Scenari
Perché Lamborghini dice no all’elettrica (e cosa arriverà nel 2030)
Il modello numero quattro della gamma avrà un cuore ibrido: prima di avere una EV, il costruttore emiliano brucerà ancora tanta benzina
Forse è lì da sempre, ma non l'abbiamo mai visto. In quel toro che nel 1963 Ferruccio Lamborghini aveva scelto per simboleggiare il marchio che avrebbe portato il suo nome. E che aveva chiesto di disegnare a Paolo Rambaldi cogliendo un attimo ben preciso della corrida, quello in cui la bestia sta per colpire a testa bassa, con tutta la sua forza, il torero, che la evita con la mossa della "verónica". Vedendolo romanticamente, quell'attimo in cui il toro schiva il matador è un po' una metafora di quello che è successo al marchio di Sant'Agata Bolognese con l'elettrico. Era pronto a gettarsi a capofitto nel mondo delle EV, con un quarto modello destinato ad aprire una nuova era, ma un attimo prima di arrivare fino in fondo, dando il via libera definitivo al progetto, ha schivato (saggiamente) quel bersaglio. Decidendo di tornare a metterlo nel mirino più avanti.
voglia di ottani
Ecco, più o meno è andata così: come vedete dalla timeline qui sopra, in tempi in cui l'elettrificazione massiva sembrava l'unica via per il futuro, anche il marchio guidato da Stephan Winkelmann s'era fatto i suoi piani per lanciare un'elettrica. E l'aveva pure realizzata, sotto forma di concept – la Lanzador presentata a Pebble Beach nel 2023 –, capendo poi, però, che quel progetto, oggi, non s'ha da fare. Perché il mercato non è ancora pronto. E i clienti del Toro non vogliono mettersi in garage una supersportiva a batteria. C'è ancora tanta voglia di ottani, meccanica e vibrazioni che ti raccontino una storia che arriva dal passato, ma che – grazie all'ibrido – è pronta per il futuro.
I piani per l'aggiunta di un quarto modello alla gamma, tuttavia, sono tutt'altro che sopiti: una nuova sportiva si farà, solo non sarà elettrica. Il futuro (prossimo) della Lamborghini sarà fatto principalmente di motorizzazioni ibride plug-in, una soluzione al giorno d'oggi ideale per un marchio ad alte prestazioni. Perché consente di innalzare il livello di performance sfruttando la parte elettrica (oltre ad abbassare drasticamente il livello di emissioni omologate) per offrire accelerazioni brucianti e raffinati sistemi di torque vectoring, a tutto vantaggio del piacere di guida. E al contempo di tenere vivi i pistoni nel cofano, per dare quelle vibrazioni e quel sound che chi compra una supercar vuole avere. Ad affermare ciò è stato direttamente Stephan Winkelmann, con cui abbiamo parlato proprio del futuro ibrido del marchio (l'intervista è nella pagina a fianco). E che ci ha spiegato come la Lamborghini sia ovviamente in grado di creare una supersportiva elettrica capace di primeggiare nel suo segmento. Ma che, semplicemente, non avrebbe senso farla ora. Perché si finirebbe per avere una macchina che soltanto in pochi desiderano. E non stiamo parlando di quei pochi (che poi pochissimi non sono, visto che di Lambo nel 2025 ne sono state vendute 10.747) che se la possono permettere, ma di una infinitesimale frazione di chi una Lamborghini la compra davvero.