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Tieni l'auto in forma

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Conservare l'auto in piena salute è uno degli aspetti determinanti per non incrementare i consumi. I filtri dell'aria e del carburante sporchi, alla lunga, riducono l'efficienza del motore. Poi ci sono i pneumatici, con la solita raccomandazione di gonfiarli bene. Oltre a una questione di sicurezza, con la pressione sbagliata (che incide su frenata e stabilità) entrano in ballo pure i consumi: basta soltanto qualche decimo di bar in meno del consigliato per aumentare la resistenza all'avanzamento e, quindi, i consumi. Il grafico è esplicativo: se la giusta pressione è 2,4 bar, e voi viaggiate a 1,6, le percorrenze calano anche dell'8%.

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Niente disastri aerodinamici

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La resistenza all'avanzamento, da cui deriva l'energia richiesta all'auto per andare avanti, è determinata dai pneumatici, dalla meccanica e dall'aerodinamica. Basta poco infatti, sappiatelo, per peggiorare drammaticamente il Cx della vostra auto. Qualche esempio? Soltanto le barre portatutto possono peggiorare i consumi del 7,5% circa e un box da tetto, di quelli ben studiati sotto il profilo aerodinamico, del 16%. Se poi si arriva agli estremi, quelli ammirabili talvolta in autostrada durante gli esodi estivi, l'aumento del consumo può arrivare quasi al 40%, una notevole botta al portafogli.

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Attento al clima

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Se il riscaldamento in auto è un bene gratuito, l'aria fresca ha un costo. Il climatizzatore impiega un compressore, che viene azionato dal propulsore, richiedendo un assorbimento di potenza fino a 5 kW, con un aumento del consumo che si aggira attorno al 10%. Questo non significa che dobbiamo sudare, ma utilizzare l'impianto con più attenzione può portare benefici: disattivate il compressore quando non è così necessario raffreddare o deumidificare, con le funzioni Eco previste in quasi tutti i sistemi; dopo una sosta al sole, aprite i finestrini per far uscire l'aria calda, mentre il clima lavora al massimo, e poco dopo richiudete e inserite il ricircolo, per limitare la massa d'aria che dev'essere raffreddata.

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Smartphone docet

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Strumento pressoché indispensabile per il nostro quotidiano, lo smartphone può essere una manna per ridurre la spesa di carburante. In primo luogo, con le app che tengono costantemente monitorato il prezzo del combustibile delle stazioni di rifornimento. Utilizzandone una, magari si scopre che a pochi passi da casa, o lungo il tragitto per il lavoro, c'è un distributore più conveniente del solito: basta digitare  "prezzi carburante" nell'app store del vostro telefono per trovarne a decine. Ancora, utilizzate sempre le app di navigazione con situazione del traffico in tempo reale (Google Maps e Waze le migliori), anche se conoscete il tragitto. Possono fare evitare code o rallentamenti che farebbero bruciare inutilmente carburante.

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Sfrutta il navigatore

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La navigazione gioca un ruolo fondamentale nel caso delle vetture ibride plug-in, e l'abbiamo dimostrato in occasione di un test sul campo (vedere Quattroruote di marzo 2021) fra un'Audi e una Mercedes. Impostare la destinazione, anche se è nota, può far risparmiare carburante perché il sistema, analizzando il tragitto, è in grado di scegliere i momenti più opportuni per far lavorare soltanto il motore elettrico, per esempio nei tratti urbani. Durante il test, fra navigazione spenta o accesa, il risparmio sui costi (di benzina ed energia elettrica) ha raggiunto l'11-12%.

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Se prevedi, risparmi

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Già da qualche tempo la cosiddetta guida predittiva è implementata su parecchi modelli di fascia alta. Sfruttando i dati cartografici, il sistema suggerisce il momento più opportuno per rilasciare l'acceleratore e veleggiare verso una rotatoria o uno stop. Anche in assenza di questi sistemi, per risparmiare carburante basta assumere la medesima mentalità: guardare avanti e prevedere le mosse del traffico, per evitare bruschi rallentamenti e ripartenze. In questo modo, se in lontananza si scorge un semaforo che sta per diventare rosso, o una qualsiasi altra situazione in cui occorre rallentare, è bene rilasciare con largo anticipo il pedale dell'acceleratore e sfruttare l'inerzia, anziché procedere a gas spalancato e frenare bruscamente. Lo fanno anche i piloti di Le Mans con i prototipi ibridi per recuperare energia: in gergo, è la manovra del "lift and coast". Dunque, non sentitevi delle lumache…

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Accelera con criterio

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Questo consiglio può sembrare banale, ma non lo è affatto. L'uso del pedale dell'acceleratore, con la conseguente apertura della farfalla, andrebbe considerato alla stregua di un rubinetto dell'acqua. Uscire da una curva con un filo di gas, oppure con il pedale a fondo corsa, determina un aumento spropositato dei consumi, con risultati – in termini di velocità – talvolta trascurabili. Fateci caso, se avete una vettura con indicatore istantaneo di consumo. Accelerare in maniera fluida e progressiva fa miracoli e non impatta così tanto sulla velocità.

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Non mettere in folle

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Sempre in materia di cambio manuale, non fate l'errore di credere che procedere senza il rapporto inserito, in pianura oppure in discesa, faccia consumare meno. Con il motore in folle, infatti, la farfalla resta aperta e il carburante passa comunque; con la marcia innestata, in fase di rilascio, la funzione cut off  interrompe invece il flusso. Mito sfatato. Tra l'altro, qui entra in ballo anche la sicurezza: usare la folle in discesa non permette di sfruttare il freno motore e ciò impatta parecchio sulla resistenza e sull'affaticamento dei freni. Inutile dire che in questa situazione bisogna procedere con marce basse e vedrete che ci guadagneranno sia i consumi sia l'impianto frenante. Nonché la vostra sicurezza.

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Occhio al cambio

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I sempre più diffusi automatici hanno logiche di funzionamento che possono privilegiare i consumi, perciò il margine d'intervento del guidatore è limitato. Ma nel caso del cambio manuale, utilizzare bene la leva può fare una grande differenza in termini di consumo. I motori sono più efficienti quando lavorano a determinati regimi, dunque sta a noi garantire che la lancetta del contagiri sia sempre nella fetta più redditizia. È bene quindi cercare di passare appena possibile al rapporto superiore: basti pensare soltanto che, a una velocità costante di 60 km/h, in terza marcia si consuma circa il doppio rispetto alla sesta.

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Fidati di lui

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Sì, quel tastino che magari non avete mai usato, che permette di cambiare le modalità di guida, può tornare utile. Parecchie vetture dispongono della modalità Eco, che ingaggia una strategia mirata al contenimento dei consumi: riduce il lavoro del compressore del clima, varia la mappatura del pedale dell'acceleratore rendendolo meno reattivo e, in presenza di cambio automatico, passa a logiche di funzionamento che privilegiano l'efficienza. Nel caso delle elettriche, la modalità Eco spesso interviene in misura ancora più massiccia, limitando anche la potenza del motore.