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Gruppo FCAMarchionne, "nel 2015 risultati fenomenali"

 

Nel 2015 "abbiamo raggiunto risultati fenomenali". Ha esordito così il ceo group di FCA, Sergio Marchionne, nella conference call con gli analisti che ha fatto seguito alla presentazione dei dati di bilancio per lo scorso esercizio ed è servita a presentare la revisione del Business Plan al 2018. "So che qualcuno in questa conference call mi chiederà sul target di vendite di 7 milioni di unità al 2018" previsto dal piano presentato nel maggio del 2014, ha poi aggiunto Marchionne, ma "non è importante, siamo focalizzati sui nuovi target finanziari al 2018". Il ceo ha spiegato che il target di 7 milioni "si basava sulla visione del mercato che avevamo nel 2014. Poi abbiamo dovuto adeguare le nostre stime, in Brasile il mercato ha perso un milione di unità in 18 mesi".

La traversata del deserto. "Voglio darvi qualche motivo di conforto. Penso che abbiamo un controllo adeguato dello sviluppo strategico di questo difficile business per navigare in acque difficili. Negli ultimi due anni", ha sottolineato, "abbiamo creato un'organizzazione più difensiva e una struttura di capitale più duratura e abbiamo preso iniziative decisive per una cornice produttiva più adeguata rispetto a una domanda che cambia rapidamente. Dobbiamo riuscire ad attraversare il deserto e alla fine di questo viaggio saremo in una situazione migliore". Le slide di presentazione dell'aggiornamento del piano sono precedute, come al solito, da una frase ad effetto, stavolta attribuita a Mark Twain: "Le notizie sulla mia morte sono parecchio esagerate". Una frase che Marchionne ha commentato per confutare quelle cassandre (ha citato direttamente un noto analista statunitense) che vedono sempre nero sul futuro del mercato e del gruppo FCA.

Partnership in Usa per compatte e medie. Marchionne ha anche chiarito un punto delle slide a proposito delle vettore compatte e medie nel Nord America. Nei prossimi 18 mesi FCA, ha spiegato, "continuerà i contatti con i partner potenziali" che possano aiutare il gruppo a continuare a "coprire" questi segmenti, dal momento che la Dodge Dart e la Chrysler 200 potrebbero "terminare la loro corsa" nei prossimi anni, vista anchge la necessità di reindirizzare le fabbriche Usa per creare capacita produttiva addizionale là dove il mercatolo richiede (Jeep e Ram, in particolare).

Test emissioni uguali tra strada e laboratoio. I risultati dei test sulle emissioni condotti sui modelli FCA "su strada sono uguali a quelli in laboratorio", ha spiegato Marchionne,parlando agli analisti e riferendosi al Dieselgate. Il top manager ha detto poi: "faremo controlli random sui modelli per verificare che le norme siano sempre rispettate". Sempre a proposito delle norme antinquinamento, Marchionne ha ribadito che nel medio termine il 50% della flotta sarà ibrida (concetto già espresso a Detroit in occasione della presentazione della Chrysler Pacifica, la prima plug-in del gruppo), ma non ha mancato di far notare che al momento comprare crediti di Co2 costa meno che sviluppare motorizzazioni "pulite".

Redazione online