Negli anni 80 l'Audi è stata protagonista assoluta nel Mondiale Rally Gruppo B, nonché pioniera delle vetture a trazione integrale che rivoluzionarono la categoria. Per contrastare l'ascesa della Peugeot, che con la 205 Turbo 16 portò soluzioni innovative e vincenti, Ingolstadt lanciò nel 1984 la Quattro Sport, versione "corta" della Quattro standard. Ecco il test condotto da Quattroruote nel maggio di quell'anno.  

Dovendo giudicare una Gruppo B, ossia una macchina prodotta in serie limitatissima e destinata esclusivamente alle competizioni e ai pochi appassionati che se la possono permettere, si è portati ad adottare un metro di valutazione differente da quello utilizzato per le auto normali. Istintivamente si parte dal presupposto che questo genere di vetture sia un ibrido con meccanica prettamente corsaiola e allestimenti essenziali per dare l'impressione di potersi adattare anche all’uso quotidiano.

Estetica perfetta. In tal senso la Quattro Sport è sostanzialmente differente, per esempio, dalla Lancia 037: la sua carrozzeria (costruita dalla Baur) è finita in maniera impeccabile, i sedili in pelle e velluto sono quasi lussuosi e la plancia ha tutte le caratteristiche di quella di una gran turismo di classe. Tale cura può sembrare quasi eccessiva nel caso dei sedili posteriori finiti come gli anteriori ma inutili (dato che non c'è praticamente spazio per le gambe), ma bisogna considerare che pur sempre è una vettura da 150 milioni. La stessa perfezione estetica è riscontrabile nei particolari della complessa e sofisticata meccanica: aprendo il cofano sorprende l'ordine e la razionalità con cui sono disposti tutti gli elementi dei sistemi di alimentazione, di raffreddamento e il gruppo turbocompressore con il sistema di regolazione. A parte il nuovo chassis, più compatto e leggero di quello della Quattro normale, la novità sostanziale sta nell'inedito motore a quattro valvole completamente in lega leggera; la testata mantiene in pratica il medesimo schema di quella destinata al quattro cilindri 1,8 litri che verrà montato prossimamente sulla Scirocco; l'alimentazione è a iniezione elettronica e la potenza massima, con una pressione di alimentazione di 2,05 bar, è di 300 CV.

Progressione entusiasmante. Le sue caratteristiche sono spiccatamente sportive quanto a erogazione di coppia (la pressione massima di alimentazione si ha solo a partire da 4.000 giri/minuto), senza però i difetti tipici dei propulsori molto spinti. A una certa "povertà" di potenza ai bassi regimi fa riscontro un'ottima regolarità lungo tutta la gamma di regimi e una progressione entusiasmante 4.000 a 7.000 giri/minuto. La rumorosità non è affatto da vettura da corsa, ma contenuta nei limiti di una normale granturismo; questo fatto, unito alle caratteristiche dei sedili e, in generale, all'ambiente dell'abitacolo, rende la vettura sorprendentemente confortevole considerando la sua destinazione esclusivamente agonistica. Un'altra caratteristica "turistica" è la manovrabilità del cambio, morbida e docile come nelle Audi normali, ma forse poco adatta a una supersportiva.

Senza limiti. Difficile parlare di tenuta e comportamento, tanto sono alti i limiti di questa Sport: le prestazioni elevatissime, le caratteristiche delle sospensioni e dei pneumatici (racing) e la trazione integrale schiudono una dimensione completamente diversa da quella cui è abituato il normale automobilista. La straordinaria accelerazione, scandita dal soffio della valvola wastegate a ogni cambio marcia, porta rapidamente a velocità superiori ai 200 km/h senza che il pilota se ne renda conto. Precisione e prontezza di risposta sono le caratteristiche che più si apprezzano nello sterzo servoassistito (vale la pena di ricordare che fra le protagoniste del mondiale rally soltanto l'Audi ha questo dispositivo). I freni sono naturalmente eccellenti con in più il margine di sicurezza conferito dal sistema antibloccaggio ABS: l'enorme aderenza dei larghi "racing" consente decelerazioni incredibili con una stabilità perfetta. In curva alla notevole tenuta laterale si accompagnano una stabilità e una indifferenza ai comandi dell'acceleratore sorprendenti. L'impressione è di una facilità e docilità di guida insospettabili per una granturismo di tali prestazioni, che permettono di trattare con confidenza tutta la potenza disponibile.

prestazioni da fuoriclasse e tanta tenuta

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Le differenze della Quattro Sport, conosciuta anche come Quattro corta, rispetto alla precedente versione lunga si vedono e si sentono. Ecco le principali