Scenari
Mazda, l’alleanza con la Cina che ridisegna la strategia elettrica del marchio
Hiroshima ha deciso di prendere il buono del Dragone e di affinarlo alla giapponese. Ne abbiamo parlato con Martijn Ten Brink, capo della filiale europea
Nata in Cina, per la Cina. Sviluppata dalla Mazda, per il mondo. La CX-6e è un modello chiave per l'ampliamento dell'offerta elettrica del costruttore giapponese, che dopo la crossover MX-30 e la berlina 6e introduce sui principali mercati globali una Suv da quattro metri e 85 centimetri con motore posteriore da 258 CV e batteria Lfp da 78 kWh, per oltre 480 km di autonomia omologata. Con un prezzo di partenza di 46.750 euro, mette nel mirino rivali come la Tesla Model Y, puntando su qualità dei materiali e tecnologia, gestita dall'enorme display da 26 pollici a centro plancia. E arriva in un momento storico in cui c'è una grande crisi dell'industria tradizionale dell'auto, con ogni Casa che ha la sua strategia nel rapportarsi con la Cina: i tedeschi hanno la loro, mentre i francesi sostanzialmente non hanno rapporti con i cinesi e gli italiani neanche. La Mazda ne ha una un po' diversa, perché in qualche modo riconosce le capacità del mondo cinese e ha deciso di svilupparle ulteriormente. È un approccio unico nel settore, del quale abbiamo parlato con Martijn ten Brink, presidente e ceo di Mazda Motor Europe.