Prove su strada
Sportive contro
“Se gommo tiene”: tre hot hatch, all season e neve sul Col de Turini - VIDEO
Mini Cooper JCW, Toyota GR Yaris, Alpine A110: a tutto gas col santino di Markku Alén attaccato alla plancia
Senza vergogna. Per il piacere di farlo. Esserci mentre i suoni e gli odori del tempo dell’innocenza (dell’auto) fanno riaffiorare ricordi ed emozioni. Le marmitte ticchettano. I freni odorano di freno. Mentre la neve fiocca amplificando questi stimoli, nel surreale silenzio degli ambienti che s’imbiancano. I 24,6 km percorsi per arrivare fin quassù, Col de Turini partendo da Sospel, riemergono (e riemergeranno per sempre) come cartoline da un’avventura di altri tempi. Le correzioni col volante in uscita dalle curve. Le ruote che slittano per la trazione variabile sui variabili asfalti che abbiamo incontrato. La (sempre) iperscrutabile soddisfazione del controllo dell'automobile. La mitologica frase «Se gommo non tiene io come bomba dentro montagna!» che riecheggia a ogni inserimento di una curva più innevata di un'altra. La danza, senza soluzione di continuità, di tre automobili cariche di significato emotivo alle prese con un modo di godersele che, di questi tempi elettrificati, ci sta facendo chiedere se siamo ancora nel posto giusto. O se la nostra passione, il nostro credo, non sia fuori tempo massimo.
In silenzio, senza dircelo, so che tutti noi stiamo pensando la stessa cosa mentre fissiamo le tre auto parcheggiate. E anche per questo è un momento magico. Tre sportive ispirate dai rally, in uno dei posti più iconici della specialità: una Mini John Cooper Works (anteriore), una Toyota GR Yaris (integrale) e una Alpine A110 S (posteriore). Tre modelli-feticcio delle nostre fantasie ormai diventati unicum: pensate che negli ultimi 20 anni i modelli sportivi sono diminuiti di oltre il 70 per cento, col risultato che le auto che ci ritroviamo davanti sono veri e propri unicorni. E qui oggi - forse - lo siamo anche noi.
Michelin CrossClimate 3 Sport: la prova strumentale
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Io, Lorenzo e Alessio, in effetti, abbiamo scelto queste macchine perché ultime rappresentanti di un "sogno possibile". Parliamo di sportive vecchia scuola: niente ibridizzazioni e con un costo – al netto di un panorama automobilistico in cui i prezzi sono d’alta gioielleria – che pare ancora accessibile.
Ancora: hanno caratteristiche tecniche interessanti e originali: la Mini sdoganò la trazione anteriore su larga scala nel 1959, la A110 ancora oggi ripropone l'idea della coupé compattissima con il "tutto-dietro" (soluzione che le valse gloria e fama nelle corse a cavallo tra gli anni 60 e 70) e la GR Yaris rinverdisce il mito delle integrali compatte (rigorosamente incazzate nere) di fine anni 80 e inizi 90. Tutte e tre, inoltre, sono legate a doppio filo con il mondo dei rally (essendo di fatto le versioni sportive derivate o donatrici di quelle "vere") e con queste strade: la Mini, qui, s'aggiudicò tre clamorosi Montecarlo (1964, '65 e '67), l’Alpine due, nel 1971 e '73 (anno in cui vinse il primo titolo WRC della neonata specialità), e la Yaris ha vinto nel 2021, nel '23 e '25, oltre all'ultima edizione di poche settimane fa.
Era inevitabile, insomma, portarle fin qui partendo dalla nostra redazione milanese al grido di “Se gommo tiene […]” (nostra citazione del cuore in redazione quando parliamo di giri veloci in pista, cit. Markku Alén), per toccare con mano il senso della passione che ancora ci lega al mondo dell’auto.
Passione che rivendichiamo e di cui denunciamo, a questo punto, l’eutanasia programmata dalle Case: se pensate che le uniche alternative alla Mini JCW a listino sono state – fino a poco tempo fa – la Ford Fiesta ST e la Hyundai i20 N (peraltro di un'altra categoria, il resto è stato elettrificato), che la GR Yaris è un miracolo in sé (le ultime integrali compatte furono un’edizione limitatissima dell'Audi A1, la Clubsport quattro del 2012 fatta in 333 esemplari; e la S1 del 2014) e che l’Alpine ha trovato terreno di sfida al momento del suo lancio con l’allora uscente Alfa Romeo 4C, diventa sempre più improbo parlare di passione se il costo del biglietto d’ingresso al mondo della sportività a quattro ruote è diventato esoso.
L’opportunità di questa riflessione, in effetti, è arrivata dal test di un nuovo pneumatico quattro stagioni, il Michelin CrossClimate 3 Sport (i cui risultati confrontati con l’equivalente in versione standard trovate nella pagina qui accanto) che mette in campo prestazioni “realistiche” quanto a feedback e piacere di guida per vetture di un certo tipo; questi pneumatici promettono (e hanno oggettivamente offerto) grip concreto in tutte le situazioni (neve e ghiaccio inclusi) e un comportamento compatibile con quello delle estive. Dovevamo provarle su una serie di sportive e lì ci siamo resi conto che il listino, nei termini delle auto a cui ci stavamo rivolgendo, è realmente risicato. Così un giorno ci siamo chiesti: «Perché non mettere insieme ciò che resta di un certo tipo di auto per celebrarle al meglio…». Ed eccoci qui, a quota 1.604 metri. «Beh dai, abbiamo trovato pure la neve»: qualcuno, qui e ora, ha finalmente rotto il ghiaccio di fronte alle tre auto ticchettanti cui facevo riferimento poco fa. Parliamone.
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