Prove su strada
Bmw iX3
La BMW iX3 Neue Klasse al microscopio del Centro Prove: 583 km reali e 0‑100 in 4,5 s
Monaco ridefinisce il perimetro dell'esperienza di guida delle SUV elettriche. Notevoli autonomia e tempi di ricarica; spettacolare l'inedita strumentazione panoramica
Dopo l'avvento del sei cilindri in linea (1933), della prima e indimenticabile M3 (1986) e dell'iDrive (2001), quella che vedete in queste pagine è, con tutta probabilità, la conquista tecnologica più importante della BMW per come la conosciamo oggi. La iX3 non è soltanto una Suv pensata e progettata a batteria: incarna il manifesto programmatico delle prossime vetture a corrente con l'Elica bianca e blu sul cofano. Segnando, appunto, un prima e un dopo nella storia della casa tedesca.
Nuova sul serio
La piattaforma Neue Klasse - che dà alla luce pure una berlina, la i3, di cui trovate tutto a pagina 18 - è un salto quantico nell'approccio all'elettrico da parte del marchio, che mette da parte ciò che si è visto finora a favore di una base tutta nuova. E dedicata. Si passa all'architettura a 800 volt e debutta un sistema di centraline più potente e integrato, che hanno il compito di controllare insieme, e in modo veloce, la risposta di diversi organi della vettura: da quelli deputati alla guida, come il motore, lo sterzo e i freni a quelli che si occupano di confort e intrattenimento. Il risultato è pura innovazione. Che traspare anche nell'estetica: il doppio rene si riduce nelle dimensioni e ciò, paradossalmente, gli fa acquisire maggiore importanza simbolica. Tanto più in un'epoca di gigantismo dei loghi.
Ti avvicini, sfiori la maniglia (bordata di una sottile striscia luminosa, spettacolare quando è sera) e lei fuoriesce automaticamente. E a bordo, a quel punto ti accoglie minimalismo nelle linee e negli arredi, non certo nella multimedialità: lo schermo rapisce sia per la forma trapezoidale sia per l'ampiezza, perché la diagonale è di ben 17,9 pollici. Da lui passi per la navigazione, la musica, le innumerevoli personalizzazioni dell'abitacolo e il climatizzatore trizona, che è magnifico: peccato soltanto per la mancanza, sulla schermata principale, dell'icona ricircolo dell'aria, che prevede pure la possibilità d'inserimento automatico. Ma il vero coup de théâtre sta tutto in quella striscia nera alla base del parabrezza dove, per la prima volta nella storia, è stata "destrutturata" la classica strumentazione, che è quindi ridistribuita lungo l'intera larghezza dell'abitacolo. Il tutto chiaramente, è configurabile e personalizzabile.