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Pet mode: quando il cane aspetta in auto e l’ansia resta fuori
Una giornata con Fido sulla Zeekr X, in arrivo sul mercato italiano
Se le auto restano ferme per il 95% della loro vita, il Pet mode è uno dei primi esempi concreti di come la rivoluzione elettrica le stia trasformando in spazi utili anche quando sono parcheggiate. Partendo da un bisogno semplice: non lasciare il cane a casa. Sono le undici di un sabato mattina. Parcheggio la macchina elettrica davanti all'ingresso del supermercato, spengo il motore e mi giro verso il sedile posteriore. Marta mi fissa con quell'aria da vittima che ben conoscono tutti i proprietari di un Lagotto. Sa che sto per andarmene. Ma non ha ancora capito se potrà seguirmi o se resterà in auto. Apro il menu sul display centrale, seleziono la modalità Pet e aspetto un secondo. Il climatizzatore si regola automaticamente a 24 °C. Il blocco scatta sulle portiere. I sensori di allarme interni – quelli che normalmente suonerebbero al primo movimento dentro l'abitacolo – vengono disattivati. La macchina in pratica, diventa una piccola stanza climatizzata e sicura. Scendo, faccio la spesa, torno dopo una ventina di minuti. Marta sta dormendo serenamente, con un leggero sottofondo di jazz. Perché sì, avevo lasciato anche la radio accesa.
casa o auto?
Chiunque abbia un cane conosce il dilemma. Portarlo con sé significa dover calcolare ogni spostamento in sua funzione: dove si può entrare, dove no, quanto fa caldo, quanto fa freddo. Con una certezza: lasciare un animale qualsiasi in macchina, in generale, non è mai stata una buona idea. Il risultato, nella maggior parte dei casi, è che il nostro amico peloso resta a casa da solo, spesso per molte ore. La solitudine prolungata può generare ansia, stress e talvolta comportamenti distruttivi. Per questo molti proprietari preferiscono portare il proprio amico a quattro zampe con sé quando possibile, anche se devono fermarsi per una commissione veloce. Sentono i rumori, percepiscono i profumi familiari, sanno che tornerai. In passato, però, la questione era semplice: senza climatizzazione attiva, l'auto poteva diventare rapidamente troppo calda o troppo fredda, quindi pericolosa. Ma oggi con alcune vetture non è più così.