Anteprima
Genesis
Genesis GV60, il premium che non ti aspetti
Quando si decide di creare un marchio parallelo, c'è il rischio concreto di rimanere troppo aderenti all'originale. Non in questo caso
Il mio approccio verso la Genesis inizia qualche mese fa, in Francia, con una due giorni di full immersion nel marchio. All'evento al quale ho partecipato annunciavano l'imminente espansione in Europa (e in Italia), gli ambiziosi programmi motorsport attraverso la costola sportiva Magma e la direzione futura con avveniristiche concept car (ne abbiamo parlato nel fascicolo di gennaio). Tutto bellissimo, ma tanta teoria e poca pratica rispetto a un brand con il quale ho poca dimestichezza, se non per il fatto di essere al corrente – me lo impone la mia professione – che si tratta del marchio premium della Hyundai, nato appena una decina d'anni fa e diffusosi inizialmente in Corea del Sud, Stati Uniti e Medio Oriente. Però, un conto è vivere due giorni con tecnici, uomini di marketing e designer che vogliono convincerti di quanto sia straordinaria la loro creatura, un altro è calare il tutto nella vita vera, con il prodotto fatto e finito fra le mani e la gente che si gira domandandosi di cosa si tratta.
non lo diresti mai
Proprio quest'ultimo punto non è affatto banale: nessuna delle persone incrociate in giro ha accostato la GV60 che ho avuto modo di provare a una Hyundai, primo segno che l'originalità e la personalità di questo marchio, che arriva proprio in questi giorni in alcune selezionate concessionarie, vivono di vita propria. I più attenti e competenti, semmai, hanno rivisto nell'enorme doppio schermo che funge da strumentazione e infotainment qualche riferimento agli altri brand coreani (difatti, è lo stesso di Ioniq 5 e Kia EV6, seppure con una grafica un po' diversa). Per il resto è difficile, così a colpo d'occhio, capire che lì sotto c'è qualcosa di già esistente. Ed è un bene, significa che l'obiettivo è centrato. Si aggiunga che, anche al cospetto di chi ha già visto operazioni del genere e ne conosce la... genesi, non si ha l'impressione di viaggiare su un derivato con il vestito della domenica. Al netto dell'aspetto esteriore, non riconducibile alle sorelle di piattaforma, ciò che mi ha colpito una volta a bordo è l'attenzione al dettaglio e il numero di componenti dedicate, anche questo un fatto non scontato in un'epoca in cui le economie di scala sono un dovere e non una possibilità. Il livello di finitura è molto elevato: dai sedili (ventilati, riscaldabili e con massaggio) rivestiti di ottima pelle traforata e trapuntata allo scamosciato che riveste i montanti e l'intero padiglione, oltre ai pellami presenti sulla quasi totalità di plancia e pannelli porta.