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A Ginevra 208 HYbrid FE e 2008 HYbrid Air

Pubblicata il 18/02/2013 | tag: Peugeot, Salone di Ginevra, Peugeot 208, Peugeot 2008


Peugeot Peugeot 208
Peugeot Peugeot 2008

Al Salone di Ginevra la Peugeot presenterà in anteprima mondiale le varianti ibride della piccola 208 e della crossover 2008, chiamate rispettivamente HYbrid FE e HYbrid Air, e basate su tecnologie differenti. La prima, secondo quanto dichiara la Casa, è in grado di contenere le emissioni di CO2 entro i 49 g/km (la metà rispetto alla 1.0 VTi), pur offrendo uno 0-100 in 8 secondi netti, valore vicino a quello della nuova 208 GTi.

La 208 HYbrid FE. La vettura, ancora allo stadio di prototipo, anticipa comunque una futura versione di serie dalle caratteristiche analoghe. La 208 HYbrid FE, particolarmente curata dal punto di vista aerodinamico, pesa 200 kg meno di una 208 tradizionale, grazie all'ampio uso di materiali compositi e policarbonato. La sua meccanica ibrida si basa sul 1.0 VTi tre cilindri da 68 CV, abbinato a un cambio robotizzato. Non mancano nel pacchetto gli pneumatici con bassa resistenza al rotolamento e i cerchi dal design ottimizzato per ridurre la resistenza aerodinamica.

La 2008 HYbrid Air. Profondamente diversa la tecnica della 2008 HYbrid Air, che sfrutta invece il nuovo sistema ibrido con motore ad aria compressa presentato dal Gruppo Psa nelle scorse settimane, durante l'Innovation Day. L'unità è abbinata al 1.2 VTi tre cilindri da 82 CV e viene alimentata da due serbatoi: il primo, ad alta pressione, è sistemato longitudinalmente nel tunnel, il secondo, a pressione più bassa, trova invece posto sull'asse posteriore. Grazie a questo layout, secondo la Casa, la HYbrid Air offre lo stesso spazio a bordo delle altre motorizzazioni della 2008. La versione ibrida può funzionare secondo tre modalità: Air - a zero emissioni -, Petrol, e Combined. I valori di consumi ed emissioni si attestano rispettivamente a 2,9 l/100 km e 69 g/km di CO2.

La 208 T16. A margine delle novità verdi, troverà spazio anche un'altra variante della 208, destinata alle competizioni: anticipata da un prototipo al Salone di Parigi (e dalla variante con omologazione R2, già sui campi di gara), a Ginevra sarà presente il modello elaborato per la categoria R5, che rispolvererà una storica denominazione. La 208 T16, erede della 207 S2000, è attualmente in fase di test, in vista del debutto agonistico.

Fabio Sciarra


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19 commenti



  1. Avatar utente
    Gerardo Cavilli | Torino
    18 febbraio 2013 alle 14:51

    sarà la ibrida più scontata del mercato ....a Novara...ahahahah

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    Vin Leo | Parigi
    18 febbraio 2013 alle 16:11

    Quando Trento era diventata la provincia più economica per immatricolare le auto, molte società di noleggio si erano trasferite la. Ora vorrà dire che tutti andremo a comprare le auto a Novara........ (-_-)

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    Franco Mauri | Desenzano del garda
    18 febbraio 2013 alle 15:38

    Ibrido ad aria. Caspita. Stai a vedere che, dopo le battute che si fanno da decenni sul fatto che "ci tasseranno anche l'aria che respiriamo" se sti prototipi funzioneranno e avranno produzione di serie, la battuta appunto diventerà realtà. Peugeot, per favore, lascia perdere. (scherzo eh)

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    Paolo Nocco | Milano
    18 febbraio 2013 alle 19:50

    Sarò ignorante, ma fatico a capire come funziona un motore ad aria compressa. Non si consuma energia per comprimere l'aria? Da dove si prende l'energia per comprimerla? Mi sembra un altro "vettore energetico", come l'idrogeno, che in sostanza è ecologico col piffero visto che per produrlo serve energia (spesso da fonte fossile).

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    Luca Pozzo | Torino
    18 febbraio 2013 alle 20:55

    Ma infatti ha in parte colto bene il punto l'utente qui sotto. Stanno tirando fuori prototipi prima di tutto per giustificare i 7 miliardi di aiuti statali. In parte camuffati da disincentivo al licenziamento, in parte camuffati da incentivo alla ricerca. Qualche settimana fa Varin ha fatto il teatrino di mostrare un po' di idee ai giornalisti, poi han scelto quale portare a Ginevra

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    Tizio Caio | Milazzo
    19 febbraio 2013 alle 11:30

    Si utilizza l'energia cinetica durante le fasi di frenata che altrimenti andrebbe dispersa in calore dai dischi dei freni. Il motore in questa fase funziona da compressore e ricarica la bombola con aria aspirata dall'esterno. In accelerazione funziona al contrario e contribuisce a erogare potenza alle ruote sostituendosi in tutto o in parte al motore tradizionale.

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    Paolo Nocco | Milano
    19 febbraio 2013 alle 13:19

    Grazie per la spiegazione! Quindi c'è una sottospecie di Kers che fornisce energia necessaria per la compressione dell'aria. Immagino che l'autonomia ad aria sia direttamente proporzionale alla grandezza della bombola in cui l'aria compressa è stipata e che sia necessaria molta aria compressa per far muovere il mezzo, quindi che non si possa fare molta strada air only. Magari sbaglio.

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    Chicco Checcati | Rio
    6 marzo 2013 alle 11:47

    L'aria viene prodotta dalle frenate; invece di agire sui dischi freno azioni un compressore che comprime l'aria nelle bombole, un po come fa il motore elettrico utilizzato come dinamo sulla Prius nelle frenate. Considera che in frenata hai enormi quantità di energia da immagazzinare in pochi secondi, le batterie sono inefficienti perché preferiscono una ricarica lenta con piccole quantità ...

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    Chicco Checcati | Rio
    6 marzo 2013 alle 11:53

    viene quindi generato calore (perdita energia) e rischi di far esplodere le batterie se non adeguatamente controllate dall'elettronica. Con un compressore ad aria non hai di questi problemi, puoi stoccare molta energia in poco tempo. La stessa pompa viene utilizzata "al contrario" per spingere l'auto agendo sull'epicicloidale come per la Prius. Praticamente si hanno gli stessi vantagg di una Prius

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    Chicco Checcati | Rio
    6 marzo 2013 alle 11:56

    ma con un peso minore (le batterie e motore elettrico pesano più dei serbatoi e compressore aria), ed al costo di un compressore d'aria o poco più. La Prius diventerà sorpassata non appena uscirà in commercio l'Hybrid Air. E' da anni che esiste questo sistema alternativo, montato da UPS nella versione pneumo-idraulica sui furgoni. E' più economico, leggero e funzionale! Ben venga!

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    Cirn Pomcin | Amblar
    18 febbraio 2013 alle 20:06

    il gruppo psa stà cercando di nascondere i dati economici con una messe di novità. il problema è che se vuoi diventare un marchio quasi premium non puoi permetterti notizie su un tuo prossimo fallimento. a parità di costo chi comprerebbe una ds al posto di un'audi? o una peugeot al posto di una vw?

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    Luca Bondi | 32100
    18 febbraio 2013 alle 23:06

    chi comprerebbe una Peugeot al posto di una vw? Io! Ho sempre avuto Peugeot e mi sono sempre trovato benissimo. La mia vecchia 206 coupe cabrio dopo 12 anni sembra ancora nuova! Per ragioni di spazio ho comperato un mese fa una volkswagen touran 1.4 TSI Highline, presa nuova. che dire? É molto silenziosa e va bene, ma é come guidare un frigorifero.....zero emozioni, zero sensazioni.....

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    Gianluca D'arcadia | Ingegnere | Latina
    19 febbraio 2013 alle 09:51

    Non capisco tutti questi commenti negativi su PSA. Io aspetterei di vedere i risultati su strada di questa nuova soluzione prima di bocciarla. In fondo esistono già servoassistenze con circuiti pneumatici per ampliare una forza lineare (es.la frenata, o la sterzata). Avere una servoassistenza pneumatica "rotativa" sull'albero motore in abbrivio potrebbe non essere fantascienza.