariato, anche se l'industria sta provando a cambiare pelle". Così esordisce Sergio Marchionne al Salone di Detroit, nel corso dell'incontro con la stampa italiana.

Al centro il programma per il 2018. "Con la complessità delle scelte industriali, il peso degli investimenti sui conti si aggraverà", aggiunge l'ad. "Consideriamo per questo il consolidamento essenziale, ma vista la situazione dei mercati e i nostri obiettivi in termini di scelta dei partner, abbiamo deciso di rimettere al centro il nostro piano al 2018: proprio alle cinque di stamattina a casa mia lo abbiamo riesaminato per l'ennesima volta, facendo il punto della situazione con John Elkann".

"Distanza non enorme dagli obiettivi". "Il 2015 è andato oltre le aspettative e siamo nella fascia alta della guidance. A fine gennaio (il 27 ci sarà la trimestrale di cassa) vedrete che la distanza per raggiungere gli obiettivi del 2018 non è enorme. Sono risultati fattibili ma non sarà comunque facile. In ogni caso, dal 2004 a oggi abbiamo fatto molta più strada di quanta ce ne resta.

Marchionne e Renzi, un nemico in comune: i gufi. "Entriamo in questa nuova fase", osserva Marchionne, "con ottimi risultati nel 2015 a partire da quelli di Jeep, un marchio che riuscirà a incrementare ancora il ritmo di crescita da qui al 2018. Raggiungere i nostri obiettivi ci libererà anche da quelli che Renzi chiama i gufi: dobbiamo provare a loro e a noi stessi che sapremo arrivare al 2018 senza l'aiuto di nessuno".

Piani confermati. Gli scettici? "Non ci interessano". "Non programmiamo cessioni, raggiungeremo gli obiettivi con la cassa", ribadisce il timoniere del Gruppo. "Nessun bisogno di ristrutturazioni, nessuna eccedenza: tutti i piani sono confermati per come li conoscete", precisa inoltre Marchionne. Che riserva una stoccata agli analisti: "Chi dice che non raggiungeremo gli obiettivi di profitto non ci interessa. Non conosco un analista che abbia azzeccato le previsioni su Fiat negli ultimi dieci anni".

Fca guadagna in tutte le "region" operative. "Accetto volentieri le critiche", prosegue l'ad, "ma quando andiamo a guardare la delicata situazione dei mercati globali, come la Cina o il Brasile", la nostra è l'unica azienda che riesce a guadagnare in tutte le quattro regioni dove produce. Poi è ovvio che dobbiamo dire: menomale che c'è l'America e il mercato americano, dove cresciamo ininterrottamente tutti i mesi da oltre cinque anni".

Il rifiuto dei volumi come parametro centrale. "Per raggiungere gli obiettivi finanziari, abbiamo la flessibilità necessaria per adattare la produzione alla domanda: in altri termini" spiega Marchionne, "non ci interessa fornire previsioni di volume, perché il nostro target di utili può essere raggiunto anche con meno vetture più remunerative". Né oggi, né il 27 gennaio, insomma, ascolteremo ulteriori previsioni e considerazioni sull'obiettivo di sette milioni di unità menzionato in passato.

Relazione non antagonista con la Silicon Valley. "Per quanto riguarda l'ingresso di Google nel settore con la guida autonoma", aggiunge Marchionne "non stiamo realmente scoprendo niente di nuovo. Il nostro settore genera concetti nuovi in maniera molto naturale. Cambieremo, certo, la tecnologia ha un forte impatto sullo sviluppo della nostra industria, ma la relazione con Google e altri agenti di cambiamento è naturale, aperta e non antagonista", afferma l'ad in merito alle voci sul possibile accordo con un gigante dell'hi-tech.

Fare la guerra ai nuovi player? "Un'idiozia bestiale". "Del resto", prosegue Marchionne, "dichiarare guerra alla Silicon Valley sarebbe un'idiozia di quelle bestiali, perché le nuove tecnologie hanno una velocità di cambiamento che non è pareggiabile dalla nostra industria, caratterizzata invece da tempi più lenti".

Ces e nuove tecnologie: nessuna necessità di proclami iperbolici. Continueremo a lavorare con Google e con altri, come abbiamo sempre fatto e senza il bisogno che io vada a Las Vegas a fare discorsi alla Tom Cruise", scherza l'ad. "Siamo umili e non ne abbiamo bisogno, perché tutto il lavoro che stiamo facendo lo vedrete sulle vetture: quella è l'unica prova di quanto sappiamo fare, il resto è tutta fuffa".

"Le elettriche? Non ci guadagna nessuno, nemmeno Musk". "Ricordo colleghi che annunciavano gamme al 90% elettriche nel giro di pochi anni", sottolinea il numero uno di Fiat Chrysler per ribadire la scarsa utilità di certi annunci, "ma la verità oggi è che nessuno riesce a guadagnare niente con le auto a zero emissioni. Nemmeno Elon Musk, che pure considero il guru del settore. Non bisogna innamorarsi di un'idea che può avere conseguenze finanziarie disastrose".

Gm, le porte sono definitivamente chiuse. "Al momento nulle, per essere assolutamente chiari, le prospettive di partnership con General Motors", sentenzia infine Marchionne, che conferma di non aver avuto ulteriori contatti con la sua omologa del Reinassance Center, Mary Barra.

Europa, Alfa e Maserati le prime plug-in. A margine della conferenza stampa, il numero uno del Costruttore italo-americano è tornato sulla Chrysler Pacifica e sulla tecnologia ibrida plug-in che introduce per prima nella gamma del Gruppo Fca: "Il plug-in hybrid arriverà in Europa con i marchi Alfa Romeo e Maserati", ha anticipato l'ad a Quattroruote.

Plug-in per il 50% della gamma Fca. "Probabilmente sarà la Levante la prima vettura ad adottarla, ma di sicuro la offriremo anche sulla Quattroporte e via via su tutta la gamma Maserati", ha proseguito Marchionne. "L'obiettivo è quello di avere la tecnologia Phev sul 50% della gamma Fca entro il 2020, per soddisfare le prossime normative in materia di riduzione delle emissioni".

Da Detroit, Fabio Sciarra