Anteprima
Jeep Avenger
Nuova Jeep Avenger: come sarà il restyling della SUV più venduta in Italia
Ritocchi al design e agli arredi puntano a prolungarne il successo, strizzando l'occhio alla Compass
Oltre 48 mila targhe in un anno e terzo posto assoluto nella classifica delle automobili più vendute in Italia dopo la Fiat Pandina e la Dacia Sandero, e primo tra le SUV. Alla faccia di chi, prima di conoscerla, storceva il naso. Perché la Jeep Avenger era piccola o perché era fatta in Polonia o, ancora, perché non aveva la trazione integrale (arrivata in un secondo tempo). Insomma, perché, sulla carta, non era"abbastanza Jeep".
Come se il precedente della Renegade – americana di passaporto, ma "tagliata" su dimensioni più europee e fabbricata in Italia, a Melfi – non avesse insegnato qualcosa. Ossia che non importa dove la produci o quanto è grande: a definire una Jeep, quasi sempre decretandone di conseguenza il successo, è il carattere. E di carattere, la Avenger, ne ha da vendere. Merito anzitutto di uno stile – plasmato a Torino da un gruppo di lavoro guidato dal designer toscano Daniele Calonaci – capace di concentrare in poco più di quattro metri diversi messaggi: spavalderia yankee, sete di avventura, gusto moderno e hi-tech. Aspetti, questi ultimi due, importanti su un modello destinato a frequentare lo struscio nel centro città, a stregare i più giovani e a incarnare la prima Jeep al 100% elettrica. Senza rinunciare, peraltro – visto che non si può (ancora) vivere di soli elettroni – alle opportune diversificazioni. Attraverso i motori (anche ibridi o puramente a benzina), la trazione (anteriore o integrale) e le serie speciali, come la "batmanesca" Black Edition da poco arrivata nelle concessionarie...