Non è mai stata un'automobile banale. La pubblicità dell'epoca la ritraeva in una ipotetica città del futuro alle prese con una bellissima, quanto sexy, donna robot. Il costumista e scenografo italiano Luca Sabatelli aveva disegnato per l'occasione un costume a dir poco straordinario, indossato da una altrettanto strepitosa modella hawaiana. Racconta che c'erano volute cinque ore per la vestizione e il trucco, ma il risultato fu memorabile. Mai location era parsa più indicata per un'auto che puntava tutto sullo stile e sulla tecnologia. Il video trasmesso in televisione fu un vero successo. Invece la Y10, almeno nel primo anno di vita, non ebbe la stessa fortuna.

1.0 Hybrid Gold

Mild Hybrid
  • PREZZO (LISTINO) 17.500
  • MOTORE L3 mild hybrid benzina - 999 cm3
  • POTENZA 52 kW - 70 CV
  • CONSUMI Omologato 20,4 km/l
    Rilevato 16,8 km/l
    Costo 10,26 €/100 km
  • EMISSIONI CO2 Omologato 90 g/km
    Rilevato 142 g/km

Y10 Fire

Benzina
  • PREZZO (LISTINO) 14.820*
  • MOTORE L4 benzina - 999 cm3
  • POTENZA 33 kW - 45 CV
  • CONSUMI Omologato 18,8 km/l
    Rilevato 17,5 km/l
    Costo 9,85 €/100 km
  • EMISSIONI CO2 Omologato 120 g/km
    Rilevato 136 g/km

* Note: 1) prezzo rivalutato secondo l'indice Istat. Per esigenze grafiche, abbiamo usato alcuni scatti storici.

Y10 Fire

dalla prova su strada del 1985
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Un'eredità difficile. Forse i tempi non erano ancora maturi per una vettura così moderna o forse quindici anni di A112 non erano facili da archiviare. Ma c'era anche la questione prezzo, che, per quanto supportato da contenuti tecnici non indifferenti, era sembrato subito un po' troppo elevato. 

Nella primavera del 1986, allora, la Casa decise di rivedere la gamma, accompagnandola con una riduzione generale dei listini. I clienti già acquisiti non furono particolarmente contenti, ma le vendite presero un nuovo e decisivo slancio. La Y10 iniziò a prendere il suo spazio sul mercato interno e a farsi vedere anche all'estero. 

D'altra parte era difficile resistere al fascino di questa piccola automobile da città. Le forme, disegnate da Tom Tjaarda, allora in forza al centro stile Fiat (aveva progettato la 124 Sport Spider), nella loro semplicità erano dirompenti: poche linee che partivano dal muso, per poi arrestarsi bruscamente nella coda dal taglio verticale. Nessuna nervatura a turbare la purezza della fiancata, vetri anteriori a filo per migliorare il Cx – allora una novità assoluta in questo segmento di mercato – e quelli posteriori apribili a compasso elettricamente. A chiudere il tutto, un portellone dalle dimensioni inusuali, realizzato in materiali plastici e incernierato una decina di centimetri all'interno del tetto, per offrire una migliore accessibilità al vano.

Con una lunghezza di un soffio inferiore ai tre metri e quaranta, era l'auto ideale per la città: offriva quattro posti, di cui quelli davanti particolarmente comodi, e un piccolo bagagliaio che poteva essere sfruttato al meglio ribaltando gli schienali dei sedili posteriori. Soprattutto, ospitava i passeggeri in un ambiente elegante e raffinato come non si era mai visto prima su un'utilitaria, tanto da rendere decisamente riduttivo questo termine per un'auto come la Y10.

"Passato Prossimo": Y10 e Ypsilon a confronto

Video

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Altro che utilitaria. Gli interni erano molto curati: era possibile avere la selleria di Alcantara, proprio come sull'ammiraglia del gruppo, la Lancia Thema (l'Autobianchi si trovava da tempo nell'orbita della Casa torinese), la strumentazione e la climatizzazione infarcite, per i tempi, di elettronica, con innovative lucine a Led che s'illuminavano sulla plancia in funzione della temperatura impostata e della velocità del ventilatore. Insomma, il mondo stava evolvendo e la piccola Autobianchi camminava un passo davanti a tutti. Avrebbe cambiato, e in modo irreversibile, il concetto di utilitaria. 

Fascino femminile. Ma c'era un altro fattore, e certo non di secondaria importanza, alla base del successo della Y10. Era la prima auto pensata anche, per non dire soprattutto, per il pubblico femminile. E le donne di quegli anni non si lasciarono sfuggire l'occasione di poter girare per le città a bordo di un oggetto che ne sottolineava la classe e lo stile. Così, incontrò un successo sempre più ampio, suggellato nel tempo dalle numerose serie speciali, il più delle volte dedicate al miglior made in Italy. La prima fu la Y10 Fila, pensata per un pubblico particolarmente giovane e dinamico, a cui seguirono la Martini e la Missoni, soltanto per citare le prime tre. Anche in questo campo, in altre parole, la Y10 ha finito per fare scuola. 

Dal punto di vista tecnico, la piccola Autobianchi proponeva non poche novità (vedere a pagina 126). A incominciare dal motore Fire (Fully integrated robotized engine), che debuttò proprio sulla Y10, per poi arrivare, con i dovuti aggiornamenti, fino ai giorni nostri. Su strada, la vettura si faceva apprezzare per la vivacità e la maneggevolezza, ma anche per i consumi, che, almeno sulle versioni equipaggiate con il Fire, erano davvero contenuti. 

Chi desiderava prestazioni maggiori poteva sempre scegliere la Turbo, spinta da un 1.050 sovralimentato da 85 cavalli che le consentiva di toccare i 180 km/h. In ogni caso, la Y10 era assai più confortevole e silenziosa di tutte le possibili concorrenti e questo giocava non poco a suo favore. Uscì di scena alla fine del 1995, dopo oltre 1 milione e 100 mila esemplari venduti. E con essa scomparve pure lo storico marchio Autobianchi, a quel punto entrato a tutti gli effetti nell'orbita Lancia. 

L'abitabilità

 

Il nuovo corso. Fu sostituita dalla Y, poi diventata Ypsilon. Accanto alla progenitrice, in queste pagine potete vedere proprio l'ultima versione della piccola Lancia, quella spinta dal nuovo motore FireFly con sistema mild hybrid a 12 volt. Il leggero restyling a cui è stata sottoposta nella scorsa primavera ha interessato soprattutto la calandra, che ripropone, nel più puro stile della Casa, le feritoie verticali. Dentro, invece, sono cambiati i rivestimenti, ora di Seaqual Yarn, un materiale ottenuto dal riciclo della plastica recuperata nel Mar Mediterraneo, mentre al centro della plancia spicca l'inedito sistema multimediale Uconnect con display touch da 7 pollici, in grado di supportare sia Apple CarPlay sia Android Auto. 

Nonostante la Ypsilon abbia sulle spalle ormai oltre dieci anni, vuoi per il favorevole rapporto qualità/prezzo, vuoi per la linea che –  come del resto fu per la sua antenata –  ancora la distingue nettamente da tutte le rivali, continua a piacere, tanto da essere la seconda auto più venduta in Italia dopo la Fiat Panda. Il FireFly, poi, le sta regalando una nuova giovinezza: le garantisce prestazioni accettabili con consumi molto contenuti, che nell'utilizzo comune si attestano attorno ai 17 km/litro. 

A ben vedere, peraltro, la Y10 del 1985 non sfigura affatto a confronto con la Ypsilon dei giorni nostri. Forte di un motore allora efficientissimo, di un peso assai più contenuto (quasi 300 kg dividono le due auto) e di una superficie frontale ridotta del 16%, la piccola Autobianchi, pur con appena 45 cavalli, accelera quasi negli stessi tempi della pronipote e, a velocità costante, consuma all'incirca la stessa quantità di benzina. Le differenze tra le due vetture diventano evidenti, invece, quando si affrontano gli argomenti frenata, confort e comportamento dinamico. Per non parlare della sicurezza e dell'inquinamento. La Ypsilon può contare sull'Esp, che, assieme all'Abs e all'adozione di pneumatici di ultima generazione (185/55R15 82H contro i minuscoli 135SR 13 della Y10), le assicura la massima sicurezza di marcia in ogni situazione, anche in quelle di emergenza. Quanto al confort, ai suoi tempi la Y10 era al top, tanto da meritare ben quattro stelle in pagella. Ma resta ben più rumorosa dell'attuale Ypsilon, che deve accontentarsi di una stella in meno soltanto per via dei grandi passi avanti fatti in questo ambito dalle concorrenti di più recente progettazione. 

La piccola Autobianchi era unica nel suo genere: una piccola vettura con grandi idee. E la donna robot ne interpretava al meglio lo stile innovativo. In modi diversi, comunque, entrambe hanno scritto un pezzo di storia dell'automobile. 

La plancia

Alla radio e al cinema

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La musica in macchina, con le top ten di allora e di oggi, e il cinema, dalle sale allo streaming

LA Tecnica

Y10. Utilizza lo schema già ampiamente collaudato sulla A112. Il motore, pertanto, è collocato anteriormente, in senso trasversale, con il cambio in linea, e trasmette il moto alle ruote davanti. La vettura porta al debutto il nuovo quattro cilindri Fire, destinato a diventare una vera e propria pietra miliare nella produzione del gruppo Fiat. Dotato di monoblocco di ghisa, a pareti sottili, e testata di lega leggera, ha la distribuzione con un albero a camme in testa, comandata da una cinghia dentata, con le valvole verticali e parallele. Moderno per i tempi e leggero, è composto da soli 273 pezzi ed è stato progettato per essere assemblato in modo quasi totalmente automatico. Con una cilindrata di 999 cm3, eroga 45 CV a 5.000 giri/min con una coppia di 81 Nm, disponibili già a 2.750 giri/min. È abbinato a un cambio manuale a cinque marce. Quanto alle sospensioni, quelle anteriori seguono lo schema MacPherson (con barra antirollio), mentre dietro c'è un innovativo ponte a omega, che richiede appena tre punti di ancoraggio: uno centrale e due longitudinali. Le molle e gli ammortizzatori sono separati. La Y10 è la prima vettura di questa categoria a essere oggetto di un attento studio aerodinamico. Il Cx dichiarato (0,31) è un vero record per un'auto così corta: è stato ottenuto usando superfici vetrate a filo della carrozzeria e ottimizzando i flussi.

Ypsilon. Dal 2020, dentro al cofano della piccola Lancia trova posto il nuovo motore Fiat FireFly dotato di sistema mild hybrid a 12 volt. Si tratta di un tre cilindri di 999 cm3, la stessa cubatura del primo Fire, a corsa lunga e con due valvole per cilindro: scelte dettate entrambe dalla volontà di favorire la coppia piuttosto che la potenza massima. Un attento studio della camera  di scoppio e del collettore di aspirazione ha consentito poi d'innalzare il rapporto di compressione fino a 12:1 (sul Fire era 9,8:1), in modo da migliorare il rendimento. In questa direzione va poi anche la scelta di disassare l'albero motore rispetto ai cilindri, soluzione che ha permesso di rinunciare al contralbero di equilibratura e di ridurre le perdite per attrito. Il sistema mild hybrid, oltre ad avviare il propulsore, fornisce un surplus di coppia utilizzando l'energia elettrica recuperata durante le decelerazioni e immagazzinata in una piccola batteria al litio da 11 Ah. Il nuovo 1.0 mild hybrid eroga 70 cavalli a 6.000 giri/min, con una coppia massima di 92 Nm a 3.500 giri/min. Realizzato completamente in lega leggera, pesa soltanto 77 kg e rispetta la normativa sull'inquinamento Euro 6d Final. Lo schema meccanico è molto simile a quello della Y10: motore trasversale con cambio a sei marce, trazione sulle ruote davanti e sospensioni MacPherson. Mentre dietro, al posto del ponte a omega, c'è un sistema a ruote interconnesse. La Ypsilon ha i freni anteriori a disco autoventilanti e monta pneumatici ribassati 188/55R15. L'Abs e l'Esp fanno parte ormai da anni della dotazione di serie. 

1 Fase variabile. Pur disponendo di un solo asse a camme, la distribuzione (comandata a catena, quindi senza manutenzione) è dotata di variatore di fase
2 In un unico pezzo. Il collettore di scarico è integrato nella testata, in modo da ottimizzare l'efficacia di depurazione del catalizzatore
3 Aiuto elettrico. Il motore/generatore azionato a cinghia recupera l'energia in rilascio, per poi utilizzarla per avviare il tre cilindri e aiutarlo nelle accelerazioni

Pensava in grande

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Fuori era piccola, la Y10, però, non appena si apriva la porta e ci si metteva al volante, l'impressione era quella di essere a bordo di un'auto più grande…


Prestazioni

  • Velocità massima

  • Dichiarata
  • Effettiva
Y10 1.0 Hybrid Gold
145,00 km/h 163,00 km/h
147,493 km/h 155,700 km/h
  • Accelerazione

  • 0-40 km/h
  • 0-60 km/h
  • 0-80 km/h
  • 0-100 km/h
  • 0-120 km/h
  • 400 metri da fermo
  • Velocità d'uscita
  • 1 chilometro da fermo
  • Velocità d'uscita
Y10 1.0 Hybrid Gold
3,0 s 2,6 s
6,0 s 5,4 s
10,0 s 9,4 s
15,9 s 14,6 s
26,5 s 23,0 s
19,7 s 19,2 s
109,1 km/h 109,1 km/h
37,4 s 36,2 s
131,9 km/h 138,6 km/h
  • Ripresa in IV (Ypsilon in V)

    -
  • 70-80 km/h
  • 70-100 km/h
  • 70-120 km/h
  • 70-130 km/h
Y10 1.0 Hybrid Gold
4,7 4,8
15,3 14,7
31,4 27,4
- -
  • Frenata

  • 60 km/h
  • 80 km/h
  • 100 km/h
  • 120 km/h
Y10 1.0 Hybrid Gold
17,6 m 15,6 m
31,3 m 27,7 m
48,9 m 42,7 m
70,4 m 62,4 m

AGILITÀ DI MANOVRA

  • Diametro Sterzata a destra
  • Diametro Sterzata a sinistra
Y10 1.0 Hybrid Gold
10,03 m 10,20 m
9,96 m 10,60 m

Pregi & Difetti

Pregi

Y10. Prestazioni brillanti, consumi ridotti, buona tenuta di strada.
Ypsilon. Consumi contenuti, motore efficiente, guida gradevole.

Difetti

Y10. Prezzo un po' elevato, Sterzo a volte impreciso, bagagliaio piccolo.
Ypsilon. Frenata migliorabile, dotazione Adas ridotta, ripresa lenta.


Consumi

  • Consumi nel rapporto superiore

  • 70 km/h
  • 80 km/h
  • 90 km/h
  • 100 km/h
  • 110 km/h
  • 120 km/h
  • 130 km/h
Y10 1.0 Hybrid Gold
26,3 km/litro 26,5 km/litro
24,4 km/litro 24,6 km/litro
22,8 km/litro 22,3 km/litro
20,0 km/litro 20,0 km/litro
18,2 km/litro 18,0 km/litro
16,1 km/litro 16,3 km/litro
13,9 km/litro 14,7 km/litro

condizioni della prova

I dati vengono rilevati con il solo pilota e le apparecchiature; serbatoio carburante circa 2/3 (tra parentesi i dati della Ypsilon). Peso vetture in ordine di marcia: 870 kg (1.145 kg) - Temperatura: 16,3 °C (24,2 °C) - Pressione atmosferica: 1.016 millibar (1.013 millibar) - Umidità relativa: 53% (33%) - Vento: 0-1 m/s (2 m/s) - Densità carburante: 727 g/litro (740 g/litro)


Pagella

  • Esterno
    Esterno

    Y10: originale, molto innovativa. Ypsilon: nella tradizione Lancia.

  • Abitabilità
    Abitabilità

    Y10: i due posti davanti sono ampi e comodi, i sedili ben profilati. Più sacrificati quelli dietro. Accedere al divano non è facile, nonostante l'ampiezza delle porte. Ypsilon: con cinque porte offre una migliore accessibilità; in quattro si viaggia bene.

  • Assetto di guida
    Assetto di guida

    Y10: il volante è disassato e rimane un po' in basso per i guidatori più alti. Ypsilon: la posizione più idonea si trova facilmente.

  • Plancia e comandi
    Plancia e comandi

    Y10: plancia ben disegnata, semplice e razionale. Comandi ben disposti. Ypsilon: aspetto un po' datato, ma funzionale.

  • Strumentazione
    Strumentazione

    Y10: l'equipaggiamento di serie è ridotto, ma ampliabile con numerosi strumenti a richiesta. Ypsilon: collocata al centro. Buona dotazione.

  • Climatizzazione
    Climatizzazione

    Y10: l'impianto è paragonabile a quelli di vetture di classe superiore. Molte bocchette e feritoie, portata abbondante. A richiesta, i comandi elettrici. Ypsilon: il climatizzatore automatico monozona è optional.

  • Finitura
    Finitura

    Y10: all'interno è molto accurata, ma alcune componenti lo sono un po' meno. Tutto bene all'esterno. Ypsilon: l'abitacolo è ben realizzato e i nuovi materiali sono piacevoli. Qualche risparmio, però, si vede.

  • Visibilità
    Visibilità

    Y10: nessun problema sia in marcia sia in manovra. Gli ingombri sono facilmente individuabili. Ypsilon: Dietro non si vede granché.

  • Accessori
    Accessori

    Y10: dotazione di serie normale per la categoria. Davvero tanti quelli a richiesta. Ypsilon: ampie possibilità di personalizzazione.

  • Bagagliaio
    Bagagliaio

    Y10: il vano ha una capacità dichiarata di 250 litri, ma si caricano valigie per 167. Ypsilon: i litri a disposizione sono 232.

  • Velocità
    Velocità

    Y10: velocissima, oltre 147 km/h.Ypsilon: nella norma.

  • Accelerazione
    Accelerazione

    Y10: grazie alle doti del motore e al peso contenuto, si rivela agile e scattante. Ypsilon: non è un fulmine, ma si muove comunque bene.

  • Ripresa
    Ripresa

    Y10: malgrado i rapporti lunghi, il motore offre una buona elasticità. Ypsilon: penalizzata dalla sesta marcia molto lunga. Occorre scalare.

  • Freni
    Freni

    Y10: l'impianto garantisce spazi d'arresto contenuti in ogni situazione. Buona la resistenza alla fatica. Pedale ben modulabile. Ypsilon: va lunga sui fondi con aderenza diversa. Nessun sintomo di fading.

  • Cambio
    Cambio

    Y10: i rapporti sono lunghi con la V marcia di riposo (la velocità massima si raggiunge in IV). Innesti non molto precisi. Buona la sincronizzazione. Ypsilon: un buon comando. Frizione non affaticante.

  • Sterzo
    Sterzo

    Y10: piacevole sia in marcia sia in manovra. Migliorabili prontezza e precisione. Ypsilon: molto leggero grazie alla funzione City.

  • Consumo
    Consumo

    Y10: consuma poco in tutte le condizioni d'uso. In autostrada, a 120 km/h, percorre ben 16,1 km/l: merito dell'efficienza del motore e della aerodinamica curata. Bene anche in città. Ypsilon: è molto parca, in città si fanno 16,2 km/l, che salgono a più di 19 sulle strade statali.

  • Confort
    Confort

    Y10: assorbe bene le sconnessioni della strada. La rumorosità, invece, diventa sensibile alle velocità più elevate. Ypsilon: piuttosto rigida, soprattutto dietro. Fruscii aerodinamici oltre i 100 km/h.

  • Tenuta di strada
    Tenuta di strada

    Y10: il comportamento in curva è sempre sottosterzante, indipendentemente dal tipo di fondo. La guidabilità è condizionata dalla morbidezza delle sospensioni.Ypsilon: sicura in ogni condizione, grazie a un controllo della stabilità ben calibrato.

  • Stabilità
    Stabilità

    Y10: retrotreno ben saldo. Ypsilon: a prova di errore.

  • Motore
    Motore

    Y10: il Fire è brillante, pronto ai comandi, consuma poco e ha un rendimento elevato. Diventa rumoroso solo agli alti regimi. Ypsilon: il nuovo tre cilindri aspirato, con sistema mild hybrid, garantisce prestazioni di buon livello e un efficienza fuori del comune.

Y10 1.0 Hybrid Gold

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