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La scommessa di Uber: da app di ride hailing a piattaforma globale per robotaxi

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Nel lontano 2015 l’ex CEO di Uber, Travis Kalanick, puntava a costruire una flotta di auto robot per sostituire i taxi nel mondo. Non è andata così. E infatti oggi, l’attuale amministratore delegato, Dara Khosrowshahi, punta ad altro: rendere la celebre app un fornitore globale di un pacchetto di servizi per la guida autonoma. Chiamata Autonomous Solutions, la suite cercherà di farsi strada nell’era dei robotaxi, sempre che ci sia l'avvento. In parallelo, l’azienda americana continuerà a crescere nel trasporto su prenotazione (ride-hailing).

Cos’è Uber Autonomous Solutions

La trovata di Uber è una piattaforma da proporre a partner di vario genere, capace di mettere a disposizione i dati geospaziali dinamici e le soluzioni di mappatura raccolti nel mondo da migliaia di veicoli dell’azienda americana in ambienti ad alto traffico: 72 miliardi di viaggi dal 2010, preziosi per addestrare i modelli di vetture senza conducente. Vengono così fornite le conoscenze necessarie per una commercializzazione dell’auto a guida autonoma.

La società ha sviluppato inoltre un’interfaccia software che permette ai passeggeri (gli unici presenti nell’abitacolo) di controllare audio, temperatura e assistenza nella vettura senza conducente. Il robotaxi Nuro-Lucid-Uber, in uscita quest’anno, sarà il primo a integrare questa esperienza sui tablet di bordo.

I dati alla base di tutto

I dati geospaziali dinamici di Uber aiutano a perfezionare i percorsi e i tempi stimati di arrivo, mitigando i rischi derivanti dal maltempo e dalle improvvise chiusure stradali. L’obiettivo è che i veicoli autonomi si trovino sempre nel posto giusto al momento giusto, riuscendo a orientarsi anche in luoghi molto affollati, come possono essere gli stadi dopo gli eventi sportivi.

In più, Uber ritiene che i propri team per il supporto normativo vantino una profonda esperienza e relazioni consolidate: l’intento è favorire l’introduzione di nuove tecnologie nei mercati di tutto il mondo, fondamentali per la commercializzazione della tecnologia autonoma.

I conti tornano?

Nel 2023, Uber ha raggiunto per la prima volta l’utile operativo annuale, 1,89 miliardi di dollari (rispetto a una perdita di 9,1 miliardi nel 2022), dopo una sequela di perdite colossali degli anni precedenti. Tanto che il CEO Dara Khosrowshahi lo ha definito un “punto di svolta”. In positivo anche il 2024 a 6,7 miliardi, e il 2025 a 10,05 miliardi. Da startup sperimentale a pilastro redditizio della mobilità globale, con in mente un passo successivo: l’automazione che si trasforma da costo visionario in un asset strategico mondiale.