L'Audi RS 5 Avant pesa uno sproposito ma va più forte della RS 4. Ecco perché
Prove su strada

L'Audi RS 5 Avant pesa uno sproposito ma va più forte della RS 4. Ecco perché

Quasi 25 quintali di macchina, che però è un'evoluzione. Sia sul dritto, sia in curva. Tutta la verità sulla powerwagon più discussa

di Lorenzo Facchinetti | foto di Massimiliano Serra |

Vado dritto al punto, inutile girarci attorno: la nuova RS 5 Avant pesa uno sproposito e per questo – lei come alcune altre vetture ad alte prestazioni colpite dalla malattia cronica dell'elettrificazione – è stata messa subito in croce. In effetti è un bel paradosso che per risparmiare una manciata di grammi di CO2 sia necessario appesantire con batterie, motori elettrici e cavi arancioni automobili che ne farebbero volentieri a meno – al pari degli ingegneri che le progettano –, costringendo quegli stessi tecnici a fare gli straordinari inventandosi soluzioni complesse affinché quella massa sia avvertibile il meno possibile da chi guida. Un circolo vizioso, di fatto, dove il tema centrale non è tanto il numero di chili che ci si deve portare appresso, ma la maniera in cui sono gestiti e, di conseguenza, percepiti.

Per dare una misura, fra la precedente RS 4 Avant e l'attuale sostituta, ballano qualcosa come 575 kg: da 1.914 a 2.489 in condizioni di prova (al risultato della bilancia aggiungiamo cento chili tra collaudatore e strumentazione). Eppure, il nuovo modello frena meglio, va più forte sul dritto ed è pure più veloce in pista. Stregoneria? No, è semplicemente il frutto dell'escalation di tecnologia che, volenti o nolenti, la fa da padrona oggi. Bisogna elettrificare? Ok, allora su con le potenze (il 2.9 V6 biturbo passa da 450 a 510 cavallI) e il motore elettrico, dato che c'è, usiamolo non soltanto per fare chilometri a emissioni zero (qui, nella fattispecie, se ne fanno in media 71) ma per accrescere la cavalleria totale, che arriva a quota 639 con 825 Nm di coppia. In questo modo si salvano – o addirittura si migliorano – le prestazioni longitudinali. Poi, però, arriva il tema dell'handling.  

La domanda che tutti si pongono, lecitamente, è quanto sia avvertibile tale massa e quanto influisca sull'agilità. Un punto che, banalmente, dev'essere stato in cima alle priorità da smarcare a Ingolstadt. Ordine del giorno: costruire l'impalcatura giusta per sostenere al meglio tale massa. Ecco allora carreggiate allargate di cinque centimetri, un'impronta a terra micidiale (285/30 sulle quattro ruote), sospensioni riviste e, non ultima, una trazione capace di far voltare come si deve la RS 5. Rigorosamente integrale, manco a dirlo, con un differenziale centrale rapido nel gestire la coppia fra i due assali e un inedito sistema elettromeccanico al posteriore, che attua torque vectoring e, all'occorrenza, consente di guidare questa Audi come fosse una trazione posteriore. 

Per visualizzare questo contenuto nel migliore dei modi ti suggeriamo
di aggiornare il tuo browser all’ultima versione disponibile.

Aggiorna il browser