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Museo PaganiTutte le auto di Horacio - FOTO GALLERY

 

Volete una dritta su un piccolo museo da andare a visitare nel modenese? Riportiamo qui sotto la chiacchierata che abbiamo fatto con Horacio Pagani a proposito del suo, che si trova in via dell’Industria a San Cesario sul Panaro. Aperto da lunedì a sabato, ospita le migliori creazioni dell’argentino e la mitica Lamborghini Countach Anniversary, “L’auto che mi affermò”, come tiene a precisare ogni volta che si parla di lei. Lo abbiamo incontrato in occasione di un’intervista che troverete pubblicata, a partire dal 12 aprile, sul nuovo numero di TopGear (numero 114), fascicolo dedicato alla Motor Valley. Qui un passaggio del nostro rendez-vous in cui ci racconta il suo museo (qui tutte le info per visitarlo).

Cosa si sta muovendo, di nuovo, intorno all’area della Motor Valley?

È stato dato vita a qualcosa che in Germania esisteva già da tempo, ovvero un circuito turistico virtuoso capace di sfruttare realtà ben conosciute all’estero per promuovere i patrimoni della zona. Pensate a quello che c’è: le fabbriche di automobili, i musei. Immaginiamo un flusso di circa 30 mila visitatori l’anno 
solo attorno al nostro museo. Quello della Ferrari, da solo, è visitato da oltre 600 mila persone l’anno. Il modello tedesco, sotto questo punto di vista, è vincente: se vai a vedere il museo della Mercedes, vai anche a vedere quello della Porsche… sei arrivato fino a lì. Succederà lo stesso anche qui, dove ci sono realtà come la Ducati - che fa parte comunque di questo mondo - la Dallara… Qui, c’è anche un contorno ricco di cultura che va ben al di là dell’automobile; come l’aspetto culinario, per esempio: la zona del modenese è riconosciuta - persino dagli italiani - come un posto dove si mangia bene; immaginate gli stranieri… Sarà importante che l’Emilia Romagna si attrezzi con soluzioni ricettive in grado di supportare tutto questo e non ho dubbi in merito. La cordialità della gente è una risorsa ulteriore del territorio.

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Nel museo è esposta una parte di quello che hai realizzato. Perché non c’è una C12?

La rifaremo, abbiamo tutte le parti: si tratta della ‘telaio n.1’, quella che usai per i crash test. Sto anche mettendo da parte i pezzi che serviranno a realizzare la prima C12 Roadster, sulla base del ‘telaio n. 4’, anche lui messo da parte dopo le prove di crash. La C12 coupé sarà color oro, perché inizialmente avevo scelto quella tinta per la primissima Zonda. Quella che tutti ricordano a Ginevra, nel 1999, era grigia, ed era basata sulla ‘telaio n. 5’.

Come sarà organizzato il museo?

Quella che i visitatori possono vedere ora è un’esposizione provvisoria. Al completamento del progetto Museo Pagani manca in verità ancora un po’. Avremo un piccolo teatro, sulla falsariga di quanto già visto nel museo Casa Natale Enzo Ferrari, per raccontare tutta la nostra storia. Ho montagne di disegni, progetti fatti ai miei tempi della Lamborghini. Ho tenuto tutto: tanta, tanta roba bella da vedere. Perciò ci saranno le macchine, ma anche la parte storica. Già solo la raccolta dell’Argentina sarà interessante.

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Come si potrà accedere?

Stiamo lavorando a diverse forme di visita. Ci sarà la possibilità di entrare liberamente: si potranno indossare delle audioguide per scoprire la storia di ogni oggetto esposto; avvicinandosi, partirà la registrazione. Poi ci saranno i tour guidati nella fabbrica: visita al museo e alla linea di montaggio, per vedere dal vivo come vengono montate le nostre auto, guardare da vicino ogni singolo componente. E quando sarò in azienda sarò lieto di poter parlare con i visitatori. Ancora: ci sarà un terzo format di visita, più completo. Gruppi selezionati potranno parlare direttamente con i nostri dipendenti, toccare con mano le auto…

Chi potrà accedere a questo livello?

Basterà iscriversi in una sezione speciale del sito che stiamo introducendo. In questo caso si tratterà di visite più orientate ad aziende, banche e altre imprese: sempre più realtà di questo genere ci stanno chiedendo la disponibilità per servizi di questo tipo. Abbiamo avuto un incontro molto bello con gli organizzatori del Forum Ambrosetti: hanno portato qui a San Cesario una trentina di imprenditori di altissimo livello. Poi abbiamo fatto una tavola rotonda e abbiamo pranzato nella nostra sede. Splendida esperienza.

Marco Pascali