Scenari

Il futuro degli stabilimenti

Che fine farà Cipputi?

Da Mirafiori a Melfi, passando per la Via Emilia, Cassino e Pomigliano, ecco la radiografia e le prospettive dell'industria automobilistica nazionale alla vigilia dell'era elettrica. E quelle di un ceto operaio che del nostro Paese ha fatto la storia

di Roberto Lo Vecchio e Rosario Murgida |

IN QUESTO ARTICOLO

  • Da circa 60 mila occupati negli anni 60 a 2.700 lavoratori impegnati nell'assemblaggio di automobili oggi: lo stabilimento di Mirafiori, la fabbrica per eccellenza nel suo valore storico, è lo specchio delle trasformazioni epocali dell'industria motoristica, non solo italiana.
  • Sugli effetti della globalizzazione, ora si innestano i timori legati all'ultima rivoluzione - la transizione elettrica - destinata a eimpattare soprattutto sui componentisti. Si stima che nel solo settore dei motori l'occupazione sia destinata a passare da 74 mila lavoratori (2020) a 14 mila nel 2035.
  • Ma non ci sono soltanto tinte fosche nel futuro degli impianti italiani: in questo servizio, le prospettive legate all'avvio della produzione dei veicoli a zero emissioni e alla sfida della riqualificazione di fabbriche e operai. Come nel caso di Termoli, prima gigafactory del Belpaese.

 

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