Prove su strada
Twingo elettrica, la francesina costa poco e supera i 300 km in città - VIDEO
La quarta serie si riallaccia al passato e gioca la carta della simpatia, oltre a quella della praticità. Spigliata e piacevole, si guida bene
Una citycar elettrica ideata, disegnata e progettata in Francia, prodotta in Slovenia (nell'impianto di Novo Mesto, casa dell'utilitaria Renault dal 2007) ma realizzata con il fondamentale aiuto di diversi partner tecnici basati dall'altra parte del globo, in Cina: per la prima volta nella sua vita, la Twingo può serenamente definirsi cittadina del mondo. Grazie all'ACDC (Ampere China Development Center), il Centro ricerche che la Régie ha aperto nel 2024 a Shanghai, la Renault è riuscita a volgere a proprio favore uno degli elementi che più differenziano le case automobilistiche cinesi da quelle europee: la velocità con la quale i pensieri si traducono in azioni. Così, la quarta serie della Twingo è passata dallo schermo del computer alla produzione in soli 21 mesi, un tempo impensabile nel Vecchio Continente.
Renault Twingo: Efficienza
Video
alfabeto colorato
La funzione rappresentativa di questa utilitaria con lo sguardo da furbetta è chiudere (insieme alle compagne Renault 4 e 5) la trilogia delle elettriche che ammiccano al passato termico della Casa. Ciò le riesce alla perfezione, perché s'ispira in modo smaccato alla prima serie, quella del 1992, ma senza apparire grottesca o fuori dal tempo.
Lunghezza di 3,79 metri, cinque porte e quattro posti, nell'albero genealogico della Renault la Twingo s'inserisce alla base della gamma elettrica. Con un listino molto semplice, che risente positivamente delle influenze cinesi: motore anteriore da 82 cavalli, batteria da 27,5 kWh netti e prezzi compresi tra 19.500 (allestimento evolution) e 21.100 euro, ovvero la somma necessaria per la techno protagonista della prova.
Il sottile fil rouge che la lega alla Twingo prima maniera lo ritrovi anche all'interno. Apri la porta e t'accolgono tappetini (90 euro, per essere precisi) che potresti tranquillamente metterti in casa: al di là della fantasia – un originale linguaggio di simboli colorati che è diventato l'alfabeto dell'utilitaria Renault, visibile anche sul padiglione – sono realizzati con una moquette piacevolmente spessa, se consideriamo che poggiano sul pavimento (piatto, anche dietro) di una citycar. Gli arredi? Plastiche rigide, inutile tentare di dissimulare. Ma con alcuni trattamenti (vedi l'effetto bagnato sulla parte superiore della plancia) che smussano un po' tali rigidità, creando un ambiente frizzante, assolutamente non povero. Ancora elementi giocosi: l'immancabile ma azzeccata fascia centrale nel colore della carrozzeria, o il grosso pulsante tondo e rosso dell'hazard – posizionato un po' troppo verso il passeggero, a dir la verità – che ti vien voglia di premere senza motivo, soltanto per vedere l'effetto che fa. Non tutto luccica: è il caso della zona sulla destra del piantone, che ospita leva di gestione della marcia, deviotergi e satellite per l'impianto audio, in questo esatto ordine. In sostanza, nelle fasi concitate è facile toccare involontariamente il comando che non serve.
Rispetto alla 5, la Twingo è più attenta alla vita quotidiana. Oltre a riannodare i fili con il passato, le poltroncine posteriori scorrevoli e indipendenti accrescono la versatilità di un abitacolo che, complice un passo di 249 centimetri, deve giocoforza scendere a qualche compromesso in termini di agio. Raggiunto senza grossi sacrifici: per tragitti non troppo lunghi, si può viaggiare in quattro con una certa comodità, almeno se non superate il metro e ottanta. I finestrini posteriori apribili a compasso costituiscono la rinuncia più grande – più che altro perché sono ormai quasi scomparsi dal listino – mentre all'assenza delle bocchette ci si abitua in fretta, vista l'intimità dell'abitacolo.
Al netto di dimensioni strizzate, dichiaratamente cittadine, la Twingo non si fa cogliere del tutto impreparata quando si tratta di caricare: non tanto per la capacità del vano, compresa fra 189 e 261 litri, quanto per la possibilità di ripiegare a tavolino lo schienale del passeggero anteriore; per poter accogliere, casomai ci fosse bisogno, oggetti lunghi fino a 255 centimetri.