Industria e Finanza

Silk-Faw

Changchun, Italia

Capitali sino-americani e talenti italiani (della partita anche mostri sacri dell’auto tricolore) per progettare e produrre, in un’avveniristica sede in costruzione a Reggio Emilia, un bouquet di sportive a zero emissioni. Così i cinesi sbarcano nel cuore della Motor Valley

di Roberto Lo Vecchio |

In questo articolo

  • Tra le tante iniziative della Repubblica popolare che hanno l’Europa nel mirino, ce n’è una che spicca sulle altre perché non si limita a considerare il Vecchio continente un mercato interessante, ma intende portarvi design, progettazione e addirittura produzione. È la Silk-Faw, joint-venture tra la società di engineering americana Silk-EV e il costruttore cinese Faw. E, di tutte le possibili location, ne ha scelta una in Italia, nella magica Motor Valley.
  • La decisione del luogo in cui costruire la sua avveniristica sede, alle porte di Reggio Emilia, dice già molto sul progetto: un range di modelli luxury e premium, che beneficeranno del know-how artigianale diffuso nel territorio e del sapere accademico della Motorvehicle University of Emilia Romagna. E il management reclutato per l’impresa ne conferma le ambizioni, con nomi di spicco dell’automobile tricolore, da Roberto Fedeli a Walter de Silva.
  • Se i piani di realizzazione del complesso saranno rispettati, il primo modello uscirà dalla nuova fabbrica nel 2023. Si tratta di una hypercar ibrida, equipaggiata da un V8 biturbo e tre unità elettriche, che lavorano all’unisono per sprigionare 1.400 cavalli. Muso corto, coda lunga, design pulito, tiratura limitata, prezzo vicino ai 2 milioni di euro, la S9 – così si chiama (il marchio non è ancora stato svelato) – sarà un unicum. Il resto della gamma sarà solo elettrico

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