Foto di: Ferrari
Foto di: Ferrari
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Foto di: Ferrari
Foto di: Rolex
Foto di: Rolex
Foto di: Rolex
Foto di: Rolex
Foto di: Rolex
Foto di: Rolex
Foto di: Rolex
Foto di: Rolex
Foto di: Rolex
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Foto di: Cesare Gasparri Zezza
Foto di: Cesare Gasparri Zezza
Foto di: Cesare Gasparri Zezza
Foto di: Cesare Gasparri Zezza
Foto di: Cesare Gasparri Zezza
Foto di: Cesare Gasparri Zezza
Foto di: Cesare Gasparri Zezza
Foto di: Cesare Gasparri Zezza
Foto di: Cesare Gasparri Zezza
Foto di: Cesare Gasparri Zezza
Daytona non comincia con il semaforo verde e non finisce con la bandiera a scacchi. Comincia nei camper allineati, nei pick-up trasformati in torri di controllo, nelle luci che si accendono quando la pista diventa una lama nel buio. Dentro le control room scorrono decine di schermi, fuori scorre l’America che vive la Rolex 24 come una festa popolare: barbecue, musica, bandiere che non dormono mai.
Dal tramonto all'alba
Le auto passano a pochi metri dalle reti, fuse in una scia continua. Giorno e notte si inseguono senza mai fermarsi. Dal tramonto all’alba… A Daytona non si assiste alla gara: la si attraversa, la si respira, la si consuma. In questo scenario unico del motorsport, l'endurance americano trova la sua espressione più pura, dove la resistenza delle vetture e la tenacia dei piloti si fondono con il calore del pubblico nel catino della Florida.