Più spazio e confort, ma l'1.2 basta? Prova della nuova Jeep Compass
Prove su strada

Più spazio e confort, ma l'1.2 basta? Prova della nuova Jeep Compass

La terza generazione è più grande, comoda e adotta il tre cilindri ibrido: ecco tutti i dati

di Lorenzo Facchinetti | foto di Massimiliano Serra |

La Compass ha ufficialmente iniziato la sua terza vita. La prima, vent'anni fa, era partita dagli Stati Uniti, sotto l'egida Chrysler, per acquisire poi passaporto e cromosomi italiani con la seconda generazione del 2016, in epoca FCA. Oggi, il nostro Paese continua a darle i natali (nasce sempre nello stabilimento di Melfi, in Basilicata), ma la struttura è condivisa con altri modelli Stellantis, quelli basati sulla piattaforma modulare Stla medium, ovvero Citroën C5 Aircross, Peugeot 3008 (e 5008) e Opel Grandland. 

Che cosa significa? Intanto che, se avete in mente di sostituire la precedente Compass con questa, dovete fare un po' di spazio nel box: la lunghezza sale da 4,4 a 4,55 metri (mentre la larghezza cresce di sei centimetri, occhio agli specchi...) e questo, va detto subito, si riflette positivamente nel baule, più ampio e meglio sfruttabile di prima. La Compass di Stellantis, però, è forse più borghese e un po' meno Jeep rispetto ad altri modelli che non hanno avuto l'influenza del Gruppo. Certo, la griglia con le sette feritoie è sempre lì (pure illuminata a Led) e gli easter egg con i richiami all'avventura sono sparsi un po' ovunque; ci sono i tappetini gommati facilmente lavabili e il bilanciere del Selec-Terrain è lì per produrre suggestioni outdoor. Tuttavia, elementi come le estese finiture nero lucido sulla carrozzeria, antitesi dell'off road, oppure un bagagliaio sì grande ma poco attrezzato, testimoniano il nuovo corso di una Suv che, come già la Avenger, punta a conquistare le città più che le praterie. Per lo meno finché non arriverà la più rude 4xe che, va detto, sarà solo elettrica pura.

basterà un tre cilindri?

Brevissimo riepilogo della gamma prima di mettersi in macchina. La scelta si riduce a tre powertrain, ben diversi fra loro per missione: si parte dalla 1.2 e-Hybrid, si sale alla 1.6 plug-in e, per finire, c'è l'elettrica. I prezzi? Allineati alla fascia alta del segmento C-Suv, ma tenete d'occhio le offerte: al momento si possono spuntare fino a 7.000 euro di sconto. Si diceva dei motori: quello più abbordabile, in termini sia economici sia pratici, è il piccolo tre cilindri elettrificato protagonista della prova, attorno al quale sono d'obbligo alcuni ragionamenti. Il primo, più filosofico, è che, per una vettura lunga più di quattro metri e mezzo che pesa diciotto quintali, un propulsore del genere potrebbe calzare un po' stretto. Vero, anche se non in termini assoluti: è piuttosto una questione di standing, perché a ogni auto andrebbe attribuito l'adeguato frazionamento anche soltanto per una questione di prestigio. Poi, però, vai a leggere i numeri e scopri che, rispetto a una precedente Compass con il quattro cilindri turbo T4 da 150 cavalli, il piccolo "milledue" riesce a rendere il nuovo modello leggermente più scattante (tre decimi sullo 0-100) e di gran lunga più efficiente: in media si passa da 13,2 a 15,8 km/litro e, in città, da 12,3 a 16,7. Niente male, insomma, ma resta il tema del percepito: finché si va a spasso, il tre cilindri è poco invadente, sposta con apprezzabile nonchalance la Compass e quasi ti dimentichi di lui. I limiti emergono nel momento in cui occorre chiedergli di più: un sorpasso da chiudere in fretta, una salita da affrontare spigliati, magari con la vettura a pieno carico perché hai famiglia e bagagli al seguito. Ecco, qui senti la mancanza di un cilindro e di qualche Newtonmetro in più, con il 1.2 che lavora duro (con riflessi in termini di rumorosità) accompagnato da un cambio che è perfetto nell'impiego tranquillo, ma che se spinto al limite mostra il fianco. Passi avanti, invece, al capitolo confort. Rispetto a prima, la Compass vanta una migliore insonorizzazione, sia in termini di rumore di rotolamento dei pneumatici alle velocità intermedie sia quando si viaggia ad andature più elevate, con qualche decibel in meno rispetto al passato. Anche il comparto sospensivo digerisce meglio gli ostacoli: la taratura soft dà benefici in termini di confort, tuttavia è anche complice di un comportamento che non invoglia ad aggredire le curve. Non che ciò sia mai stato nelle corde della Compass, storicamente, ma va detto che se c'è da impegnarla, per esempio nelle manovre d'emergenza, paga un poco questa cedevolezza, tra l'altro con uno sterzo che non è un mostro in materia di feedback. Risultato: stabile lo è sempre, sia chiaro, ma l'Esp un po' invadente smorza la piacevolezza di guida. Fa da contraltare una frenata ottima, sia per spazi d'arresto sia per resistenza...

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