Livello di protezione: altissimo. Sul modello Fiat che andrà a rimpiazzare la 500X nella gamma del costruttore subalpino ben poco finora è trapelato, se non che è uno dei debutti più attesi dei prossimi 18 mesi. Neppure la data di esordio è ancora certa: sul mercato, questo lo si sa, arriverà nel 2023. Tuttavia, potrebbe già lasciar cadere i veli sul finire del 2022: noi abbiamo scommesso su questa eventualità e l’abbiamo inserita nel nostro Q Novità 2022, l’allegato in edicola gratuitamente con Quattroruote di gennaio dedicato a tutti i modelli in arrivo nel corso dell’anno: ovviamente tra le Top Ten, le dieci auto che secondo la redazione sono destinate in qualche modo a lasciare un segno nel calendario.

Fine del digiuno. La nuova Suv compatta Fiat è così importante per svariate ragioni: intanto, è il primo modello totalmente inedito dopo un lungo periodo di digiuno di debutti assoluti per il marchio italiano, interrotto soltanto dalla nuova 500. E poi questa crossover di fascia B non soltanto prende il posto di un’automobile di successo come la 500X, ma rappresenta anche l’inizio del nuovo corso industriale all’interno del gruppo Stellantis: sarà infatti uno dei primi modelli - assieme alla Jeep che rimpiazza la Renegade e a un’inedita crossoverina Alfa Romeo - a nascere sulla piattaforma francese Cmp, la stessa per capirsi che sta sotto alle Peugeot 208 e 2008, nonché alle cugine Opel Corsa e Mokka, nonché alla DS 3 Crossback. Con l’aggiunta dei tre modelli in quota ex-FCA salgono così a otto le macchine che condividono questa architettura modulare, con evidenti vantaggi per il gruppo in termini di ammortamento dei costi di sviluppo. Per il cliente il risvolto più interessante consiste nella più ampia libertà di scelta: la Cmp, infatti, è un pianale multi-energia, che prevede motori endotermici benzina e diesel e, nella variante e-Cmp, propulsione 100% elettrica.

Autonomia elettrica. Dunque, la B-Suv in agenda per il 2023 sarà pure la prima Fiat (anche) a batteria dopo la Nuova 500. Il taglio degli accumulatori ricalcherà presumibilmente quello delle versioni a zero emissioni di 2008 e Mokka, di circa 50 kWh, con un’autonomia che si aggirerà sui 300 chilometri nel ciclo Wltp. La produzione di questa variante sulle stesse linee delle versioni a combustione consentirà a Stellantis di variare il mix tra elettrico ed endotermico in accordo con le fluttuazioni della domanda. Le linee in questione si trovano in Polonia, per la precisione nello stabilimento ex FCA di Tychy, dove vengono attualmente prodotte la 500 endotermica e la Lancia Ypsilon. L’impianto è in corso di ristrutturazione per ospitare l’apparato di assemblaggio della Cmp.

Identità in costruzione. L’ambito in cui il "controspionaggio" di Stellantis è stato finora più attivo riguarda quello dell’aspetto della futura crossover. Le nostre fonti sembrano concordi nel validare l’idea che la vettura abbandonerà quella familiarità con la 500 che caratterizzava il modello corrente e ne giustificava il nome, con l’aggiunta di quella X a connotarne immediatamente la natura rialzata e un po’ avventurosa, consacrata dalle versioni a quattro ruote motrici, peraltro ormai uscite dal listino (appuntatevi questa circostanza, perché ci ritorniamo sopra tra pochissimo). Dunque, va da sé che il nuovo prodotto non si chiamerà più 500X e risponderà a una nuova identità Fiat, un po’ tutta da costruire. Che cosa sappiamo? Finora soltanto che, nel definire questa identità, si punterà sull’aspetto sbarazzino e giocoso, ma anche pratico e ingegnoso, che appartiene alla storia del marchio nel settore delle utilitarie e delle compatte. A fornire un’ispirazione estetica potrebbe essere la concept Centoventi, presentata al Salone di Ginevra del 2019. Noi ne abbiamo utilizzato alcune suggestioni per la nostra ricostruzione, come il motivo orizzontale sul montante posteriore (che richiama anche quello della Peugeot 2008) e il design di luci e frontale. In assenza, per ora, di muletti su strada che convalidino o smentiscano le nostre scelte, è chiaro che si tratta di una serie di ipotesi, basate su un ragionamento, sì, ma senza alcuna pretesa di accuratezza.

La Fiat 500X, lanciata nel 2014, è costruita nello stabilimento di Melfi, in Basilicata, assieme alla Jeep Renegade, con la quale condivide la piattaforma B-Wide. Con il 2021 è entrata nell'ottavo anno di vita

Taglie personalizzate. Se l’aspetto definitivo dell’auto è ancora confinato in un ambito speculativo, diverso è il discorso quando si parla di dimensioni e caratteristiche. Oggi la 500X (come anche la Jeep Renegade) si aggira su una lunghezza di 4 metri e 25 centimetri. Dal momento che il nuovo modello prenderà il suo posto in gamma, sarebbe logico attendersi una taglia molto simile. Con l’adozione della nuova piattaforma, però, ci sarà per la prima volta l’opportunità di differenziare leggermente le taglie relative delle tre sorelline: così potremmo avere una Renegade che ricalca le dimensioni attuali, se non addirittura accresciute, e una Fiat Suv, invece, che potrebbe dare voce a una vocazione più compatta e urbana, nella guisa della Opel Mokka che, con i suoi 415 centimetri, e assai più corta della sorella Peugeot 2008 (430). In questo caso manterrebbe un passo vicino ai 2 metri e 57 dell’attuale 500X. Se invece le dimensioni dovessero avvicinarsi di più a quelle della Suv compatta del Leone, anche la distanza interasse risulterebbe incrementata a 2,61.

Integrale: sì, forse, ma… L’architettura Cmp prevede motore anteriore trasversale, sospensioni Macpherson all’avantreno e ponte torcente al posteriore. Ed eccoci al tema della trazione, che, come è noto, sulla piattaforma francese non può essere integrale. Fino a un annetto fa, questo sarebbe stato un tema sensibile soprattutto in casa Jeep, dove sarebbe impensabile non offrire una versione "trail rated", cioè con il sigillo della "capability", delle doti fuoristradistiche. In realtà, come si accennava, sulla 500X le quattro ruote motrici non sono più disponibili, mentre la Jeep Renegade offre l’assale posteriore elettrico nella versione plug-in Hybrid 4Xe. Ora, la Cmp non prevede neppure il sistema ibrido ricaricabile, ma alle versioni endotermiche affianca l’opzione "battery only". Nell’applicazione attuale, sui modelli francesi, c’è soltanto la trazione anteriore, ma nulla vieta di ipotizzare un layout specifico con due unità elettriche per asse, dedicato a Jeep. Resta da capire se tale schema verrà adottato anche dalla B-Suv a marchio Fiat.   

La Jeep Renegade, sorellina della 500X, sarà anch'essa sostituita da una Suv compatta che uscirà dalle linee polacche di Tychy. Anzi il modello Jeep sarà il primo a fare la sua comparsa, sul finire del 2022

Un fantasma sullo sfondo. Per quanto riguarda le unità termiche, si può soltanto fare qualche ipotesi. È facile che dalla Francia possa arrivare l'1.5 BlueHDi da 110 e 131 CV, mentre dalla galassia ex-FCA pare probabile la conferma dei recenti 1.0 e 1.3 turbobenzina FireFly. L’abbinamento sarà con i cambi manuali a sei marce e con l’automatico a otto, mentre per quanto attiene all’infotainment il nuovo modello beneficerà delle architetture sviluppate a livello di gruppo.
La B-Suv italiana è destinata a inaugurare una nuova stagione di debutti per il marchio Fiat (un quadro più chiaro si potrà tracciare dopo la presentazione del piano industriale di Stellantis, atteso per marzo 2022), dal momento che diversi modelli sono ormai alla fine del ciclo vitale: tra questi la 500L, la cui sostituzione tuttavia non è scontata, e la Panda, sulla cui erede, invece, si concentra un’attenzione molto alta da parte del gruppo multinazionale. Mentre sullo sfondo continua ad agitarsi un fantasma in attesa di reincarnazione: quello della Punto. Ma questa sarà un’altra storia.