Isuzu D-Max cambia motore: il nuovo 2.2 diesel fa la differenza?
Prove su strada

Isuzu D-Max cambia motore: il nuovo 2.2 diesel fa la differenza?

L'aspetto evoca utilizzi estremi e, sul campo, il rinnovato pick-up non si smentisce, grazie anche alla gran coppia

di Giovanni Lopes | foto di Massimiliano Serra |

Sulle strade americane, soprattutto lontano dalle megalopoli, la fanno da padroni. Da noi, invece, sono per lo più scelti come mezzo da lavoro, anche se non mancano privati che li preferiscono a Suv e fuoristrada per la versatilità nel caricare oggetti di ogni tipo e dimensione. Sto ovviamente parlando dei pick-up.

Fra i modelli più gettonati nel nostro Paese, alle spalle di Ford Ranger e Toyota Hilux (di cui è in arrivo la nuova generazione), c'è proprio l'Isuzu D-Max. Anche per lui, il 2026 ha portato novità importanti. A partire dal motore, un 2.2 turbodiesel che prende il posto del precedente 1.9: i cavalli sono ancora 163, ma cresce la coppia ai bassi regimi. Una qualità che aiuta in off-road o quando si traina un rimorchio (a proposito, il limite qui è di 3.500 kg), resa tra l'altro più scintillante dal nuovo cambio automatico a 8 marce, con una prima corta. Non bastasse, si può poi ricorrere alle ridotte. Per far respirare meglio il quattro cilindri, fra gli aggiornamenti estetici (che riguardano pure le pedane), sono state modificate le prese d'aria nel frontale.

Le novità proseguono a bordo, dove ci sono rivestimenti e strumentazione rinnovati. Infine, da notare che è stata l'occasione per introdurre alcuni Adas che migliorano la sicurezza e aiutano a gestire i 5,28 m di questo tuttofare. Ecco la protagonista della prova raccontata nella nostra pagella.

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