Tra le province lombarde, quella di Pavia è la Cenerentola in quanto a risorse da destinare alla manutenzione stradale. Con un’aggravante che mette la viabilità in ginocchio. Oltre a una rete capillare già storicamente in capo all’ente territoriale si sono aggiunte le strade ex Anas, un record a livello regionale. Pavia, con oltre 2.000 chilometri in tutto da mantenere, ha il fardello più pesante in Lombardia. La provincia di Brescia, per esempio, ne ha poco più di 1.500, Bergamo 1.300, Mantova una manciata oltre i 1.100, tutte le altre, compresa l’area metropolitana milanese, meno di 1.000.
Solo rattoppi. Il risultato? Strade a pezzi, buche, rattoppi frettolosi, perché fondi per fare un lavoro serio non ce ne sono. Paradossalmente, nel Pavese non fanno paura gli autovelox fissi, che pure ci sono, perché tanto correre non si può tra uno slalom e l’altro per il manto stradale ammalorato. Ha fatto scalpore a Zinasco, un paese della bassa pavese, la notizia che il sindaco in persona con l’aiuto di un addetto comunale, pala in mano, ha fatto il lavoro che gli stradini provinciali non sono stati in grado di garantire.
Casse a secco. Si diceva dei fondi. Le casse della Provincia sono praticamente a secco. Lo spiega il presidente Vittorio Poma. Se prima era lo Stato a trasferire i soldi alla Provincia, negli ultimi anni è avvenuto il contrario. L’amministrazione centrale ha iniziato a prelevare fondi agli enti territoriali: si è iniziato nel 2014 con 1,6 milioni di euro per arrivare l’anno scorso alla bellezza di 33 milioni di euro. Morale: sempre meno fondi da destinare alla manutenzione stradale. In pochi anni a Pavia si è passati da 7 milioni di euro l’anno a meno di 3. E con nuove e continue emergenze, come i ponti sul Po. Due di essi, quelli storici della Becca e della Gerola off-limits per il traffico pesante perché i piloni o le strutture sono gravemente compromesse; in quello di Mezzana, tra Pavia e Casteggio c’è il limite a 50 km/h, che si pensa di far rispettare tassativamente installando un Tutor solo su questa tratta perché è a rischio la sottostante ferrovia Milano-Genova.
Anche i ponti richiedono interventi. Mezza provincia tagliata fuori dalle vie di grande comunicazione. E che sia proprio la Cenerentola lo dimostra un altro dato, di fatto. Nel patto per la Lombardia, sottoscritto tra governo e Regione, non si fa neppure un cenno ai ponti traballanti nel Pavese: le risorse sono tutte previste verso altre aree che già ricevono di più e hanno meno strade da mantenere. pcs
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