Primo contatto
Omoda 9
Fa impallidire l'Europa con la tecnica plug-in
Ricchissima e avanzata, ha un rapporto prezzo/contenuti da urlo. Assai immatura, invece, l'interazione uomo-macchina
È difficile, per un osservatore europeo, accostarsi a questa Omoda 9 senza l’involontaria zavorra dei preconcetti. Eppure, è proprio in questo scarto iniziale tra ciò che si presume e ciò che si scopre che l’esperienza diretta si fa rivelatrice. Non tanto per il valore assoluto del prodotto – comunque superiore a quanto le attese suggerirebbero per un marchio emergente – quanto per ciò che l’oggetto testimonia in termini di cultura progettuale: i costruttori cinesi non stanno più inseguendo, né replicando. Stanno elaborando, con crescente lucidità, un proprio paradigma, fondato non su retoriche normative o imitazioni di prestigio, ma su un pragmatismo tecnologico che mira alla coerenza d’insieme più che al dettaglio evocativo...