Itinerari in auto
Da Foggia a Termoli, oltre i monti della Daunia
Dalla montagna al mare passando per castelli, foreste e cattedrali. Il tutto condito da tortuose strade che faranno felici gli amanti della guida. Oggi, per la nostra rassegna "Itinerari in auto" andiamo nel Sud Italia, tra Puglia e Molise, con un viaggio da Foggia a Termoli: come sempre vi raccomandiamo di verificare in anticipo le aperture dei luoghi di interesse.
I monti della Daunia costituiscono una sorta di prolungamento orientale dell'Appennino sannita e occupano la parte più occidentale della provincia di Foggia: un'area di paesaggi dolci e folte foreste, punteggiata di paesini dove le case sono ancora di pietra.
Tra santuari e cattedrali. Si parte da Foggia e con la s.s. 17 si raggiunge Lucera, cittadina di origini antichissime, come provano reperti che risalgono all'Età del bronzo. Testimonianza romana è invece l'anfiteatro, di epoca augustea e ben conservato: le sue dimensioni ne fanno uno dei più grandi dell'Italia meridionale. Ma Lucera conserva soprattutto memorie degli anni di Federico II, in particolare nella fortezza svevo-angioina che domina la città. Visitate anche la Cattedrale trecentesca di Santa Maria e il santuario di San Francesco, si può proseguire sulla s.s. 17 e, poi, sulla s.p. 369 fino a raggiungere Motta Montecorvino. Quindi con le provinciali 1 e 3 si arriverà a Carlantino: nella prima località vale la pena di soffermarsi nella chiesa di San Giovanni Battista, che vanta un campanile del 1450; nella seconda merita una sosta la cinquecentesca cappella della S.S. Annunziata.
Si sconfina in Molise. Colletorto, raggiungibile con la s.p. 73b (e qui la guida si fa più piacevole), è già in Molise. Le nostre mete successive sono Casacalenda, dove si arriva con le s.p. 40 e 148 e un tratto della s.s. 87, e il Lago di Guardialfiera, toccato dalla s.p. 73b. È, quest'ultimo, un invaso artificiale realizzato negli anni 70 per garantire acqua potabile al Basso Molise; sulle sue rive potrete rilassarvi, cercando di scorgere, se il livello dell'invaso è basso, il ponte di Annibale, sommerso a seguito della costruzione della diga. Percorribile è invece il viadotto curvilineo che attraversa il lago e costituisce un tratto della s.s. 647 Fondo Valle del Biferno. Sarà proprio quest'ultima a condurvi a Termoli, con il suo delizioso centro storico affacciato sull'Adriatico.
Da vedere: Castello Svevo, da prigione a galleria. Uno dei simboli di Termoli, il Castello Svevo, venne realizzato tra l'XI e il XIII secolo nel luogo in cui, in precedenza, si trovava una torre di epoca longobarda. La denominazione di svevo deriva dai lavori di ristrutturazione della struttura voluti nel 1247 da Federico II, che diedero vita a due corpi edilizi a forma di tronco di piramide. Danneggiato dal forte terremoto che colpì la zona nel 1456, il castello fu poi ricostruito da Ferdinando I d'Aragona, che ne modificò le fortificazioni per adattarle alle nuove esigenze belliche. Durante il periodo borbonico, fu utilizzato come prigione; oggi ospita una galleria comunale d'arte, sale per convegni e, il giorno di Ferragosto, la rievocazione dell'assalto subito da parte dei Turchi nel 1566.
IL VIAGGIO IN CIFRE
Distanza totale: 140,9 km
Tempo di percorrenza: 2 ore e 15 minuti (soste escluse)