Brembo
Brembo, 50 anni di corse: i segreti dei freni F1 carbonio-carbonio - VIDEO
Il carbonio
Il carbonio: leggerezza e resistenza
Questo materiale permette di avere dischi estremamente leggeri (un disco da F1 pesa appena 1,3-1,6 kg, contro i circa 6 kg di un carboceramico stradale e oltre 10 kg di uno in ghisa) e in grado di resistere a temperature superiori ai 1000°C. Ma altrettanto sorprendente è il processo produttivo!
Tutto parte da soffici strati di fibre sintetiche, lavorati da un macchinario chiamato needler: tramite aghi seghettati le fibre vengono intrecciate e compattate, ottenendo un disco solido ma ancora morbido al tatto. Segue la carbonizzazione in appositi forni, durante la quale gli elementi chimici si separano lasciando una struttura di solo carbonio molto porosa. Poi la densificazione, a oltre 1480°C, in cui gas speciali depositano nuovi atomi di carbonio nelle porosità del disco.
Si parla di dischi in carbonio-carbonio proprio perché sono costituiti da fibre di carbonio consolidate da una matrice dello stesso materiale, a differenza dei freni carboceramici, dove le fibre sono immerse in una matrice ceramica a base di silice. L’ultimo passaggio è la lavorazione meccanica per creare gli oltre 1100 fori radiali che permettono il raffreddamento del disco dall’interno.
Oltre la F1
Nel 2025 tutte le 24 gare di F1 sono state vinte da vetture equipaggiate con componenti Brembo. Il gruppo oggi include eccellenze come AP Racing (freni e frizioni), Marchesini (ruote) e Öhlins (sospensioni).
Una famiglia che, sommando tutte le categorie a due e quattro ruote, può vantare oltre 1000 titoli mondiali conquistati dal 1975 a oggi.