Lexus RZ 550e nel traffico: cosa cambia con yoke e steer-by-wire
Prove su strada

Lexus RZ 550e nel traffico: cosa cambia con yoke e steer-by-wire

Quanto consuma un'auto elettrica negli spostamenti di tutti i giorni? Scopriamolo con la giapponese hi-tech

di Andrea Rapelli | foto di Massimiliano Serra |

Il profilo di missione è semplice: partire dalla redazione, infilarsi nel traffico e affrontare un tragitto non troppo lungo (70 chilometri) ma piuttosto vario per tipologia di percorso – prevede città, statale e pure un po' di autostrada – per capire, nella realtà quotidiana, quanto una macchina elettrica possa essere efficiente. Attenzione: non stiamo mettendo in discussione il metodo Quattroruote, che prevede procedure di prova standardizzate e certificate, l'utilizzo della pista e la professionalità dei collaudatori, elementi che rendono il tutto perfettamente replicabile e confrontabile. Stavolta abbiamo voluto spostare il terreno di gioco nella giungla quotidiana, quella del tragitto casa-lavoro-casa (o dove preferite) con le variabili che ciò comporta, dal clima – per esempio, le elettriche soffrono freddo e caldo – al traffico, che per definizione è estremamente imprevedibile, oltre che mutevole. 

sterza che ti passa

Protagonista di questo test è la Lexus RZ 550e in allestimento F-Sport, che tutti ricorderanno come la giapponese con il yoke, ovvero il volante privo della corona. Il quale non muove il classico piantone, ma invia segnali elettronici ad attuatori che agiscono sulla scatola dello sterzo, senza alcun collegamento fisico. Non è la prima volta che i giapponesi si cimentano in qualcosa di simile (ricordate la Infiniti Q50, che peraltro il piantone lo aveva, come backup?) e l'originalità la noti subito perché il sistema permette di avere, a bassavelocità e in manovra, un rapporto di sterzo iperdiretto. In pratica, non occorre staccare le mani dal volante per arrivare da un fine corsa all'altro. Tutto bene? Sì, però quando lo ruoti velocemente (se stai posteggiando o affronti un'inversione a U) oppure quando lo sterzo è girato in vista di una svolta, diventa difficile trovare con la mano l'indicatore di direzione, visto che ruota insieme al volante. Nelle fasi più concitate capita spesso di azionare i tergi, oppure di toccare senza volerlo i piccoli paddle che gestiscono la rigenerazione. Mica finita: premi il tasto M Mode sul tunnel e, istantaneamente, un rombo (artificiale, ma che non replica, per fortuna, il sound di un motore termico pervade l'abitacolo, mentre i succitati paddle simulano i passaggi marcia: a salire (con una breve ma percepibile interruzione di coppia) e a scalare, con il regen che riproduce il freno motore. Se tale congegno non è indispensabile, su una cosa invece non si discute: le prestazioni della 550e, con due motori e 408 cavalli, sono sostanzialmente stellari per una Suv del genere e consentono di togliersi parecchie soddisfazioni, anche quando gli spazi si fanno ampi. 

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