Prove su strada
Più grande, meno Mini: perché la Countryman oggi può dirsi completa
Versatile e spaziosa, mantiene la guidabilità tipica del brand inglese. Soprattutto nell'allestimento John Cooper Works
Lo scorso anno quasi una Mini su due vendute nel nostro Paese sfoggiava sul portellone la scritta Countryman. Non è un mistero che questo modello piaccia agli italiani, nonostante sia il... meno Mini di tutti, viste le dimensioni decisamente più importanti rispetto alla più classica tre porte. È stato così sin dal debutto della prima serie (sigla di progetto R60), che ci riporta indietro al 2010. All'epoca si parlava di 410 centimetri di lunghezza e oggi, con la terza generazione, siamo a oltre quattro metri e quaranta: misure da segmento C. Altro che mini, come dicevo.
Proprio le accresciute dimensioni regalano a questo modello una spiccata versatilità, potendo riservare pure ai passeggeri posteriori lo spazio (incluso quello per i piedi) che meritano; vantaggio che, in verità, avevamo già apprezzato nella seconda generazione, la F60 del 2016. Fra l'altro, chi siede dietro può regolare l'inclinazione degli schienali (che prevedono un classico frazionamento 40/20/40), mentre la possibilità di far scorrere di 10 centimetri le sedute permette, quando serve, di ampliare la capacità del bagagliaio da 349 a 421 litri effettivi: non male.
Fra i punti di forza della Countryman restano ovviamente le doti di guida e lo stile personale, fuori e dentro l'abitacolo: due must per i clienti del marchio inglese. Prima di analizzare questi aspetti, merita qualche parola l'accattivante schermo Oled al centro della plancia, che la Mini ha lanciato nel 2023: all'effetto wow che cattura lo sguardo appena si sale a bordo abbina l'ottima leggibilità in tutte le condizioni di luce. Da questo display touch si gestisce di tutto, dalla climatizzazione agli Adas, oltre alle modalità di guida. In realtà, la Mini chiama queste ultime Experience, perché non intervengono soltanto su powertrain, sterzo e climatizzazione, ma anche sulla grafica del monitor stesso (con otto possibili configurazioni), che racchiude in sé pure la strumentazione. Per evitare di portare troppo spesso lo sguardo dalla strada al centro della plancia, fra gli optional c'è un piccolo head-up display in plexiglass per tenere d'occhio velocità e indicazioni del navigatore.
Completa la valida posizione di guida un bel volante dalla corona corposa, che nel caso dell'allestimento JCW (John Cooper Works) è rivestita in pelle con parti traforate e impunture rosse. Rosse sono anche le grafiche presenti sulla plancia, rivestita di tessuto, cui si aggiungono le sfiziose luci diffuse da due proiettori (uno per lato) nascosti proprio dietro al display centrale. L'allestimento JCW, disponibile in abbinamento a quasi tutti i motori (fa eccezione solo l'1.5 litri da 122 cavalli della One), si distingue anche per gli avvolgenti sedili con poggiatesta integrati e immancabili inserti rossi.