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Imola, sei ore in equilibrio: Toyota vince, Ferrari è a un soffio

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Imola, sei ore in equilibrio: Toyota vince, Ferrari è a un soffio

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Imola, sei ore in equilibrio: Toyota vince, Ferrari è a un soffio

È Sébastien Buemi a tagliare per primo il traguardo dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari al volante della Toyota GR010 Hybrid #8, precedendo di poco più di tredici secondi Antonio Giovinazzi sulla Ferrari 499P #51. Completa il podio la Toyota #7 di Kamui Kobayashi, Mike Conway e Nyck de Vries.

Tredici secondi dopo sei ore. E una velocità media praticamente identica: 180,36 km/h contro 180,37. Numeri che non spiegano tutto, ma suggeriscono molto. Che sarebbe stato un round tiratissimo ed equilibrato lo si era capito già dal sabato: Antonio Giovinazzi strappava la Hyperpole a Sébastien Buemi per soli 0,011 secondi. Meno di mezzo metro sul traguardo.

Oltre 92.000 spettatori: Imola è un respiro collettivo

La domenica non fa altro che dare corpo a quella distanza invisibile. Giornata calda, non solo per le temperature. Imola è piena, viva, quasi stretta dentro se stessa. Oltre 92.000 persone dentro il circuito, ma la sensazione è quella di essere molte di più. Tribune e Fan Zone colme, prati occupati, tifosi ovunque pur di vedere un passaggio, un dettaglio.

Alle 13:00 il tricolore si alza, sventolato da Kimi Antonelli. Nel paddock si incrociano mondi diversi: Horacio Pagani, Geronimo La Russa al suo primo mondiale in Italia da presidente ACI, Benedetto Vigna e il presidente della Regione Michele De Pascale. È il motorsport che esce dalla pista e diventa racconto collettivo.

La strategia Toyota e l'inseguimento Ferrari

Poi la gara. Ferrari parte forte: tiene, costruisce, illude. Toyota osserva: non forza, non sbaglia, aspetta. Il momento arriva senza rumore: una scelta strategica, niente cambio gomme, pista libera. Ryo Hirakawa si prende la leadership non con un sorpasso spettacolare, ma con un gesto invisibile. Da lì in poi cambia tutto.

Ferrari resta sempre a vista; Alessandro Pier Guidi prova a ricucire, attacca, insiste. Ma Toyota è meticolosa, precisa, quasi fredda. Non concede nulla. Nel finale non c’è bisogno di colpi di scena: basta non sbagliare. E Toyota non sbaglia.

Tra motori e territorio: i tortellini alla Tosa

E mentre la gara si chiude così, precisa e quasi matematica, Imola continua a raccontarsi anche altrove. Alla Tosa, tra un passaggio e l’altro, c’è chi si accorge che tra asfalto e cordolo qualcuno ha lasciato tortellini e garganelli. Non è una trovata, ma il segno di un luogo dove la pista non è mai separata da quello che la circonda. Perché Imola è così: velocità e territorio nello stesso respiro.

LMGT3: un finale al fotofinish

Mentre in Hypercar si decide tutto in tredici secondi, nella LMGT3 succede l’opposto: la BMW #69 del Team WRT vince per appena 0,265 secondi sulla Corvette #33, dopo il colpo di scena che ferma la McLaren #10 a mezz’ora dalla fine. Un finale da battito di ciglia.

Forse è per questo che la sensazione è chiara: questa gara non è iniziata domenica. Era già cominciata il giorno prima. Undici millesimi prima.