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Cronaca

Su 4R di marzo
Auto a rate, la trappola dei finanziamenti capestro raccontata dai venditori che li proponevano

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Su 4R di marzo - Auto a rate, la trappola dei finanziamenti capestro raccontata dai venditori che li proponevano

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Su 4R di marzo - Auto a rate, la trappola dei finanziamenti capestro raccontata dai venditori che li proponevano

Immagina di aver bisogno di un’auto. E di non avere liquidità disponibile. Immagina, ugualmente, che una concessionaria ti prospetti un acquisto con finanziamento auto che prevede un extra-sconto, anticipo zero, rate molto contenute per i primi tre o quattro anni e tutto compreso: dall’assicurazione (inclusa kasko o mini-kasko) alla manutenzione. Non lo sottoscriveresti? Probabilmente sì, soprattutto se il venditore ti affabula con tutti gli aspetti positivi, o apparentemente tali, di questo contratto e glissa su quelli sfavorevoli (come il tasso d’interesse elevatissimo) o su dettagli importanti (come il fatto che i servizi “compresi” vanno a incrementare l’importo finanziato). Il combinato disposto può portare a una somma finale dovuta che arriva anche al doppio del prezzo dell’auto.

Così, tantissime famiglie sono finite intrappolate in un meccanismo che le stritola finanziariamente e le lega in maniera difficilmente dissolubile a una concessionaria auto. Perché uscire richiede esborsi di denaro a volte importanti e, se non hai liquidità, devi sostituire l’auto rifinanziando quella nuova con un prestito analogo, che ingigantisce a ogni passaggio il totale dovuto.

Avevamo descritto questo tipo di contratti in due articoli successivi, a giugno 2024 e a settembre 2025, ma nel numero di Quattroruote di marzo 2026 torniamo sull’argomento con una luce nuova, accesa dalle testimonianze esclusive - e drammatiche - di due venditori in crisi di coscienza, che se ne sono andati perché non potevano più sostenere il peso di “arricchirsi alle spalle della gente”, come ci hanno raccontato.

La loro confessione ai nostri giornalisti solleva il velo su una pratica commerciale che sarebbe - secondo le loro parole - sistematica, perché garantirebbe alle concessionarie e agli stessi venditori guadagni stellari. Una prassi - al momento sotto la lente dell’Antitrust - che il settore del commercio al dettaglio delle automobili dovrebbe bandire ed espellere dal proprio sistema, per un sussulto etico e perché rischia di comprometterne la credibilità e di minare il rapporto di fiducia tra rete e consumatori.

Se volete saperne di più, non perdetevi Quattroruote di marzo 2026.