Porsche: la storia dell'erede mai nata della 550 Spyder di James Dean - Quattroruote.it

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La "bastarda" ritrovata

«Piëch mi chiamò e disse: "Voglio fare una Porsche piccola, vai a Zuffenhausen e parlagliene. Se appoggiano l’idea bene, se no la facciamo lo stesso"». Così, nei ricordi di Walter de Silva, nacque uno dei progetti più segreti degli ultimi vent’anni: la riedizione della 550 Spyder di James Dean. Ecco le foto del prototipo, mai svelato prima, e tutta la storia

di Roberto Lo Vecchio |

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Tutto, per noi, è cominciato quando in redazione è giunto uno strano set di fotografie. Ritraevano una Porsche compatta, due posti secchi, motore centrale a giudicare dalle proporzioni, dagli sfoghi d’aria sul cofano posteriore e dalle prese d’aria sui parafanghi dietro le portiere. Con un design molto lineare e qualche suggestione vintage.

Scopriamo che l’auto è proprio quel che sembra: una reinterpretazione moderna della leggendaria Porsche 550 Spyder, il modello su cui perse la vita James Dean. L’attore stesso l’aveva battezzata con il nomignolo di "little bastard" (piccola bastarda, per l’appunto), per le sue reazioni nervose agli input di sterzo e acceleratore.

Scopriamo anche che il prototipo, mai svelato al pubblico, ha punti di contatto con la concept Volkswagen BlueSport, essa sì presentata urbi et orbi, al Salone di Detroit 2010, e con l’Audi e-tron concept, sul palco della stessa rassegna. Anzi, emerge che le tre auto sono facce di un medesimo progetto, partito sul finire del decennio scorso proprio dalla "little bastard". Ma come nacque l’idea? E perché alla fine non vide la luce?

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