Prove su strada

Mercedes-AMG SL

Nata sotto una nuova Stella

Passa sotto le insegne del reparto sportivo della Casa e ridefinisce la sua personalità. Così, settant'anni dopo, ritrova la forte componente dinamica delle origini

di Alessio Viola | foto di Wolfango |

C'è il grande rimescolamento, imprevedibile e imprevisto fenomeno di questi tempi che sta trasfigurando il volto dell'automobile. E poi, da sempre, ci sono quei sottili cambiamenti che, senza stravolgere nulla, regalano pennellate di varietà. Alla storia di un singolo modello, per esempio, come nel caso della SL. Che, dopo decenni da roadster perfetta per bordeggiare lungo una corniche, ha deciso di focalizzarsi su un presente ben più dinamico, quasi marziale, al punto da esibire il marchio AMG. A pieno titolo, verrebbe da dire, ché dalle parti di Affalterbach non c'è arrivata per una cura ormonale: lei, in quell'ameno paesino che conta meno di 5 mila anime, ci è proprio nata. Un cambio di passo radicale, che la rende la terza nativa AMG (dopo la SLS del 2009 e la GT del 2014) e che non prevede l'introduzione futura di un equivalente marchiato Mercedes-Benz. Il tutto consente anche un livello di lettura per così dire storico, perché questa mossa è una sorta di ritorno alle origini, qualcosa che potrebbe persino portare al cuore della tradizione, ovvero la 300 SL Gullwing, che all'epoca era il classico caso di transfer tecnologico dalle corse. Nel 1954, in un mondo che doveva ancora scoprire l'iniezione tout court, proponeva niente meno che l'iniezione diretta...

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