Audi A6 e-hybrid: la risposta giusta alla transizione, se la ricaricate
Prove su strada

Audi A6

Audi A6 e-hybrid: la risposta giusta alla transizione, se la ricaricate

Nonostante la massa elevata, ha prestazioni di rilievo e qualità dinamiche notevoli. Bene l'autonomia in EV, meno i consumi di benzina

di Lorenzo Facchinetti | foto di Massimiliano Serra |

In quest'epoca di indecisioni e dietrofront, bisogna riconoscere all'Audi un merito: essersi costantemente adoperata, durante questa sciagurata transizione, per offrire il powertrain giusto per ogni esigenza. Che poi era la norma alcuni anni fa, quando potevi scegliere fra le più disparate motorizzazioni per ogni modello. Oggi, invece, pare un lusso riservato a pochissimi. Prendete la A6: oltre alle varianti elettriche, ci sono il 2.0 TDI ibrido, un imminente 3.0 V6 TDI con la medesima tecnologia, il 2.0 TFSI a benzina, nonché lo stesso propulsore termico in variante e-hybrid, ossia affiancato da un'unità elettrica e da una grande batteria ricaricabile. Un'offerta democratica (listino prezzi escluso, s'intende) affinché chiunque possa trovare il powertrain che più si addice alle sue abitudini. 

Nella fattispecie della e-hybrid, oggetto della nostra prova, valgono le ormai assodate considerazioni che facciamo dalla notte dei tempi: la plug-in è un'alternativa ragionevole (specie se guidata dal fringe benefit aziendale) soltanto quando la ricarichi con frequenza a casa o in azienda, altrimenti il diesel continua a essere la scelta più pratica e conveniente, persino in questo preciso momento storico (mentre scriviamo, il gasolio è alle stelle causa crisi mediorientale).  

La peculiarità del sistema e-hybrid per motori longitudinali dell'Audi (declinato in due varianti, da 220 kW o 270 kW) risiede proprio nella ricarica: sebbene abbia una batteria di ampie dimensioni (20,7 kWh netti), non prevede la presa per la corrente continua, bensì solo quella per l'alternata (a 11 kW). Questo per una scelta filosofica non del tutto campata in aria: considerato l'elevato costo dell'energia pubblica, piuttosto che attaccarsi a un punto di ricarica risulta più conveniente sfruttare la funzione battery charge: durante la marcia, il termico funge da generatore e ripristina fino al 75% dell'energia. Certo, il motore consuma di più (circa il 30% in autostrada), ma il costo della benzina aggiuntiva rimane comunque inferiore a quello dell'energia erogata da un punto di ricarica pubblica. La si paga dai 50 centesimi al kWh in su, visto che in Italia vantiamo il costo dell'energia più alto d'Europa: in media, 0,68 €/kWh.

I conti, comunque, li facciamo meglio nel riquadro più sotto. Si sappia intanto che questa A6, di chilometri a emissioni zero, ne macina parecchi ed è poco sensibile alle variazioni di scenario: una novantina di km sono quasi sempre garantiti, sia che si tratti della città (95) sia che ci si trovi in autostrada (89). E se questa energia l'avete pagata il giusto (ricaricando a casa, in media 31 centesimi al kWh), si può viaggiare con soddisfazione sapendo di non emettere nulla allo scarico e nel silenzio più totale. 

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