Prove su strada
Una SUV full hybrid che punta tutto su spazio e dotazione: la prova della KGM Actyon
Dell'auto venduta dalla Ssangyong nel 2006 è rimasto solo il nome: oggi torna con un powertrain da 204 CV e una dotazione molto ricca
Scavando (neppure troppo a fondo) nei cassetti della memoria sono sicuro che la ritroverete: con il marchio SsangYong, la Actyon – era il 2006 – è stata una delle primissime sport utility con atteggiamento da coupé. Inutile mentire: con quel muso dai tratti squaleschi e quel portellone tagliato con l'accetta, non si poteva considerare un fulgido esempio di stile.
Oggi, la Actyon racconta tutta un'altra storia. Al di là del cambio di marchio – la KGM nasce sempre in Corea, dalle ceneri della SsangYong – l'approccio, in termini puramente stilistici, appare completamente diverso. Lo noti davanti, con una firma luminosa importante, che include i quattro simboli taoisti (gli stessi che campeggiano sulla bandiera della Corea del Sud, che rappresentano aria, acqua, fuoco e terra) e te ne accorgi pure quando la guardi da dietro. Dove puoi ritrovare, vagamente, linee ispirate al mondo Range Rover, o giù di lì. Insomma: 4,74 metri che si lasciano guardare volentieri.
Al di là del full hybrid della prova, a listino figura pure un 1.5 turbobenzina da 163 cavalli con cambio automatico a sei rapporti. Tra l'altro, è disponibile anche con la trazione integrale (preclusa all'ibrido) e, volendo, con l'impianto Gpl. Se l'allestimento – molto ricco – è unico, i prezzi della Actyon termica sono compresi fra i 39.990 e i 41.890 euro, mentre per la versione bi-fuel Gpl occorrono dai 42.090 ai 43.990 euro. Per tutte, garanzia di cinque anni o 100.000 km (che salgono a otto anni/160.000 km per le componenti elettriche dell'ibrida), assistenza stradale inclusa. Ecco la protagonista della prova raccontata nella nostra pagella.