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Johanna Quandt
La "signora BMW" è scomparsa a 89 anni

Johanna Quandt, vedova di quell'Herbert Quandt da cui aveva ereditato la quota di maggioranza della BMW, è morta all'età di 89 anni nella sua casa di Bad Homburg, nei pressi di Francoforte. Il decesso, seconndo quanto comunicato dalla fondazione che porta il suo nome, è avvenuto lunedì scorso.

Azionista di riferimento. Nata Bruhn nel 1926 da una coppia di storici dell'arte, la "signora BMW" aveva nelle mani dal 1982 (anno della morte di Herbert) il 16,7% dell'azionariato del Costruttore di Monaco. Influente segretaria prima e terza moglie poi di Herr Quandt, Johanna aveva un patrimonio personale stimato in 11,5 miliardi di dollari, l'ottavo più alto della Germania e il 98° al mondo secondo il Bloomberg Billionaires Index.

Fu la segretaria di Herbert Quandt. Insieme ai suoi due figli Stefan e Susanne (protagonista di un noto scandalo a sfondo sessuale, otto anni fa), Johanna gestiva il 46,8% delle azioni del Gruppo. Uscita dal consiglio di sovreglianza di BMW AG nel 1997, la signora Bruhn conobbe Herbert Quandt alla metà degli anni '50, per poi sposarlo nel 1960.

La scelta di acquisire BMW. Quello che divenne il patron della Casa bavarese aveva appena ereditato da suo padre (morto nel '54) importanti partecipazioni azionarie in grandi aziende tedesche, compresa la Daimler e la Varta. Johanna ebbe un ruolo di crescente importanza, si dice, nell'indirizzare gli sforzi di Quandt verso la BMW.

Influente nei momenti decisivi. Una scelta maturata nell'acquisizione del pacchetto di maggioranza, risalente al 1959: Quandt salì al 50% della proprietà, prendendo le redini di un'azienda sull'orlo del fallimento, e scongiurando soprattutto l'acquisizione da parte della Daimler. Una decisione che avrebbe cambiato per sempre le sorti della Casa, e gli stessi rapporti di forza nell'industria automobilistica tedesca. E che ha alle spalle l'influenza decisiva di una donna determinata e lungimirante.

Fabio Sciarra