Prove su strada

Lexus LC

Rinuncia all'ibrido e punta sul V8

Il passaggio all'en plein air non ha ristretto o spostato le ambizioni di questo modello. E il merito, va detto, è pure della capote stessa. Il vero colpo di scena, però, è un 5.0 aspirato privo di qualsivoglia connotazione elettrificata

di Alessio Viola |

Il passaggio all'en plein air non ha ristretto o spostato le ambizioni di questa Lexus, sempre meravigliosamente in equilibrio tra sportività (blanda) e lungo raggio. E il merito, va detto, è pure della capote stessa, una mille strati (quattro, fuori d'iperbole) che gli artigiani Takumi realizzano con lo stesso impegno, vagamente ossessivo, che informa l'intero abitacolo. Il vero coup de théâtre, però, è nel cofano. Gli inventori della doppia propulsione, gli apostoli dell'elettrificazione, hanno infatti piazzato là davanti un motore che sembra piovuto dal passato: V8, cinque litri, aspirato e privo di qualsivoglia connotazione ibrida. Possibile?

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